

Nel giorno del Prinsjesdag, decine di sabotaggi hanno paralizzato la rete ferroviaria olandese, mentre gli agricoltori incendiavano balle di fieno e pneumatici contro il piano sull’azoto. Gli indizi conducono agli ambienti della protesta rurale, ma la polizia non ha ancora confermato la pista. Resta la fragilità di un’infrastruttura strategica esposta ad azioni rudimentali.
All’alba di martedì 15 settembre, mentre L’Aia si prepara alla giornata più solenne del calendario politico olandese, i sistemi di sicurezza della rete ferroviaria cominciano a segnalare guasti a catena. Sono le 5:30. Nel giro di un paio d’ore la circolazione dei treni nel centro, nel nord e nell’est del Paese è in gran parte ferma. ProRail, la società pubblica che gestisce l’infrastruttura, parla presto di sabotaggio: sui binari vengono trovati materiali che qualcuno ha messo lì di proposito.
Come si ferma un paese
Il sabotaggio adotta un metodo tanto rudimentale quanto efficace. In decine di punti della rete vengono fissati alle rotaie tubi metallici lunghi 1,5-2 metri. Vicino a Meppel vengono trovati dei cavi per l’avviamento delle auto, sistemati apposta per provocare un cortocircuito. L’effetto, spiega ProRail, è sempre lo stesso: il sistema automatico di sicurezza interpreta la presenza di quei materiali come treni che occupano i binari, i segnali passano al rosso e la circolazione si blocca. Il sistema, però, non è in grado di indicare il punto esatto, e gli specialisti di ProRail sono quindi costretti a percorrere a piedi anche chilometri di binario per trovare i vari oggetti estranei.
A fine giornata si contano almeno 35 punti di sabotaggio. La polizia trova materiali a Brummen, Barneveld, Twello, Lunteren, Putten, Veenendaal, Overberg, Oudewater e Olst. Le zone più colpite sono quelle attorno a Zwolle, Deventer e Amersfoort, snodi decisivi per i collegamenti verso il nord e l’est del Paese. Vanno in tilt anche diversi passaggi a livello, causando disagi al traffico stradale. L’operatore ferroviario nazionale NS fa poi sapere di non essere in grado di organizzare bus sostitutivi: i guasti sono troppi e i viaggiatori coinvolti troppo numerosi.
Un momento particolarmente delicato si registra a Steenwijk, nell’Overijssel, dove un treno urta un oggetto sul binario. Il macchinista era già stato allertato e procedeva a velocità ridotta: nessun ferito. Nel corso della mattinata ProRail riporta come in alcuni punti liberati poco prima qualcuno sia tornato a posizionare nuovo materiale. Questo complica il ripristino del servizio, che vede il ritorno a livelli normali solo nel tardo pomeriggio. Verso le 19 anche l’ultimo ostacolo è rimosso. ProRail definisce l’azione coordinata, potenzialmente mortale e inaccettabile, e annuncia una sorveglianza rafforzata con telecamere e pattuglie per la notte e la mattina successiva.
Le indagini e la pista delle proteste agricole
A indagare è la polizia nazionale, con il supporto dei Servizi di sicurezza interna (AIVD), che cercano di ricostruire da quali ambienti abbia origine l’azione. Il coordinatore nazionale per l’antiterrorismo (NCTV) non si pronuncia su un eventuale carattere terroristico. In serata non risultano ancora rivendicazioni e non risultano arresti. Extinction Rebellion, protagonista ricorrente di blocchi autostradali, nega ogni coinvolgimento.
Intanto la giornata si complica. A mezzogiorno, come annunciato da giorni da Farmers Defence Force (FDF), l’ala più combattiva del movimento agricolo, lungo diverse autostrade e strade provinciali vengono incendiate balle di fieno, pneumatici e pallet. La protesta è diretta contro il nuovo piano del governo per ridurre le emissioni di azoto, che gli agricoltori considerano una minaccia alla sopravvivenza di molte aziende. A Breukelen la polizia arresta sei persone per aver messo in pericolo la sicurezza stradale con il fumo. Questi arresti, va precisato, riguardano gli incendi e non i sabotaggi ferroviari.
Il collegamento tra le due cose resta un interrogativo in sospeso per tutta la giornata. In serata però la TV pubblica NOS riferisce di indizi che porterebbero proprio ad attivisti agricoli: fonti interne dei movimenti di protesta avrebbero raccontato come nei giorni precedenti, in diversi gruppi online, si discutesse di azioni estreme per il Prinsjesdag. Secondo una di queste fonti, in un gruppo locale di trattoristi si sarebbe parlato anche di come fissare i tubi ai binari. Sempre secondo NOS nelle chat degli agricoltori circolerebbe inoltre la foto di tubi montati su una rotaia, di cui non si conoscono né l’autore né il luogo. La polizia ufficialmente non commenta, ma fonti della stessa NOS riportano che il coinvolgimento di agricoltori o loro simpatizzanti è uno degli scenari al vaglio degli inquirenti.
Le organizzazioni di categoria, però, prendono le distanze: FDF nega di essere coinvolta, anche se il leader Mark van den Oever non esclude che dietro i sabotaggi ci siano singoli agricoltori. Van den Oever afferma anche che “azioni selvagge” erano sostanzialmente prevedibili. Agractie afferma di non saperne nulla. Molto più netta la posizione di LTO Nederland, la principale organizzazione del settore: questi sabotaggi, riferisce un portavoce, non hanno nulla a che fare con il diritto di manifestare. Finché la polizia non si esprime, quindi, la pista agricola resta tale: un’ipotesi abbastanza solida sul piano giornalistico, ma non un fatto accertato.
