2 pensieri su “Proposta di uno scudo democratico contro le ingerenze straniere”

  1. Verissimo e questo dimostra quanto potente sia il DOMINIO COGNITIVO nel contesto di una guerra ibrida. Il caso esemplare in cui il nemico non viene da oltre confine ma è una quinta colonna, all’interno della stessa Democrazia che non è più tale

  2. Tutto vero, ma quello che mi sembra rilevante, a monte dell’analisi, e per massimi sistemi, è il trend ineluttabile della “rivincita dei nerd” nei sistemi democratici occidentali. In occidente infatti il potere è instabile e fluttuante, e a obsolescenza programmata; le democrazie occidentali hanno legislature brevi e sono in continua campagna elettorale, cercando di governare il consenso necessario a esercitare il potere stesso. Per reazione è sorta una nuova istanza dei nerd dell’High-Tech, che hanno valori capitali maggiori del PIL di una grande nazione, vivono l’incertezza politica ma competono contro le autocrazie orientali, monarchie assolute venticinquennali, ma “con le armi spuntate”, appunto, dal sistema democratico. Che senso ha, scriveva Christopher Wylie, il nerd whistleblower di Cambridge Analytica, per uno come Zuckerberg, prendere ordini dal presidente degli Stati Uniti con le incertezze del risultato, quando, potendo decidere lui chi sarà il presidente, ne può fabbricare uno ad hoc? Dopo quell’esperienza, a Meta si sono uniti tutti gli altri, una manciata di persone che messe insieme superano il PIL del pianeta; erano tutti nella sala ovale il giorno dopo la seconda elezione del “loro” presidente. L’autocrazia high-tech formalmente travestita da democrazia liberale.

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