13 pensieri su “La lettera di Zelensky ha strappato la maschera a Putin e ai suoi propagandisti

  1. Io non mi faccio influenzare dalla storia. Oggi la politica è dialogo è non è puntare le armi contro i più deboli, come ha fatto Putin con l’Ucraina, come sta Facendo Netanyahu con i palestinesi,libanesi è Cisdornania. E’ come Sta facendo Trump con Iran che vuole uranio arricchito. Non sono un progressista, ma nemmeno un tradizionalista. Penso col mio cervello.

    1. C’è molta confusione nei suoi discorsi, non si può generalizzare qualsiasi evento in un unico modo. La politica è dialogo in base a chi ti trovi davanti ed è disponibile a permetterlo.
      Abbiamo criminali come Putin, leader terroristi Hamas, Hezbollah e altri nel mondo, quelli iraniani che non si fanno scrupoli ad attaccare Paesi vicini e ammazzare civili senza pietà, con la diplomazia e il dialogo tradizionale che servono a ben poco.
      L’unico dialogo che conoscono e per cui ti rispettano è quello della forza e della violenza. Solo così li puoi tenere a bada e puoi pensare di tenere la tua parte di mondo più o meno libero e con la possibilità di continuare a crescere e svilupparsi.

      1. Mi dispiace, ma Netnyahou e i suoi amici non sono brave persone.
        Perche’ se e’ vero che l’obiettivo e’ quello di garantire la sicurezza del popolo israeliano, e’ anche vero che la strada di reagire con la ferocia indiscriminata con cui hanno reagito non e’ senz’altro la strada migliore per garantire un futuro di pace e di coesistenza.

      2. Ferocia indiscriminata? Avvisare gli abitanti per evacuare le aree dove bombarda l’esercito israeliano, scortarli in zone più sicure e provvedere agli aiuti alimentari sarebbe feroce?
        Beh certo se diamo retta alle veline dei terroristi che prontamente certi giornaletti ritengono attendibili, allora tutto è criminale e terribile.

      3. Ho la fortuna di vivere all’estero e di non informarmi solo a partire dalla stampa italiana.
        Dire preventivamente che bombardo alla … casa tua, non mi sembra un atto eroico.
        Ricordiamoci il 30 per 1.
        E ricordiamoci la Cisgiordania da dove, mi pare ma posso anche sbagliarmi, non e’ che arrivano missili.

        Ferocia è per me la parola giusta.

      4. Forse c’è stato un attacco allo Stato di Israele il 7 ottobre 2023, un attacco che ha coinvolto prevalentemente civili con questa sì brutale ferocia e nessuna pietà.
        Un attacco dove il nemico non si è limitato ad ammazzare a sangue freddo e stuprare donne e bambini, ha preso con sé degli ostaggi per ricattare Israele e ha continuano a lanciare razzi verso le città israeliane finché ha potuto. Impossibile non rispondere con determinazione in questi casi.
        Le cosiddette belle anime progressiste nel mondo hanno giustificato quelle azioni come “resistenza” e “lotta anti-coloniale”, continuando a rilanciare le veline dei terroristi. C’era anche chi strappava i manifesti con i volti degli ostaggi per le città americane ed europee.
        Se il nemico in seguito utilizza edifici pubblici e palazzi residenziali come rampe di lancio dei razzi e magazzini di scorte per armi e altro, questi diventano obiettivi di guerra, quindi si possono colpire e si prefigurano anche come crimini di guerra verso la parte che attua questa strategia di utilizzarli a scopi bellici perché si mette chiaramente e consapevolmente a rischio la vita dei civili.
        In Cisgiordania non ci sono stati attacchi aerei, anche se la presenza di Hamas è comunque rilevante e qualche tentativo di attentato non è da escludere.
        Sempre parlando di “ferocia”, quasi nessuno si è indignato e ha condannato la repressione brutale del regime iraniano (e conosciamo il suo ruolo di mandante delle varie guerre regionali in Medio Oriente) dove sono state massacrate decine di migliaia di manifestanti, sparando con l’artiglieria ad altezza d’uomo. Questo è sembrato più un tentativo di genocidio, rispetto alle azioni dell’esercito israeliano che può anche aver sbagliato certi obiettivi e creato conseguenze terribili in certi casi, ma non con la volontà di colpire e distruggere deliberatamente la popolazione palestinese.
        Inoltre generalmente avvisare preventivamente azioni e bombardamenti è un’azione inusuale in uno stato di guerra, perché dai un vantaggio al nemico che ha tempo per riposizionarsi e spostare eventuali scorte di armi e materiali altrove. Quindi si può dire che l’esercito israeliano ha avuto una non indifferente preoccupazione per i civili, ritardando in questo caso certe proprie operazioni da effettuare sul campo.

      5. Con tutto il rispetto possibile, signor « rolm », dopo avere letto la sua risposta, penso che la mia opinione sulla « ferocia » la sento ancora piu’ mia.
        I due popoli si odiano vicendevolmente.
        Continuare ad odiarsi e a sperare di annientare l’altro probabilmente perpetuera’ ancora per un po’ la situazione.

