

Gentile Caracciolo, lei è una delle firme di punta di importanti quotidiani. Non solo. È soprattutto uno degli ospiti più presenti nei salotti televisivi italiani per le sue riconosciute competenze nel campo della geopolitica, disciplina che richiede rigore analitico, imparzialità, valutazione obiettiva dei fatti.
Le chiedo, allora, se è vero che:
la rivista Limes, che lei dirige, pubblica articoli di Vitalij Tret’jakov, giornalista e politologo russo, preside della Scuola Superiore di Televisione dell’Università Statale di Mosca M. V. Lomonosov, sottoposto a sanzioni europee dal febbraio del 2023 per il sostegno dato all’invasione russa dell’Ucraina;
la Scuola di Limes ha tra i suoi collaboratori Sergei Karaganov, politologo ed economista russo, uno dei fondatori del Consiglio per la politica estera e di difesa, nonché fondatore di piattaforme strategiche per il sostegno dell’influenza russa all’estero come il Valdai Discussion Club e la rivista Russia in Global Politics, nonché membro del Comitato scientifico del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa;
la Scuola di Limes annovera tra i suoi collaboratori anche Dmitrij Trenin, ex colonnello del GRU (intelligence militare), membro del Consiglio per gli affari internazionali della Federazione Russa;
Kaganov ha invocato l’uso dell’atomica contro la Polonia, mentre Trenin (in un’intervista rilasciata nel settembre del 2022) ha proposto il lancio “preventivo” di testate nucleari contro gli USA per riportare il “sentimento di paura nella geopolitica”;
nel team di Limes c’è il generale Fabio Mini, che a fine ottobre del 2023 ha partecipato alla conferenza di pace internazionale organizzata a Roma da un’organizzazione antioccidentale e filorussa, il Fronte del Dissenso;
nelle dichiarazioni finali di questa conferenza si afferma che l’Occidente mira a rendere vassalla la maggior parte delle nazioni del mondo, viene menzionata persino una “sanguinosa e illegale” espansione ad est della NATO e si indica la sua sconfitta in Ucraina come condizione per la pace mondiale.
Gentile Caracciolo, sia chiaro: lei ha il diritto di scegliersi i collaboratori che preferisce. Ammetterà, tuttavia, che a qualcuno possa venire il sospetto (non a chi le scrive, per carità) che dietro la sua tesi maestra della “guerra per procura”, come lei definisce la legittima resistenza armata di un popolo contro un’aggressione criminale, ci sia lo zampino del Cremlino.
Lettera già pubblicata su Italia Oggi martedì 18 novembre
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Chiariamo una cosa: la geopolitica non è una scienza. E’ l’arte di interpretare e verificare in quali aree geografiche una o più potenze mondiali possono influenzare politiche regionali ed esercitare la propria forza dei e tra i relativi Paesi interessati in dette aree.
Quindi spesso si basa su valutazioni politiche trasmesse da quelle stesse potenze.
Caracciolo e Limes è chiaro da tempo a quali valutazioni danno più importanza. Sarà per assoggettamento, per paura, per ideologia, per malafede magari. Ma l’indirizzo è noto, così come lo stesso Caracciolo non riteneva possibile l’invasione russa in Ucraina quando già l’intelligence americana stabiliva il forte ammassamento di truppe e mezzi al confine ucraino. Potevano sbagliarsi ovviamente gli americani, ma allora non fai dichiarazioni certe quando le stesse assomigliavano “casualmente” a quelle del governo russo. Alla fine di valutazioni personali e oggettive c’è ben poco.
Attenzione che non viene criticato caracciolo in quanto incompetente o per valutazioni errate. Viene smerdato per essere un lurido filo-russo-putiniano, uno dei tanti che fa da gran cassa a #luridoputin!!! Se ci aggiungi che ha rapporti di lavoro con soggetti sanzionati o peggio, parte della disinformazja russa…….
Se si guarda attentamente, indirettamente l’ho scritto. Ho messo anche la parola casualmente tra virgolette.
Per quanto mi è dato di sapere, confermo quanto scritto. Da anni sono un abbonato disilluso di Limes, ma continuo a farlo nel dovere di sentire tutte le campane. Non essendo a casa, recito a memoria, “Fatevene una ragione, la Russia vincera”, titolo di un articolo di un numero di uno, due anni fa, di uno dei professori russi citati, non ricordo quale. Sicuramente Caracciolo invocherà il diritto/dovere di dare spazio a tutti, sarà poi il lettore a discernere. Nel frattempo, però, si fa “informazione”, idem. dicasi nel caso del professor Barbero. Peccato