4 pensieri su “La guerra amministrata e i divieti strategici degli alleati

  1. Purtroppo è proprio così. La situazione è quella che descrivi, ma siccome si conoscevano grosso modo le intenzioni di Trump sarebbe stato molto meglio lasciare l’Ucraina sul campo in una situazione più vantaggiosa, e siccome era possibile è grave non averlo fatto.

  2. La cosa assurda è che, per fortuna, la guerra vera, quella feroce espressione della bestialità umana ha coinvolto un paese di LEONI. Mi dispiace dirlo ma la NATO; che non è un esercito ma l’espressione di trattato politico, un’alleanza militare intergovernativa; non credo sarebbe stata capace di reagire rapidamente. Troppo esitante e tremebondo è stato il binomio UE – USA, con la cacca nei pantaloni a ciucciarsi il dito!!! Questo dimostra la mancata conoscenza del nemico, causata principalmente dall’incapacità di riconoscerlo tale, situazione che ha creato lo stallo sul campo impedendo all’esercito ucraino di combattere con tutte le risorse.

    Sono sicuro che molti ucraini masticano amaro, e ne hanno tutte le ragioni!!

  3. Se inizi a preoccuparti a come potrebbe rispondere il nemico anche brutalmente – è nella norma considerarlo – allora stai già dando ad esso un vantaggio e un indizio di come non potrai vincere la guerra.

  4. In tutto ciò si è inserito una attore purtroppo determinante, il cui operato, fini personali inclusi – materiali o meno, confessabili o meno, evidenti o meno – incrementa giorno dopo giorno il terribile sospetto di una collusione con Putin: Trump. Non trovano altrimenti spiegazione le sue tergiversazioni continue, l’estenuante prendere tempo, equivalente al concedere tempo al compare russo (vedi anche ultima astensione americana all’ONU), l’evidenza di una sua posizione di fatto filo-russa (l’Ucraina deve cedere il Donbas), l’assenza totale di ogni scrupolo di coscienza dinanzi ad un dittatore, i cui militari si accaniscono contro i civili perché apertamente incapaci di vincere militarmente; militari così spietati da accanirsi anche contro i propri soldati quando si rifiutano di obbedire o combattere. La guerra è una bruttissima cosa, sempre, ma adesso stiamo assistendo ad un orrore globale, al quale i due “potenti” del mondo assistono e decidono come se si trattasse di una happening da Colosseo ai tempi di Roma. Terribile, ma anche inaccettabile, ecco perché non bisogna più indugiare nel fornire aiuti “concreti” all’Ucraina. E ancor meno accettabili, sotto ogni punto di vista i nostrani “pacifisti” e tuttologi da salotto intellettual-chic, specie quelli “colti” che perseverano nell’invocare solo a parole una pace giusta e duratura. Ma sulla pelle di chi?.

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