Parte Terza
– MILANO –
Nota
La numerazione dei paragrafi prosegue da quelli della Parte Seconda, cui si può accedere da qui.
5. Russi a San Siro
La nuova tappa del nostro viaggio attraverso le realtà russofile italiane collegate alla Fondazione Russkiy Mir (FRM) ci porta a Milano, dove troveremo diverse associazioni asseritamente culturali e scuole russe tutte legate dal nastro di San Giorgio.
Anche in questo caso, come per Veneto-Russia, non parleremo dell’Associazione Lombardia-Russia in quanto entità satellite della Lega e quindi meritevole di trattazione separata.
?Centro Russo UniMi
La FRM dispone di tre sedi in Italia. Una di queste è il Centro Russo ospitato a Sesto San Giovanni presso il Polo Interculturale dell’università La Statale di Milano, attivato nel 2013, come da video postato sul sito di UniMi. Presenti all’inaugurazione il rettore Gianluca Vago, il console russo a Milano Aleksej Paramonov, il responsabile esteri della FRM Aleksej Gromyko ed altri. Anche in questo caso, come da prassi, libri e materiali didattico furono forniti da FMR.
Il Centro è diretto da Paola Cotta Ramusino e da statuto ha l’obiettivo di “favorire la conoscenza, il dialogo e l’amicizia tra le culture”.
In termini di relazioni esterne il Centro Russo UniMi si rapporta con l’Associazione Italia-Russia Lombardia, la Camera di Commercio Italo-Russa CCIR, l’Associazione Connazionali Russi in Italia “Vele Scarlatte”.
Un aspetto interessante è la collaborazione avviata dal 2017/18 con le scuole superiori del milanesato circa l’organizzazione di corsi di lingua russa, compresa “la supervisione dei programmi, la selezione dei materiali didattici e la formazione dei docenti”.
A tal proposito, siccome le pubblicazioni che la FRM fornisce da Mosca ai propri centri periferici, Centro Russo UniMi compreso, sono ovviamente allineati alla narrativa putinista, viene da chiedersi quale possa essere l’educazione impartita dalle scuole russe affiliate a tali centri ai ragazzi, cittadini italiani, figli di famiglie miste, che rischiano di essere imbevuti di propaganda fin dalla più tenera età.
Non solo: il fatto che il Centro Russo abbia la possibilità di intervenire sulla scelta dei testi di russo nelle scuole pubbliche italiane convenzionate col centro stesso, estende questa preoccupazione al di fuori delle scuole russe, anche considerando il problema, recentemente sollevato e ripreso dagli organi di stampa, dell’inquinamento propagandistico russofilo rilevato in taluni libri di testo italiani.
Dopodiché, l’ulteriore conferma dell’affiliazione del Centro Russo alla FRM, la si rileva dai manifesti di due delle sue iniziative, in cui sono evidenziati i loghi delle associazioni coinvolte nei programmi.


Interessante poi, il fatto che sulla propria pagina fb del 28/9/23 il Centro Russo promuova una specie di videocorso neurolinguistico, le cui implicazioni in termini di propaganda sono state splendidamente analizzate in questo articolo sulla Programmazione Neuro-Linguistica (PNL). Ed infatti, quale coach del corso troviamo Nadezhda Rudenko psicologa linguista di Ekaterinburg, a sua volta collegata con Sergey Tetersky guru dei pedagoghi di Russia coinvolto nell’inquadramento ideologico-patriottico dei ragazzini della Yunarmiya, ovvero la Hitlerjugend di Putin.
A questo punto, il fatto che il Centro Russo di Milano, ospitato presso una delle più prestigiose università italiane condivida tecniche di manipolazione psicologica e sia collegato a certi ambienti pseudoscientifici, proietta un’ombra inquietante sui reali intenti e gli stessi progetti educativi di cui si fa promotore.

?Ass.ne Amici Russia Imperiale
Circolo culturale di ispirazione dichiaratamente zarista (AARI), costituito a Milano nel 2020 e con pagina fb aperta specificatamente il 27/7.
