6 pensieri su “Abbigliamento maschile: obblighi, divieti e piccole verità

  1. Ho capito!!! Devo rifare il mio guardaroba. Poi le presento il conto…..Scherzo, leggo con piacere ogni suo articolo, grazie.

  2. Ha dimenticato la cosa più terrificante di tutte: i sandali coi calzini, per non parlare delle infradito coi calzini, ma una volta ne ho vista una ancora più peggissima: in pieno inverno, signora con sandali argentati (di quelli con le striscioline, coi piedi praticamente nudi) con tacco alto e calzini verde muschio a cannette.
    I colori vanno intonati, naturalmente, ma la volta che ho visto una foto di Tiziana Parenti detta Titti la rossa per via dei capelli con gonna rossa camicetta rossa giacca rossa calze rosse scarpe rosse borsa rossa collana rossa orecchini rossi braccialetto rosso e anello rosso, mi è venuto il singhiozzo.

    1. Cara signora,
      Prima di tutto scusi per il disguido dovuto a un black out tecnico di 24 ore.
      Quanto agli obbrobri femminili, me ne sono astenuto per i motivi che ho spiegato.
      Grazie sempre.per la sua attenzione.
      Cordialmente,
      SP

      1. Sì, ma i black out scelgono di attivarsi proprio quando commento io? Vede che è vero che il sistema ce l’ha con me? Adesso ne ho un altro non pubblicato ma penso che sia perché ho messo il solito link esibizionista.
        PS: io però un post sugli obbrobri femminili, tipo spalline del reggiseno in vista o maglia che esce dalla camicia che esce dalla giacca che esce dal giubbino, lo farei. Al liceo c’era una vecchissima insegnante di matematica, in pensione ma che insegnava ancora, che girava col vestito che usciva dal cappotto e la sottoveste di lana che usciva dal vestito, ma alla mitica non si poteva non perdonare qualunque cosa.

  3. Ricordo, ma è deformazione professionale, che l’abbigliamento come l’acconciatura, sono un mezzo attraverso cui comunichiamo con chi ci circonda e con il quale selezioniamo i nostri interlocutori preferiti.

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