


Dalle accuse sui luoghi cristiani alle teorie sull’Iran, una parte della sinistra americana radicale scivola sempre più spesso nel complottismo anti-israeliano. Il caso di Ana Kasparian, Cenk Uygur e Hasan Piker mostra una convergenza tossica tra estremismi, propaganda e odio reso trendy.
Nel luglio 2025, ospite del conduttore di estrema destra Tucker Carlson, la commentatrice americana Ana Kasparian ha accusato Israele di voler cancellare i luoghi cristiani: “Non puoi negare il fatto che le chiese siano state prese di mira a Gaza e in Cisgiordania”, disse Kasparian, formatasi nella sinistra radicale e successivamente spostatasi su posizioni che in Italia verrebbero definite “rossobrune”.
Un mito da sfatare
Queste tesi sono state smentite dall’archeologo israeliano Benjamin Adam Saidel, che sul “Times of Israel” ha scritto: “Se la premessa di Tucker Carlson e Ana Kasparian fosse corretta, perché Israele dovrebbe confinare questa presunta campagna alle aree palestinesi? Se Israele fosse davvero intenzionato a cancellare l’eredità cristiana, la logica vorrebbe che iniziasse in casa propria — dove non c’è controllo internazionale e potrebbe agire nell’impunità più totale. Quei siti non verrebbero regolarmente presi di mira e distrutti?”.
Saidel ha spiegato che “è vero il contrario. Entrando in quasi tutti i parchi nazionali israeliani costruiti attorno a un sito archeologico — ad esempio Avdat e Mamshit — troverai una chiesa chiaramente segnata, interpretata e integrata nell’esperienza del visitatore. Il sito web del Parco Nazionale di Avdat invita i visitatori a vedere la Chiesa bizantina di San Teodoro, una caratteristica di rilievo di questa antica città”.
Inoltre, ha aggiunto, “Israele ospita anche una vivace comunità cristiana di circa 180.000 persone, servita da quasi 400 chiese operative. È l’unico paese del Vicino Oriente dove il cristianesimo sta crescendo”.
Ironia della sorte, “lo scenario descritto da Tucker Carlson e Ana Kasparian si è effettivamente verificato — non in Israele, ma nel nord di Cipro occupato dalla Turchia. Dall’invasione turca del 1974, nel 2021 si stimava che circa 530 chiese e monasteri fossero stati distrutti o vandalizzati. Nel 2009, 48 chiese sono state convertite in moschee”.
Un complottismo diffuso
Questo caso rappresenta un fenomeno più grande: negli Stati Uniti, così come in altri paesi, vi è una convergenza sempre più forte tra gli estremismi di destra e di sinistra per quanto riguarda l’odio verso Israele e le teorie del complotto.
In questo caso, tale convergenza ha portato dallo stesso lato della barricata un ex sostenitore di Trump come Carlson e un’ex sostenitrice di Bernie Sanders come Kasparian.
Quest’ultima è di origine armena e discendente di sopravvissuti al genocidio perpetrato dalla Turchia, ma ciò non le ha impedito di lavorare nel programma d’informazione “The Young Turks”, che prende il nome dal movimento dei Giovani Turchi, responsabile del genocidio armeno.
Il fondatore del programma, l’opinionista turco-americano Cenk Uygur, quando era uno studente all’Università della Pennsylvania scrisse un articolo sul giornale studentesco a favore del negazionismo di tale genocidio.
Secondo il sito “Stop Antisemitism”, pur presentandosi come un uomo di sinistra, nel 2015 Uygur ha ospitato nel suo programma David Duke, ex leader del Ku Klux Klan, sostenitore di tesi secondo cui gli ebrei controllano il mondo.
Dopo il 7 ottobre, il conduttore ha adottato questa narrazione sostituendo “ebrei” con “Israele”, dicendo che “non è antisemita dire che Israele controlla il Congresso”, o che non importava se vincesse Trump o Biden perché “Netanyahu rimane al comando”.