AARI è presieduta dal barone Antonio Imperatore, fedele ortodosso e sostenitore dello zarismo ed in particolare dei Romanov, già candidato (2018) con il Carroccio. Vicepresidente della AARI Maya Bubashvili.
L’associazione si dichiara erede delle tradizioni della Russia Imperiale e tra le innumerevoli foto del profilo ve ne sono infatti molte legate allo zar Nicola II ed alla Russia di quell’epoca. Peccato però che ne compaiano altrettante inneggianti a Putin, all’invasione dell’Ucraina ed alla Z esposta su uniformi e bandiere della Russia attuale putinista, comprese immagini stucchevolmente retoriche. Realtà resa ancora più grottesca dall’annuncio, lanciato il 5 marzo 2022 di autoscioglimento del circolo per l’asserita volontà di rimanere estranei a “qualsivoglia posizione politica” che esuli dallo “spirito di identità condivisa”: un annuncio che avrebbe voluto essere di terzietà, però accompagnato dalle solite accuse a USA, UE e NATO di essere state la causa del conflitto.


In realta per i fieri cavalieri dello zar l’Aventino dura poco, forse perché al cuor non si comanda.
Ed infatti ecco il 24/2/24 un vibrante post di Roberto Jonghi Lavarini, che dalla pagina fb AARI fa endorsement alla guerra di Putin contro la “plutocrazia mondialista”.
Di chi parliamo esattamente?
Del cosiddetto “barone nero” dell’ultradestra milanese, ex Fiamma Tricolore di Pino Rauti ed apertamente “post-neofascista” come ebbe lui stesso a dichiararsi.
Condannato per apologia di fascismo, si definisce un “cattolico tradizionalista”, evidentemente fino al punto da apprezzare l’ortodossia reazionaria russa di Kiryll e le teorie eurasiatiste di Dugin, con cui ebbe modo di incontrarsi in almeno una occasione e segnatamente il 4/11/18 al Palazzo Reale di Milano durante un evento organizzato da Lombardia-Russia di Savoini e dalla Coop Arnia di Rainaldo Graziani: con quest’ultima che gestisce anche il ben noto agriturismo La Corte dei Brut di Gavirate, dove Dugin era di casa.
A volte ritornano: ed infatti dal giro rossobrunista di Graziani & Murelli parte anche la connessione verso Marco Battarra, storico libraio ed editore milanese custode di quella che negli anni ’80 era stata la Bottega del Fantastico, libreria d’area legata a Orion e tutt’ora attiva come Spazio Ritter in via Maiocchi, che nel marzo 2014 era stata scelta da Jonghi Lavarini per il debutto del circolo Destra per Milano affiliato al movimento veronese Progetto Nazionale di Piero Puschiavo.
Il ritorno sulla scena di AARI si concretizza in diverse iniziative. Tra queste la celebrazione del secondo centenario del Congresso di Verona (10/6/23), partecipato dal presidente di AARI Antonio Imperatore ed annunciato da Eliseo Bertolasi del Movimento Internazionale Russofili: non è casuale quindi, bensì conferma di una sinergia consolidata, la pubblicazione sulla pagina fb di AARI del logo del MIR (12/3/24), così come la condivisione di una colletta per il Donbas organizzata dall’associazione pistoiese Vento dell’Est di Lorenzo Berti.


Il logo di Vento dell’Est
Non manca poi un nuovo incontro con Savoini, previsto per il 28/3, che si aggiunge ad iniziative condivise con l’associazione romana Amici della Grande Russia e nuovamente col binomio Graziani-Murelli, sulla Weltanschauung della Dugina.
Ed ancora, reduce dagli applausi presso Cantiere Laboratorio di Vittorio Gigliotti a Lamezia, ecco l’incontro tra Roberto Vannacci ed Antonio Imperatore l’1 marzo 2024.
AARI ha poi un’ulteriore interessante connessione, molto bene indagata da David Puente e dal canale web Open ed alla quale rimandiamo, che conferma la sovrapposizione tra russofilia, putinismo ed arcipelago noVax, ovvero l’ennesima variante della dezinformatsyia ordita dal Cremlino ai danni delle democrazie occidentali.


