1 ha pensato a “Il declino dell’influenza politica della grande potenza americana

  1. Quadro complessivo sostanzialmente condivisibile in tutto. Mi limito ad una considerazione sintetica e che come tale non può essere del tutto esaustiva dinanzi ad uno scenario globale di assoluta articolazione e complessità.
    A cosa serve la potenza se non è usata in modo intelligente? La potenza fine a sé stessa – non solo quella militare – finisce per essere auto-distruttiva ed è questo il pericolo crescente per gli USA nelle mani di Trump e della sua amministrazione. Autodistruzione = perdita, forse irreversibile, di fiducia e credibilità.
    E se si volesse limitare almeno per un attimo il discorso alla potenza militare, l’andamento della guerra contro l’Iran ha evidenziato una deleteria sottovalutazione americana dell’avversario, laddove la tecnologia, per quanto avanzatissima, non è stata in grado da sola di portare gli USA alla vittoria. Viceversa, il risultato è stato una critica erosione di scorte di armi tecnologicamente avanzatissime, rivelatesi però inadeguate a fronteggiare una minaccia relativamente meno sofisticata e più economica. Altro segnale di grave carenza di analisi dei fattori pertinenti in una pianificazione operativa. E sono del convinto parere che questo sia stato uno dei motivi per cui Trump ha iniziato il balletto delle minacce e dei passi indietro nei confronti del regime iraniano.
    Mini-lateralismo, e se prendesse corpo crescente sotto forma di coalizioni senza gli USA? Sino ad adesso l’amministrazione americana è stata magistralmente capace di minare alle fondamenta le alleanze storiche: AUSCANZUKUS, NATO, ASEAN, relazioni coi Paesi del Golfo per citarne solo alcune.
    Sono infine totalmente d’accordo che per l’Europa questo debba essere uno sprone (doccia fredda) per iniziare a lavorare una volta per tutte a creare la propria autonomia strategica, processo peraltro denso di problemi e criticità ovvero assolutamente non facile, ma necessario.

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