5 pensieri su “Responsabilità, disuguaglianze e crisi educativa nelle democrazie contemporanee

  1. Concordo pienamente con la sua analisi. Il paradosso più brutale si manifesta quando lo Stato, invece di arginare l’economia della violenza, la integra. Il caso del Venezuela è emblematico: la mitologia della “rivoluzione bolivariana” ha utilizzato la narrativa vittimistica e anti-sistema non per emancipare i cittadini, ma per smantellare il principio di responsabilità individuale. Il risultato non è stata la giustizia sociale, ma la nascita di un regime cleptocratico in cui il narcotraffico è diventato il collante del controllo sociale. Come è osservabile in contesti diversi, tra Colombia e Messico, laddove lo Stato è debole o complice, l’autoassoluzione etica non libera gli ultimi, ma li consegna a nuovi padroni, spesso più predatori dei precedenti. La lezione è lampante: senza istituzioni credibili e un’etica della responsabilità, ogni promessa di redenzione collettiva rischia di diventare il preludio a una nuova e più profonda schiavitù.

    1. Il concetto di responsabilità per una società sana anche da noi viene violato quando certi politici non si prendono le colpe dei loro errori e delle loro promesse mancate invocando presunti complotti e ostacoli da parte di certi soggetti che possono essere l’Europa, le istituzioni internazionali o fantomatici “poteri forti”.
      Davvero un classico di una parte della classe politica e dirigente italiana, diseducativo verso i propri elettori e cittadini che partecipano alla vita sociale e lavorativa del Paese. Senza contare coloro che assumono posizioni ambigue nei confronti di certi Paesi criminali che oltretutto tentano di minare il nostro sistema, rendendosi complici nel continuare a perpetrare distruzioni e ingiustizie.
      Questo inevitabilmente si riversa verso i giovani insoddisfatti e più manipolabili, perché passa il concetto che fare furbi e incolpare altri conviene e si ottengono risultati migliori.

    2. Cara Daniela, purtroppo è proprio così come metti giustamente in evidenza, e la cosa piu preoccupante è che non si vede nulla all’orizzonte che possa determinare un’inverzione di tendenza. In ogni caso, come scrivi, nulla mi pare cosi pericoloso come la prospettiva di una redenzione collettiva. In fondo così è ed è sempre stato, anche se tendiamo a dimenticarlo.

  2. Perfettamente d’accordo. Commento alcuni spunti del testo. In questo mondo dominato dai cervelli con logica mentale conservatrice, sarà impossibile a chiunque eliminare le disparità economiche e culturali. Inoltre chi pensa di essere autorizzato a delinquere perché da la responsabilità alla società, sarà a sua volta causa di ingiustizie, disparità e sfruttamento di altri. Nessuno e Robin Hood. I gruppi mafiosi sono come i parassiti che alla fine uccidono il loro ospite. Quando poi la maggioranza si sentirà insicura e trattata ingiustamente, allora si sposterà su posizioni più estremiste e accetterà anche la perdita della democrazia e dei diritti pur di avere sicurezza e giustizia.

    1. Robin Hood era un ridistributore di ricchezza. Questi invece odiano proprio il tipo di organizzazione sociale che permette di produrla, perché disprezzano tutto ciò che può differenziare, evidenziare talenti e qualità, senso di responsabilità e intraprendenza, e aspirano invece a ruoli di capo’ in società di eguali e di servi di eguali scelti da piu eguali.

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