Locandina dell’incontro celebrativo della Dugina
?CCIR
Si tratta della Camera di Commercio Italo-Russa di Corso Sempione, ente oramai “storico”, fondato nel 1964 e passato attraverso i mutamenti avvenuti nell’est. Il suo ruolo statutale è quello di promuovere le relazioni bilaterali con Mosca comprese quelle scientifiche e culturali: da qui la sua presenza all’inaugurazione del centro Russkiy Mir presso UniMi.
Attuale presidente è Ferdinando Pelazzo manager bancario con anni di servizio a Mosca presso vari istituti, con Yuri Agapov come vp.
Pelazzo il 23 novembre 2022 ha sostituito Vincenzo Trani ovvero l’imprenditore che aveva portato il car-sharing a Mosca, nominato solo tre anni prima e che fino all’ultimo (ossia fino al tardo gennaio 2022) aveva considerato Putin un interlocutore sincero.
Era stata infatti la CCIR ad organizzare il 26 gennaio 2022 in piena escalation militare russa e nonostante la moral-suasion del governo Draghi, una controversa conference call con Putin, che aveva visto le pesanti assenze di Eni, Snam e Saipem bilanciate dalla presenza di ENI e di vari gruppi privati tra cui Generali, Intesa San Paolo (col russista Fallico plauditore in prima linea), Unicredit ed ovviamente, Tronchetti Provera con Pirelli: che a suo tempo era stata compartecipata da Rosneft attraverso una opaca manovra azionaria e che dal 2011 aveva come socio il colosso degli armamenti Rostec dell’oligarca sanzionato Sergej Chemezov, ex-KGB vecchio amico di Putin fin dai tempi di Dresda.
Un parterre de roi che aveva applaudito l’intervento video dell’autocrate, in parte dedicato ad una elegìa del vaccino russo Sputnik V.
Ed era stato proprio attraverso Sputnik V che si era dipanato un ennesimo filo, questa volta collegato direttamente a Trani il quale, nel 2021 in emergenza COVID, aveva tentato di introdurre il vaccino russo in Italia, mettendo in contatto attraverso la CCIR, l’Istituto russo Gamaleya con possibili partners farmaceutici italiani: iniziativa che aveva suscitato il gelo di Palazzo Chigi ed il plauso della Lega, collegata a Trani attraverso Savoini fin dai tempi dell’affaire Metropol.
Trani dunque, uomo dai molti contatti, in ottimi rapporti con Antonio Fallico assieme al quale aveva organizzato diverse iniziative in Russia, tra cui un seminario a Mosca il 10 febbraio 2022 in partnership con Conoscere Eurasia ed altri soggetti: incontro introdotto da Fallico con un imbarazzante e storicamente sballato peana filorusso (“la Russia in tutta la sua storia non ha mai attaccato per prima
nessuno, si è invece sempre difesa”), accompagnato dalle solite stantìe accuse alle democrazie occidentali.
Non solo, ancora a metà giugno 2022, quattro mesi dopo l’invasione, Trani partecipava al Forum economico di San Pietroburgo nonostante l’assenza di buona parte dell’imprenditoria occidentale. Assieme a lui Alfredo Gozzi, direttore di Confindustria Russia.
Spicca su tutto ciò la quasi metafisica risposta di Trani, alle varie obiezioni sollevate anche da parte del Copasir, in particolare sulla conference call del 26/1: “il business distrae le persone dal contendere”.
Sarà.
Peccato che per Putin il business non sia alternativo al contendere, bensì uno degli strumenti della guerra ibrida ovvero del contendere stesso.
Pochi mesi più tardi, dopo soli tre anni, il dimissionario Trani veniva rimpiazzato da Pelazzo alla guida della CCIR.

?ACRI “Vele Scarlatte”
Si tratta di una associazione affiliata sia al ROtC, che al Russkiy Mir, oltre che all’ambasciata russa di Roma, come riportato nella loro pagina web ed al suo interno comprende il centro didattico Accademia di via Quarenghi, strutturato dall’asilo alle scuole superiori.
