2 pensieri su “Addio Guterres, non ci mancherai”

  1. Dieci anni a bilanciare la diplomazia col bilancino del farmacista, dove la voce si alza solo quando è sicuro farlo e si fa di pietra di fronte alle vere autocrazie, António Guterres ha trasformato il Palazzo di Vetro nel tempio della realpolitik pelosa, risultando severo con i bersagli comodi ed ecumenico e prudente quando si tratta di toccare i fili scoperti dell’ asse di Teheran, delle ombre di teocrati e fondamentalisti, o delle coperture diplomatiche offerte a regimi come quello di Caracas. Non è difesa del diritto internazionale, bensì la quieta coerenza di chi sa che il doppiopetto delle Nazioni Unite serve a proteggere tutti, tranne la verità. Speriamo che il prossimo o la prossima siano all’ altezza del ruolo, anche se ormai l’ ONU è dichiaratamente non neutrale da molti anni.

  2. Che se ne vada dovrebbe essere, in teoria, una buona notizia, ma il fatto è che a essere marcio non è Guterres, è l’Onu, a partire (almeno) da quella primavera del ’67 in cui Nasser ha intimato “Toglietemi i caschi blu dal Sinai che devo andare a distruggere Israele” e 48 ore più tardi, regnante U Thant, nel Sinai non c’era più un solo casco blu.

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