        Mi permetta una considerazione sull’Iran.
        La guerra non e’ stata ovviamente fatta per liberare gli oppressi iraniani (ne’ agli USA ne’ a Israele gliene puo’ fregare di meno… ).
        La finestra della tragedia del secondo mandato di Trump permetteva a Netanyaou di approfittare della situazione per fare pulizia.

      6. Che risposta sarebbe? C’è un solo responsabile iniziale dell’attacco del 7 ottobre (per non parlare dei costanti lanci di razzi che proseguivano periodicamente anche prima, ma per molti è meglio ignorare questi fatti) e che continua a sostenere la distruzione dello Stato di Israele.
        Altri governi israeliani sono stati disponibili in passato alla creazione di uno Stato palestinese, cosa che i leader palestinesi hanno sempre rifiutato.
        Poi la maggior parte della popolazione palestinese è complice e allo stesso tempo vittima, come accaduto e accade ad altri popoli oppressi dal proprio regime.

        Sull’Iran: importa di più ad americani e israeliani del destino degli iraniani dato che, come ho riportato nel precedente commento, il regime non ha esitato a massacrare decine di migliaia di manifestanti e viola costantemente i diritti elementari giornalmente dei cittadini.
        Ma mettiamo il caso che ad americani e israeliani non importi nulla di loro. Può essere, però un Iran meno ostile e più vicino alle nostre posizioni occidentali che non minaccia di distruggere i vicini sarebbe auspicabile e creerebbe soltanto dei vantaggi.
        Non dimentichiamo poi che l’Iran è in orbita russa e cinese, quindi creeresti dei problemi anche a loro.

  2. “Volodymyr Zelensky ha scritto una lettera aperta a Vladimir Putin.” …… Doveva scriverla 4 anni fa, invece di farsi abbindolare da Biden è EU. Il mio personale pensiero è: Per colpa di Zelensky si sono rotti tutti gli equilibri internazionali, è oggi il mondo naviga sull’imprevedibilità.

    1. Cosa doveva scrivere 4 anni fa? Di consegnare direttamente tutta l’Ucraina alla Russia?
      Invece Zelensky ha resistito, il suo Paese è ancora lì, ha persino riconquistato alcune aree e sta mettendo in difficoltà il nemico.
      E’ solo colpa di coloro che dovevano garantire per la sovranità dell’Ucraina (USA e UK avevano firmato nel memorandum di Budapest) e di chi ha sminuito le azioni russe in Crimea e nel Donbass nel 2014 che la situazione è degenerata a favore dell’aggressività russa.
      Lei pensa agli equilibri internazionali, come tanti progressisti miserabili odierni e magari sostenitori dei partigiani che hanno lottato e perso la vita per liberare il proprio Paese.
      Le do una notizia: non esistono equilibri internazionali se non sei in grado di difenderti dal nemico e da chi non ha interesse a lasciarti vivere in pace e libero.
      L’unico motivo per cui l’Italia è libera è perché altri hanno combattuto, hanno garantito e stanno garantendo ancora oggi con la propria difesa militare ed economica lo status quo.
      Altrimenti sarebbe solo alla mercè del dittatore conquistatore di turno, come sta sperimentando l’Ucraina da 4 anni.

      1. Concordo con la sua risposta ma vorrei aggiungere una cosa.
        Da « progressista » sono anch’io allibito dalle recentiposizioni di pas disponible, M5S e VeSi… allibito (e penso che il mio voto ne risentira’).
        Tuttavia il signor Giovanni riprende una tesi che, se non sbaglio, era stata espressa da Berlusconi dopo l’inizio dell’invasione. Cito da questo articolo: https://tg24.sky.it/politica/approfondimenti/audio-berlusconi

        “…le truppe dovevano entrare in Ucraina, in una settimana raggiungere Kiev, deporre il governo in carica e imporre un governo già scelto dalla minoranza ucraina di persone per bene e di buon senso, un’altra settimana per tornare indietro”. Ma a quel punto, ha aggiunto, Putin si trova di fronte “a una situazione imprevista e imprevedibile di resistenza da parte degli ucraini, che hanno cominciato dal terzo giorno a ricevere soldi e armi dall’Occidente”….
        E la guerra, invece di essere una operazione di due settimane – si conclude l’audio- è diventata una guerra di duecento e rotti anni…”

        Il buonsenso cui si riferisce Berlusconi mi sembra sia lo stesso cui si riferisce il signor Giovanni. Magari mi sbaglio pero’…

      2. Berlusconi è sempre stato uno dei migliori alleati di Putin e nonostante questo non è riuscito a fermarlo. Anzi ne è diventato complice e forse ricattato tramite certe sue vicende personali, tanto che quando la Crimea venne occupata dai russi lui si recò personalmente insieme a Putin.
        Direi che Berlusconi fosse una delle persone meno indicate e affidabili a cui appoggiarsi per certe questioni legate alla Russia (e non solo su questo aggiungerei, considerando la marea di scandali che lo hanno circondato per tutta la sua carriera di imprenditore e politico). Troppo compromesso.

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