L’editoriale di Winston P.
Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter
E alla fine pian pianino ci si arriva. E possiamo dire grazie ai normalizzatori, grazie a quelli che “l’antisionismo non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo”, grazie a quelli che “criticare Israele non ha nulla a che vedere con gli ebrei”, grazie alla coperta morale concessa da certi tromboni che suonano uno spartito di note cialtrone e l’irresponsabili. Grazie a tutto questo ed ecco la perfetta rappresentazione di dove si arriva a forza di usare Israele come una foglia di fico del pregiudizio antisemita. Se non fosse per quella bandierina d’Israele che ancora resiste sul bavero della giacca, avremmo un’icona antisemita in stile “Der Stürmer” che rappresenta un ebreo come figura disumana e aberrante.

Molti diranno che, trattandosi di Netanyahu, è una rappresentazione lecita perché il primo ministro israeliano è oramai trasfigurato in una figura demoniaca. Ed è esattamente così che prosperano il pregiudizio e l’odio. Normalizzandoli sul piano dell’etica pubblica e del sentimento diffuso. Bravi. Ci state riuscendo.
Bacheca di bordo: L’aberrazione dell’antisemitismo senza più inibizioni
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desiderate contribuire con un piccolo supporto, potete farlo cliccando sui pulsanti che vedete, scegliendo l’opzione che più preferite. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.


Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
