8 pensieri su “Il caso Roggero e la legittimazione politica della giustizia privata

  1. La storia della grazia t mera propaganda e se vero quanto si legge Mattarella deve rispondere ad una serie di “tirate per la giacca” e di firme di leggi spot con le dimissioni immediate .
    Del risarcimento agli autori della rapina puniti con la pena di morte si può discutere e oltre alla riconvenzionale per i danni subiti può di certo introdotta , come nel Jobs act per altre situazioni , una predeterminazione del danno massimo risarcibile nei casi in cui il danneggiato concorra o causa la azione dannosa .purtroppo dopo Renzi nessuno ha il coraggio di impegnarsi per riforme serie e coraggiose ! Portano male ?

    1. Le riforme nuocciono a chi le fa certo, guarda come è finito Renzi, (prima del Renzi attuale che è ormai un essere perduto nei meandri della tattica di poco valore )

  2. La giustizia fai da te è legittimata dalla non certezza della pena…dalle sentenze ingiuste…dal terrore in cui devono vivere le vittime di stalker pericolosi e di psicopatici, dall’impotenza degli agenti delle FFOO che devono lasciare liberi i criminali, dal non poter denunciare per paura di ritorsioni ecc ecc ecc In Veneto vengono in trasferta per qualche settimana da Albania Romania Moldavia per compiere rapine a raffica condite con sadismo da “Arancia meccanica”, questi criminali sanno che non hanno nulla da temere. L’Italia è diventata territorio per scorribande di ogni tipo…dove potersi divertire a sbeffeggiare gli agenti che non possono torrcere loro un capello…Prima di giudicare dovrebbero tutti farsi qualche mese sulle volanti di notte e di giorno.

  3. Poi mi chiedo, pur essendo morti, i rapinatori avevano comunque commesso un grave reato e quindi avrebbero dovuto essere processati anche post mortem, mia opinione. Se condannati non avrebbero avuto il risarcimento.

  4. Concordo. Poi il risarcimento mi sembra proprio una soluzione che mi fà pensare che la norma sia stata scritta malissimo per visione ideologica. Devo anche far notare che il gioielliere ha commesso diversi errori nonostante avesse avuto altri furti. Non aveva la pistola al fianco, non era preparato all’arrivo dei rapinatori, non aveva la porta che bloccava l’uscita senza poterla sbloccare dall’interno, non era nascosto alla vista dei rapinatori, si è fatto prendere dal panico e non è stato razionale, quindi non si era preparato a questa eventualità e non sapeva cosa fare. Poi l’errore finale è stato di inseguirli per colpirli, mentre avrebbe potuto colpire le gambe o l’auto o sparare in aria.

    1. Nessuno è davvero preparato a situazioni del genere, anche con tutte le precauzioni e gli accorgimenti necessari per certi casi (a parte probabilmente chi è addestrato nelle forze dell’ordine o lavora nella sicurezza).

  5. io ho letto, non so se è vero ma la fonte sembrava attendibile, che oltre alla condanna ci sarebbe un risarcimento in denaro, anche considerevole ai “parenti delle vittime”. Ti chiedo se è logico che un rapinato debba risarcire dei soldi alla famiglia del rapinatore. È oggettivamente una pena accessoria illogica. Di fatto la legge permette il completamento del reato, che era appunto la sottrazione di denaro al gioielliere. Sono totalmente d’accordo sull’eccesso di legittima difesa e sulle strumentalizzazioni, ma questa pena accessoria è difficile da accettare.

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