3 pensieri su “Se per il Vaticano le “guerre mediorientali” condizionano il dialogo con gli ebrei”

  1. Mi pare che la Chiesa con certe dichiarazioni stia compiendo lo stesso errore storico che si traduceva in passato e si traduce ancora oggi in crimini diretti contro gli ebrei, pur di assecondare una parte numerosa del mondo sempre definita scettica nei confronti di quest’ultimi e pur di non perdere il consenso dei propri fedeli offuscati e manipolati da una propaganda pervasiva di condanna senza appelli di Israele e di chi è vicino ad esso.
    In questo modo si lascia ancora una volta sola una minoranza di persone di una fede religiosa minoritaria, che viene dichiarata colpevole di ciò che avviene altrove e che viene compiuto da altri soggetti che hanno solo in comune l’etnia o la religione.
    Un passo decisamente indietro per il Vaticano e deludente da parte del nuovo corso papale.

  2. Difficile sottrarsi a 2000 anni di antisemitismo. Soprattutto in un periodo in cui il conformismo antiisraelita prevale ovunque. Su scala epocale si potrebbe ricondurre l\’odio dei Cristiani nei confronti degli Ebrei ad una rivolta adolescenziale del figlio verso il padre. Con Giovanni Paolo II sembrò che il figlio avesse infine raggiunto la maturità. Ma la maturità è sempre fragile ed esposta all\’emotività. Canne al vento. Nadia

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