5 pensieri su “Il partito delle marce della pace e dei pride. Ma senza bandiere israeliane

  1. Un partito che ha confuso l’idea che in una democrazia si possano sostenere posizioni incompatibili con essa purché portino voti e consensi, come legittimare le voci di facinorosi e filo-terroristi.

  2. Avvocato Maria Prado non solo condivido integralmente l’articolo ma ritengo giusto ribadire il concetto, ogniqualvolta l’attenzione cala o per l’ennesima iniziativa dei fiancheggiatori di hamas.

  3. Purtroppo, si poteva aggiungere pure altro. Il PD e le varie altre aree di una Sinistra zeppa di ambiguità e miasmi hanno letteralmente sdoganato l’antisemitismo come legittimo tratto identitario di un progressismo becero, razzista, incolto e, diciamolo pure, farabutto e ben felice di esserlo. Era almeno dal 1967 e dalla precedenti persecuzioni antiebraiche del mondo comunista che la Sinistra covava un odio antico, nel frattempo sposatosi a aree di un cattolicesimo di feroce e tradizionale odio per gli ebrei. Vero, non è tratto solo della sciamannata Sinistra italiana, ma oggi l’Italia (per tacere della social-cattolica Spagna) brilla di una torba voglia persecutoria, che ben spiega il perché delle Leggi Razziali del ‘38. Ma Prado sintetizza assai bene questa Sinistra incivile e vigliacca, che non limita certo la sua disonestà viltà all’antisemitismo: chiedere agli iraniani o agli ucraini.

  4. Il PD è un partito pieno di contraddizioni. Non a caso ha ereditato una fetta consistente della DC, l’organismo politico più duttile della storia repubblicana. Ma non si può affermare che sia in blocco il partito descritto nell’articolo. Anch’io penso che sulla questione mediorientale vi sia una narrazione sbilanciata e a tratti antisemita, tanto a sinistra quanto a destra. Ma non uniforme come si dice nell’articolo.

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