5 pensieri su “Vi spieghiamo come la Russia combatte la sua guerra ibrida

  1. Analisi lucidissima, per quanto sintetica, di un fenomento assolutamente preoccupante, che coinvolge tutto l’occidente. Alla Russia aggiungerei la Cina, che a mia conoscenza opera in modo diverso, ma con obiettivi analoghi, mirati ad espandere la propria influenza a livello mondiale; essenza di una strategia onnicomprensiva, ancorché eminentemente economica, a medio-lungo termine, incentrata sul soft-power; aspetto che non riterrei proprio della Russia.
    Tornando all’Italia, è assai difficile scrollarsi di dosso l’etichetta di “ventre molle”, ma che storicamente in più di un caso si è dimostrata veritiera. Il discorso sarebbe assai lungo, meritevole di un approfondimento (lo spero, su questa piattaforma), azzardo però un flash, come base di partenza: è la combinazione di tre fattori, un misto di ignoranza, qualunquismo e individualismo. E ciò costituisce uno strumento facilmente strumentalizzabile da terzi, anche e non solo per finalità nostrane.

  2. Stiamo assistendo all’evoluzione di un processo “strategico” di medio periodo inaugurato almeno nel 2013, che include, oltre a canali come RT a Washington (ex Voice of Russia) e Sputnik in Europa (con una redazione a Mosca che per l’Italia era guidata nientemeno da Ilario Fiore, ex inviato RAI a Mosca, e almeno 30 redattori di lingua italiana), e le operazioni di Bannon e Nix che hanno portato alla Brexit, con valigette di banconote portate da emissari di Lukoil, ma in realtà di FSB (come testimonia nel suo libro “Il mercato del consenso “Chistopher Wylie, whistleblower pentito di Cambridge Analytica). I temi sono sempre quelli: l’Europa tiranna, il sovranismo, la guerra al green deal, le teorie no-vax, e la narrazione filorussa sull’Ucraina e piazza Maidan. In questo disegno, che allinea sullo stesso fronte Russia e BRICS, Alt-right neofascista internazionale (di cui il movimento MAGA è solo il braccio armato americano) alleata con l’oligarchia High tech occidentale, i target da distruggere sono due: 1. L’Europa, 27 paesi il cui PIL e competenza e potenzialità militari minacciano di essere le vera leadership mondiale 2. la democrazia liberale, che ha la sua culla in Europa ed è, ad oggi, l’unico vaccino a livello globale contro il controllo totale e l’autoritarismo. Interessante notare come le democrazie occidentali, governate da poteri di brevissimo periodo, invece di dotarsi di dittatori abbiano scelto – per ora, e come profetizzato da Wylie – di esercitare il controllo sociale attraverso il potere digitale, molto più pervasivo di quello politico, assumendo marginalmente il controllo di quello politico, più volatile e sostituibile di mandato in mandato. In quest’ottica Space X e Starlink sono, a mio avviso, il fenomeno più spaventoso da monitorare.

    1. un incubo. siamo sotto minaccia mortale, ma la classe dirigente, a partire da quella politica, è del tutto inconsapevole o appare tale. Il discorso pubblico ad ogni livello, è dominato dai narratori nemici del modello liberal-democratico. Siamo dentro una bolla e non sappiamo come difenderci, non sappiano come replicare, non sappiamo come attaccare. L’Europa è ovunque sulla difensiva, barricata dietro le sue forme; dovrebbe invece muovere i suoi pezzi forti sulla grande scacchiera del confronto globale, ideale e politico. Nessuna timidezza nel rivendicare la superiorità del nostro modello, a livello culturale, politico, economico. Dismettere il politicamente corretto per guidare l’assalto dei ” caproni” rosso-bruni. Altrimenti avremo perso

    2. L’Europa non avrà mai leadership mondiale se per svariate questioni i Paesi aderenti non trovano un accordo per dare più potere decisionale a un’entità centrale di tipo federale, che prenda decisioni immediate soprattutto in campo estero e militare senza ogni volta chiedere l’approvazione (all’unanimità poi, il modo migliore per bloccare da parte di qualche stato che guarda solo ai propri interessi immediati).
      Inoltre non potrà avere leadership mondiale se per la difesa militare, l’innovazione tecnologica e digitale, gli investimenti in settori avanzati si affida ad altri attori esteri, alleati in base all’umore politico del momento e magari pure ostili.
      E non sarà protagonista se lascia il campo di certe aree del pianeta ad altri attori che non si preoccupano troppo dei diritti e dell’ambiente, dove il controllo e l’estrazione di materie prime sarà vitale per ottenere energia a prezzi contenuti e fare innovazione per la crescita economica.
      La verità è che gli Stati europei si sono cullati dell’idea che non ci sarebbero state più aree d’influenza economica da parte di certe superpotenze, che non ci sarebbero stati più scontri tra le stesse superpotenze e l’Europa avrebbe potuto trasmettere i propri valori e le proprie decisioni al mondo intero.
      La realtà invece sta mostrando un’altra cosa ed è ora che i Paesi europei ne prendano atto se vogliono salvare e poi far evolvere il modello dell’Unione Europea.

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