3 pensieri su “Il centro liberaldemocratico: una scommessa su cui vale la pena puntare qualche gettone

  1. Mi sento molto più vicino, come spesso mi accade, a Michele Magno, rispetto alla riflessione di Alessandro Chelo. Tuttavia, per mantenere vivo il dibattito, ci sono punti che rendono fragile il terzo polo. Su tutti la politica estera con la spaccatura seria sul Medio Oriente tra la posizione di Marattin e quelle di Calenda e Picierno.

    A dire che la sintesi, per una lista liberale e unitaria, è un processo difficile e non scontato e se falliranno anche a questo giro sarà decisamente opportuno che cambino mestiere.

    1. La cosa importante è che ci sia principalmente compattezza e larga condivisione dei temi politici su quello che riguarda l’Italia e l’Europa.
      Sul Medio Oriente la condanna di Hamas come organizzazione terroristica da smantellare e il diritto di Israele a rispondere e difendersi credo sia unanime.
      Rimane sempre quella questione controversa della presunta risposta sproporzionata di Israele e i presunti crimini commessi a Gaza, portata avanti dagli uscenti dal PD probabilmente influenzati ancora da qualcuno di quell’ambiente culturale e politico. Compresa un’antipatia politica verso Netanyahu e la sua maggioranza. Dopotutto anni di partecipazione e di decisioni prese indirizzate da una certa propaganda in quell’ambiente non si cancellano facilmente.
      Alla fine deve essere chiaro che contano i fatti e non le presunte prove non verificate e dichiarazioni di Hamas e organizzazioni straniere con un certo contatto non propriamente indipendenti da essa.

  2. Mi associo alla fiducia e speranza,sebbene per eta’ io ricordi con un piccolo timore quel “ora ci si ritira per le consultazioni” dei TG post elettorali di un tempo. A parte Einaudi , che non posso ricordare,ricordo bene tutti i grandi liberali citai e molti altri, il mio primo voto lo diedi proprio a Malagodi. Grazie !

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