1 ha pensato a “Israel Joshua Singer, la saga come destino”

  1. Ho letto con grande interesse il suo articolo e in particolare il richiamo ad Hannah Arendt e alla figura del paria cosciente, che mi ha fatto riflettere molto.
    In un’ epoca in cui le narrazioni tendono a semplificare, il suo sguardo restituisce alla letteratura yiddish il ruolo di resistere al riduzionismo. Come Arendt, che vedeva nei totalitarismi il progetto di rendere gli uomini superflui, Singer ci ricorda che dietro ogni sistema ci sono volti e nomi che non si lasciano cancellare. Mi chiedo se oggi, in un’epoca di nuove narrazioni totalizzanti, questa lezione della saga familiare non sia ancora più urgente.
    Grazie per questo contributo, che è insieme una lezione di storia e di letteratura

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