La ACRI “Vele Scarlatte” (Associazione Connazionali Russi in Italia) nasce nel 2009 sulle ceneri di una precedente associazione attivata nel 1981 ed a parte la solita retorica sulla lingua e la cultura russa da valorizzare e diffondere, esibisce uno statuto piuttosto irregimentato in cui vengono ammessi “rapporti di stretta collaborazione con i mass media di lingua russa, al fine di garantire la diffusione di un informazione obiettiva su ciò che accade in Russia”. Detto in altri termini, la propalazione acritica della disinfoprop veicolata da media come RT e Sputnik.
Sia l’associazione che la scuola sono tra i soggetti collegati al Centro Russo UniMi di Sesto San Giovanni, che infatti ne promuove le attività comuni.
Interessante, poi, il fatto che nella propria pagina fb, ACRI proponga programmi di studio “innovativi”: quali siano non è specificato, ma il dubbio che possano riguardare l’approccio simil-PNL promozionato dal Centro Russo UniMi sorge spontaneo.
?Russkiy Dom-Italia
A Milano, in via Montevideo, opera una associazione Russkiy Dom-Italia (ARDI), fondata nel 2009 da cittadini russi e italiani, anche in questo caso allo scopo di promuovere la lingua russa.
Al suo interno è presente un centro didattico intitolato a Lev Tolstoj, strutturato dall’asilo al liceo, che opera secondo i programmi ministeriali russi di insegnamento: quindi, per forza di cose, secondo i dogmi didattici imposti dal regime.
Come riportato nel loro stesso sito web, i corsi scolastici avvengono con patrocinio e finanziamento di una “fondazione russa”: ossia, verosimilmente, la FRM. La ARDI è collegata a diverse altre associazioni analoghe in Europa.

?MIR – Movimento Int.le Russofili
Milano ospita anche la prima sede italiana del cosiddetto MIR, ovvero Movimento Internazionale Russofili, l’associazione costituita a Mosca nel febbraio 2023 sotto il patrocinio del Ministero degli esteri russo e probabile supporto di Malofeev.
Pochi mesi più tardi, il 13/7 viene attivata la rappresentanza di Milano, presieduta da Eliseo Bertolasi, vp Mirko Preatoni.
Secondo il sito di Russkiy Mir, l’idea di Bertolasi è di sviluppare collaborazioni con Casa Russia di Verona, l’Associazione Veneto-Russia di Palmarino Zoccatelli ed altre. All’inaugurazione sarebbe stato presente il console russo a Milano Dmitrij Shtodin con i saluti del presidente del MIR Nikolai Malinov.
Non è chiaro quale sia il ruolo preciso di FRM nel MIR, ma il fatto che ne ospiti le iniziative sul proprio sito lascia intuire una connessione diretta, anche per via del comune riferimento rappresentato dal Ministero degli Esteri russo.
Tra le iniziative recenti di Bertolasi ricordiamo la partecipazione, il 14/1/24 ad un incontro presso lo Spazio Ritter di Milano, con tema Darya Dugina ed il Donbas, con Bertolasi quale traduttore di uno dei libri della Dugina.
L’incontro, organizzato da Vento dell’Est, aveva visto la partecipazione di Murelli, Graziani e Battarra nel ruolo di anfitrione.
È quindi seguita, in collaborazione con l’Associazione Emilia-Russia di Luca Rossi e l’agit-prop Andrea Lucidi, la tentata proiezione a Modena del film russo negazionista di Bucha “Il testimone” poi sospesa su opposizione del sindaco Muzzarelli.
Ancora, nello stesso periodo (26/2/24), il ritorno di Bertolasi a Mosca via-Belgrado, a presenziare al secondo convegno del MIR. Tra i circa 15 partecipanti italiani la crème del rossobrunismo russofilo: Murelli, Graziani, Vito Comencini, Gianluca Savoini, Amedeo Avondet. Ad accoglierli, Dugin e Lucidi.
