1 ha pensato a “Condizionare il bipolarismo può non bastare: il nodo irrisolto del nuovo centro”

  1. io davvero non capisco perché una ipotesi di “traversata del deserto” e quindi di opposizione per la prossima legislatura, sia da considerare come l’inferno. NON lo è anzi è una possibile e auspicabile tappa. Ci si conta alle prossime elezioni, ci si fortifica sia sul territorio che in parlamento, facendo battaglie giuste e votando provvedimenti sulla base del merito non dello schieramento, si dà agli elettori la conferma di essere seri e pronti a durare. Ovviamente con un federatore che azzeri TUTTE le ambizioni dei singoli capi. Intanto la situazione si può fare fluida, il PD che conosciamo ora, una succursale di AVS e della CGIL, potrebbe cambiare, tornare alle sue radici progressiste e riformiste (Il PD veltroniano delle origini, tanto preso per i fondelli) e magari diventare un possibile alleato in futuro. Cinque anni sono lunghissimi, in politica un ciclo completo. Dimostriamo di essere seri e di saper aspettare. Gli elettori capiranno, più di un umiliante accordo con Schlein eri pietire qualche sottosegretario inutile (si se pensate a “quel” nome è proprio esempio negativo da cui allontanarsi)

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