2 pensieri su “Non riduciamo il tema eutanasia a un dibattito tra credenti e non

  1. Infatti in uno stato non teocratico le questioni di fede, proprio perché attengono la sfera personale e non sono pertanto inclusive, dovrebbero restare fuori dal dibattito. Questo non significa che siano meno “degne” di quelle laiche, ma non è possibile pretendere che tutti si attengano alle nostre scelte intime e personali: le scelte di uno stato dovrebbero tendere all’universalità. Quanto alla questione “togliere la vita”, dato che perfino le persone religiose ritengono che in determinati casi si possa disporre della vita altrui (autodifesa, guerra…) va sottolineato che se si ammette il suicidio assistito, nessuno obbliga chicchessia a togliersi la vita; la questione è piuttosto impedire o meno a qualcun altro di farlo, per questioni laiche, giuridiche ed universali. E qui mi risulta difficile trovare argomentazioni che non siano esclusive. La caratteristica dei diritti infatti, è quella di sancire la possibilità di ciascuno di operare secondo la propria identità e coscienza, senza ledere i diritti altrui. Questo principio da solo crea un automatismo di conseguenze virtuose, che di solito offendono solo chi vorrebbe vivere in un contesto sociale meno disinibito e auto-determinante.

    1. In realtà no, non è vero che nessuno obbliga chicchessia a togliersi la vita: dove l’eutanasia è legale non solo succede in continuazione, ma succede anche sempre più spesso. Ricordo il caso dei bambini in Inghilterra che l’ospedale ha condannato a morte perché si prevedeva che avrebbero avuto una vita “poor”; i genitori hanno tentato di opporsi, allora il caso è stato sottoposto a un tribunale civile (“civile”?) che ha decretato che i bambini dovevano essere messi a morte, e a morte sono stati messi, senza che i genitori potessero fare alcunché. E poi ci sono casi come questo
      https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2023/09/03/evviva-leutanasia-che-ci-permette-di-scegliere/
      O addirittura questo
      https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2020/06/19/per-un-momento-parliamo-daltro/
      E qui mi fermo con gli esempi, ma potrei continuare a lungo.

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