2 pensieri su “L’ostilità verso gli ebrei: in Italia quanti la condividono, quanti tacciono?”

  1. Mi permetto di correggere una frase: per presunte corresponsabilità in PRESUNTI delitti orribili.
    Quanto alla questione, noto una cosa: fra chi è pro Israele vedo molte sfumature: sì e basta, sì però Netanyahu, sì però Smotrich, sì però la distruzione di Gaza, sì però i civili di Gaza, sì però i bambini… Fra quelli conto, di sfumature non c’è neanche l’ombra, è un no al 100% e basta, zero ragioni, zero giustificazioni, zero attenuanti, zero di tutto.

  2. Gentile Stefano,
    condivido pienamente il suo invito a promuovere un sondaggio sul reale sentimento degli italiani verso gli ebrei. Distinguere la critica a un governo dalla negazione del diritto di uno Stato a esistere e, ancor prima, dall’ostilità verso i cittadini ebrei è ormai un esercizio indispensabile.
    Un confronto con il Venezuela può aiutare a chiarire questo punto. La retorica ufficiale, prima con Chávez e poi con Maduro, ha spesso usato il sionismo in chiave conflittuale, contribuendo purtroppo all’esodo di gran parte della comunità ebraica (passata da oltre 20.000 a circa 4.000 persone). Eppure, nelle strade, la violenza aperta è rimasta per fortuna un’eccezione quasi inesistente, perché l’odio non si è tradotto in una piaga urbana con la stessa intensità che oggi osserviamo in Europa. Retorica del potere, attivismo mediatico e sentimento diffuso non coincidono automaticamente.
    Del resto, i segnali recenti non mancano: dopo i terremoti di giugno 2026 Israele ha inviato aiuti umanitari, e ad agosto Venezuela e Israele hanno ripreso i rapporti consolari dopo 17 anni, a seguito della caduta di Maduro.
    Tornando all’ Italia, il punto che lei solleva resta urgente. Un’ operazione di verità su questo tema contribuirebbe a sgomberare le macerie mentali accumulate dopo il 7 ottobre.

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