
I colori della pace hanno addobbato il silenzio sulle donne ebree stuprate il 7 ottobre.
I colori della pace hanno rallegrato i Pride Judenfrei e i chiostri delle Università in cui si dava la caccia all’ebreo.
I colori della pace hanno bardato i capannelli dei politici democratici sopra i tunnel in cui gli ostaggi ebrei erano torturati nell’attesa del colpo alla nuca.
I colori della pace scortavano il segretario generale dell’Onu quando diceva che bruciare vivi i bambini ebrei è sbagliato, ma non viene dal nulla.
Insorgerebbero con i colori della pace, oggi, i camini di quei forni.
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Lo scippo dell’arcobaleno, assurto a simbolo di pace, ad opera di tutte le fazioni ideologiche “anti…” credo dipenda dalla genesi stessa del movimento pacifista. Già negli anni 70-80, e oggi ancor più presente alla luce di quanto sta accadendo in Ucraina, la tanto agognata pace era “il disarmo unilaterale dell’occidente” reo di avere una postura minacciosa nei confronti della paciosa URSS (sigh!!). Quel concetto di pace poco credibile, che è slegato dai pilastri dell’Occidente democratico la Libertà e la Giustizia, oggi è riproposto da coloro che usano l’arcobaleno per rendere le loro idee più appetibili, poco importa se le bandiere arcobaleno garriscono tra le fila di un ampio movimento antisemita!!