Che cos’è il Prinsjesdag
Per capire perché la data conti, bisogna spiegare che cosa sia il Prinsjesdag, letteralmente “il giorno del Principe”. La Costituzione olandese stabilisce che ogni anno, il terzo martedì di settembre, il governo presenti davanti alle due Camere riunite le linee della sua politica. Lo fa per bocca del Re, che legge il cosiddetto “discorso del Trono” (Troonrede), preparato dall’esecutivo. Lo stesso giorno il ministro delle Finanze presenta la nota finanziaria e il progetto di bilancio per l’anno successivo. Il sovrano arriva in corteo sulla Glazen Koets, la Carrozza di vetro, e la giornata si chiude con il saluto della famiglia reale dal balcone di Palazzo Noordeinde. Quest’anno, con la storica Ridderzaal in ristrutturazione, la cerimonia si è tenuta alla Koninklijke Schouwburg, il teatro reale dell’Aia.
Quella di quest’anno è la prima Troonrede del governo di minoranza guidato da Rob Jetten, e uno dei suoi passaggi centrali riguarda proprio l’azoto. Il Re lo ha definito un tema che da anni tiene in ostaggio il Paese, ricordando il pacchetto di misure presentato a giugno e annunciando che le relative proposte di legge arriveranno in Parlamento a partire dall’autunno. Il sovrano ha anche riconosciuto che il dolore e l’incertezza pesano soprattutto sulle famiglie contadine che vivono vicino alle aree naturali protette, e ha promesso ingenti risorse per sostenerle. Nel pomeriggio il premier Jetten ha commentato la giornata: il Prinsjesdag è la festa della democrazia e chi non è d’accordo con il governo ha il diritto di farsi sentire, ma quanto accaduto oggi supera ogni limite.
Il nodo dell’azoto
La rabbia delle campagne olandesi sulla questione “azoto” ha radici lontane. Nel 2019 il Consiglio di Stato aveva bocciato il sistema con cui il Paese rilasciava i permessi legati alle emissioni di azoto. Da allora i Paesi Bassi vivono in quello che viene chiamato stikstofslot, ovvero “blocco da azoto”: i permessi per nuove stalle, ma anche per strade e case, restano sostanzialmente bloccati. Le proteste con i trattori in strada, le balle di fieno in fiamme e le bandiere olandesi al contrario sono diventate quindi una presenza ricorrente nella vita politica del paese.
Il 26 giugno il governo Jetten ha presentato un nuovo piano per uscire dallo stallo, che il ministro dell’Agricoltura Jaimi van Essen intende tradurre in una legge d’urgenza entro l’anno. Tra le misure ci sono zone cuscinetto attorno alle aree naturali protette e un tetto al numero di capi per ettaro negli allevamenti. Per le organizzazioni agricole più combattive, a partire da Farmers Defence Force e Agractie, il piano è del tutto inaccettabile e va ritirato.
Lo scorso luglio la protesta è tornata nelle strade, con trattori davanti ai municipi del Gelderland, dell’Overijssel e della Frisia. La richiesta è una: ritirare il piano. Nei giorni scorsi, dopo una riunione dei cosiddetti “leader dei trattori” a Nijkerk, FDF ha annunciato azioni diffuse per il Prinsjesdag, con luoghi e orari comunicati all’ultimo momento. Nel Twente un’emittente locale ha riportato come le bandiere capovolte siano ovunque, e le reti di chat e gruppi di trattoristi nate durante le proteste passate sono ancora attive e capaci di mobilitarsi in poche ore.
Una data scelta a caso?
A questo punto è difficile non chiedersi se la scelta del Prinsjesdag sia casuale. Le proteste erano annunciate da settimane proprio per questa data; si tratta del giorno in cui il governo espone le sue priorità davanti al Paese, e la questione “azoto” era al centro della Troonrede di quest’anno; la legge fortemente contestata è attesa in Parlamento nei prossimi mesi e secondo le fonti di NOS nelle chat del mondo agricolo si parlava apertamente di gesti estremi da compiere proprio oggi.
Per correttezza, bisogna però tenere presenti gli elementi che invitano alla prudenza. Nessuno ha rivendicato i sabotaggi, nessuno è stato arrestato per i fatti dei binari e la polizia non ha confermato alcuna pista. Le principali organizzazioni agricole hanno negato o addirittura condannato i sabotaggi. E tra i tubi sulle rotaie, piazzati prima dell’alba, e gli incendi rivendicati da FDF a mezzogiorno, ci sono differenze significative di orari e metodi.
Comunque vadano le indagini, quella che rimane è una lezione che riguarda tutti. Già l’anno scorso l’Overlegorgaan Fysieke Leefomgeving, un organismo consultivo del governo, aveva segnalato come la rete ferroviaria olandese non fosse preparata contro sabotaggi e minacce ibride, dopo anni in cui le priorità erano state puntualità, efficienza e contenimento dei costi. Ieri si è visto quanto poco basti a paralizzare il paese. Se la pista agricola dovesse trovare conferma, per il movimento si aprirebbe invece una questione che LTO ha già posto con chiarezza attraverso le parole del suo portavoce: i responsabili dovrebbero chiedersi seriamente quale causa abbiano servito.
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