3 pensieri su “Due anni di mobilitazione solo per provare a salvare la Palestina “modello Hamas”

  1. “Ma tutti si sono accorti subito che il 7 ottobre rappresentava un punto di non ritorno.”

    Questo se poteva essere vero subito dopo quella strage da parte di moderati e non fanatici (e in parte non lo era, c’era chi comunque cercava di giustificare l’atto ricordando avvenimenti passati non capendoci comunque nulla dando sempre la colpa ad Israele), dopo due anni è quasi completamente scomparso questo pensiero.
    Tant’è che diversi governi occidentali hanno riconosciuto quei territori come Stato di Palestina, nel tentativo forse di convincere Hamas a maggiori compromessi e concessioni.
    Ma è chiaro che non si fermeranno se non verranno resi completamente innocui.

  2. E quale sarebbe il “modello non-Hamas”? Quello dei cleptocrati dell’ANP? Quello delle popolazioni arabe che, quasi all’unanimità, pensano e sostengono che Israele debba sparire dalle carte geografiche? Quello dei carcerieri degli ostaggi? Dov’è questo modello, e dove se ne possono leggere obiettivi e propositi?
    Aggiungo: formule che mettono il silenziatore all’orrore — tipo “Hamas, questa volta, l’aveva fatta troppo grossa” — sono semplicemente illeggibili.

    1. Mi sembra che comunque qualche Paese arabo volesse normalizzare le relazioni con Israele. C’erano già stati degli accordi con gli Emirati Arabi Uniti.
      Hamas ha tentato di sabotare tutto questo e in parte ci è riuscito.

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