Rainaldo Graziani è il figlio di Clemente, nonché padre di Tiberio e titolare dell’agriturismo La Corte dei Brut, dove Dugin era di casa fino a prima dell’invasione, mentre Murelli ne è l’editore delle opere per l’Italia. Ambedue, Murelli e Graziani, hanno una storia alle spalle che risale agli anni ’80 e che non necessita di presentazioni.
Qualche parola su Mirko Preatoni.
Si tratta del presidente della Syncre Srl di Milano, società organizzatrice di eventi musicali e cinematografici che nel 2010, sponsorizzata dal Gruppo Doimo, aveva allestito un concerto a Mosca in collaborazione con la Fondazione Russa per le Iniziative Sociali e Culturali (FRISC), presieduta da Svetlana Medvedeva, moglie dell’ex-presidente russo.
Altresì, nel 2018 Preatoni era stato nominato rappresentante italiano del Centro Festival del Cinema russo, presieduto da Tatiana Shimova, la quale è anche vp della FRISC nonché decorata (2010) con Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Preatoni, oltre che vice di Bertolasi, risulta essere il delegato milanese, nonché responsabile culturale, della associazione romana Amici della grande Russia (ADGR), ovvero una lobby con connessioni VIP nei palazzi romani, presieduta da Yulia Bazarova e formalmente rappresentata alla Camera dei Deputati da Leo Maria Galati, nel 2013 candidato alle amministrative romane con LaDestra di Storace.
Di ADGR parleremo più approfonditamente in una delle prossime parti. In questo articolo ci limitiamo a segnalare la manifestazione filorussa organizzata da ADGR a Milano il 14/6/22, presenti la Bazarova, Preatoni, Galati l’immancabile Bertolasi e Gianfranco Vestuto, responsabile del canale disinformativo Russia News e osservatore ai referendum-farsa in Donbas.
Dai teatri della cultura più sfavillante ai teatrini della sottopolitica più sordida. Bertolasi e Preatoni hanno collegamenti con il Fronte del Dissenso, ovvero una ennesima sigla-contenitore di associazioni, gruppi, circoli e micromovimenti di impianto NoVax, No€, NoUe, NoNATO, sovranista, ultraidentitario, fascistoide, antiglobalista e filorusso. Insomma, la solita compagnia di giro, manovalanza da corteo, ma che in questo caso, attraverso Bertolasi e Preatoni arriva a condividere la scena con ambienti piuttosto bene introdotti nel giro dei salotti.
6. Fuori dal coro
Esiste in Italia, fin dal primo dopoguerra, una rete di associazioni volte a promuovere la conoscenza della lingua e della cultura russa nel nostro paese. Una di queste è l’Associazione Italia-Russia Lombardia, attivata nel 1946 con la denominazione di Italia-URSS Lombardia. Col tempo se ne aggiunsero molte altre, praticamente una per regione. Dopo il 1991 in relazione alla nuova configurazione dell’ex-impero sovietico tutte queste associazioni cambiarono la propria denominazione, sostituendo URSS con Russia.
Alcune scomparvero, altre continuarono.
Quella attiva a Milano si trova in via Natta ed il 7/3/22 ebbe il coraggio e l’onestà di condannare apertamente l’invasione e l’operato di Putin con un post su fb dove si legge, tra l’altro:
“una guerra che mira alla occupazione militare di uno stato sovrano: nessuna vicenda precedente può giustificare e nemmeno motivare l’aggressione che la Russia ha scatenato”
ed ancora:
“lutto per la popolazione ucraina, lutto per tutti i russi che dissentono dalla guerra e dall’operato di Putin a prezzo della loro libertà e talvolta della loro stessa vita”.
Per tale ragione non pare essere connessa con la rete della Fondazione Russkiy Mir (FRM), né con gli altri veicoli della disinformazione putinista. E di questo gliene diamo doverosamente atto.
Chi fosse interessato a leggere la Seconda Parte, può accedervi da qui

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Sono ovunque. Praticamente ogni città italiana ha la sua associazione russista.
Ma porca puttana, sono peggio delle zecche!!