Una volta Uygur ha detto che americani e israeliani “sostengono che Hamas e Hezbollah stiano attaccando Israele senza motivo […] ovviamente stanno combattendo l’occupazione tirannica”. Ha anche appoggiato negoziati diretti con Hamas, perché “Israele non vuole la pace, e pertanto devi lavorare alle loro spalle”.
L’America “sottomessa” a Israele
Se in rare occasioni Uygur ha cercato di moderare i toni, come quando nel dicembre 2023 ha chiesto ai suoi compagni propal di non usare lo slogan “dal fiume al mare”, in quanto “è estremamente offensivo per i nostri fratelli e sorelle ebrei”, al contrario Kasparian non sembra avere nessun tabù.
Nel febbraio 2026, l’opinionista armeno-americana ha twittato: “Ehi, troie, i goyim si stanno svegliando. Fatevene una ragione”.
Quando le è stato fatto notare che usare il termine “goyim” sembrava contrapporre i gentili a tutti gli ebrei, e pertanto sconfinava nell’antisemitismo, anziché fare marcia indietro Kasparian ha rincarato la dose.
In un altro tweet, ha aggiunto: “Non mi pento di questo commento. Non mi scuso. Israele è malvagio, genocida e ha distrutto il nostro paese. Stanno per trascinarci in un’altra guerra e tutto ciò che sentiamo dagli israeliani e dai loro sostenitori senza cervello è ‘ANTISEMITA’ se non si è d’accordo con l’agenda d’Israele. […] Israele ama fare la vittima mentre bombarda sette paesi, ruba la terra ed espone apertamente le proprie intenzioni genocide. LORO sono quelli immorali. È una macchia per il nostro paese considerarli alleati”.
Disinformazione sull’Iran
Se non hanno peli sulla lingua quando vogliono attaccare Israele e gli ebrei, quando si tratta invece del regime iraniano i commentatori di “The Young Turks” sono molto più accondiscendenti.
Come riporta il sito “HonestReporting”, tra dicembre 2025 e la prima metà di gennaio 2026 Uygur e Kasparian hanno detto poco o niente sulle proteste in Iran, salvo poi ricorrere a tesi complottiste.
Ospite del conduttore britannico Piers Morgan, Uygur ha sostenuto che le rivolte degli iraniani contro il regime erano pilotate da Israele.
Gli ha risposto per le rime l’attivista iraniano-canadese Goldie Ghamari, che nello stesso programma ha detto che Uygur “non ha idea di quello che sta succedendo nell’Iran occupato (dal regime)”, accusandolo di diffondere una “schifosa propaganda jihadista e islamista”.
L’odio trendy di Hasan Piker
Cenk Uygur ha contribuito a lanciare la carriera di suo nipote, l’influencer Hasan Piker: diventato famoso inizialmente per i contenuti sui videogiochi su Twitch e YouTube, può contare milioni di follower sulle varie piattaforme dove è presente, e utilizza toni ancora più violenti di suo zio.
Come riporta il sito dell’AJC (American Jewish Committee), Piker, noto sui social anche con lo pseudonimo “HasanAbi”, ha collaborato con le deputate democratiche Alexandria Ocasio-Cortez e Ilhan Omar, oltre ad aver ospitato sul suo canale i senatori dem Ed Markey e Ro Khanna.
Piker ha ottenuto tutti questi agganci politici nonostante il suo curriculum sia assai preoccupante: ha definito le violenze sessuali del 7 ottobre “fantasie di stupro”, aggiungendo che “non importa se quei cazzo di stupri sono avvenuti il 7 ottobre […] la resistenza palestinese non è perfetta”.
Si è persino messo a ridere mentre commentava in streaming la consegna da parte di Hamas delle bare dei piccoli Ariel e Kfir Bibas. E questi suoi contenuti sono fruiti da milioni di americani, principalmente giovani.
Inserisci la tua mail per non perdere nessuno dei contenuti di InOltre. Ogni volta che pubblicheremo qualcosa sarete i primi a saperlo. Grazie!
*Iscrivendoti alla nostra newsletter accetti la nostra privacy policy

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
