
Circa mille soldati israeliani sono morti dal 7 ottobre del 2023 a questa parte. Erano perlopiù ragazzi, ragazze. Non solo, ma perlopiù erano molto giovani.
Molti di quei ragazzi e di quelle ragazze sono stati uccisi il 7 ottobre.
Molti di loro sono caduti combattendo i nazisti di Gaza e cioè i miliziani e i civili palestinesi che il 7 ottobre, in migliaia, invadevano Israele e massacravano, bruciavano vivi, decapitavano, stupravano 1200 ebrei e ne rapivano centinaia. I ragazzi e le ragazze dell’esercito israeliano combattevano e morivano per difendere quelle case, quei villaggi, quelle famiglie aggredite dai nazisti di Gaza.
Un’altra parte di quelle ragazze e di quei ragazzi moriva invece combattendo i nazisti di Gaza durante la guerra di Gaza. Perché morivano? Perché erano uccisi? Morivano ed erano uccisi perché combattevano i nazisti di Gaza proteggendo la popolazione palestinese.
Si erano esposti al pericolo, erano comandati a esporsi al pericolo da un governo e da un esercito che decidevano di non combattere i nazisti di Gaza solo con i tank e con i missili e con gli aerei, come avrebbero potuto fare facendo molti ma molti più morti tra i civili: e decidevano invece di mandare quei ragazzi e quelle ragazze sul campo di battaglia, in quel budello del terrore costruito dai nazisti di Gaza e presidiato da un esercito di civili, di donne, di vecchi, di bambini messi a guarnigione di quella rete di tunnel, i tunnel adoperati dai nazisti di Gaza non per proteggere i civili, ma sé stessi.
Come i bunker nazisti che non servivano a proteggere i civili tedeschi, ma a proteggere i gerarchi e gli architetti della soluzione finale.
Le ragazze e i ragazzi israeliani caduti a Gaza sono stati uccisi perché la loro vita è stata sacrificata nella difesa dei civili palestinesi usati come carne da macello dai nazisti di Gaza.
E queste ragazze israeliane, questi ragazzi israeliani, centinaia di loro, combattevano e morivano nella difesa dei civili palestinesi mentre nel mondo, in tutto il mondo, erano trattati da assassini, da sterminatori, da autori del genocidio.
Queste ragazze e questi ragazzi israeliani, che hanno messo a rischio i quel modo la loro vita e l’hanno perduta per combattere i nazisti di Gaza proteggendo i civili palestinesi, fuori da Israele sono stati messi all’indice. Non solo nessuno ricorda il loro sacrificio; al contrario, il loro sacrificio è vilipeso e loro sono indicati come gli autori di uno sterminio deliberato.
E quelli che non sono caduti, le ragazze e i ragazzi israeliani che hanno combattuto i nazisti di Gaza proteggendo i civili palestinesi, mettendo a rischio la propria vita per contenere oltre ogni criterio ammissibile la possibilità del coinvolgimento dei civili, fuori da Israele sono perseguitati; si propone che siano arrestati, sono aggrediti, sono molestati, trovano cartelli nei negozi e nei ristoranti e nelle spiagge che li definiscono criminali di guerra.
Nessuno ricorda le ragazze e i ragazzi che hanno combattuto e sono morti combattendo i nazisti di Gaza. Nessuno ne onora la memoria.
E allora nel chiudersi di quest’anno noi li ricordiamo, noi onoriamo la loro memoria, la memoria delle ragazze e dei ragazzi israeliani che hanno perduto la vita combattendo contro chi voleva finire il lavoro di Adolf Hitler, e lo finirebbe se solo potesse; le ragazze e i ragazzi ebrei che nell’Europa che fu della Shoah, ottant’anni dopo, l’Europa che fu della Shoah chiama assassini.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Niente se e nessun ma!! Il sacrificio di questi soldati rende chiaro a tutti che, oggi più che mai, Israele con le sue donne ed i sui uomini è fermamente decisa a difendere la propria esistenza. Grazie di poterli ricordare
Nuda e cruda realtà. Ma a molti piace raccontarla diversamente, con i se e con i ma.
Credo che occorra una narrazione più equilibrata. Questi ragazzi sono morti in combattimento contro 20.000 miliziani mischiati tra la popolazione civile, ma non si può ignorare che prima del loro intervento sul terreno sono stati fatti bombardamenti a tappeto che non hanno distinto tra popolazione civile e miliziani. Onore a questi ragazzi, e ancor più alle ragazze, per il coraggio e il sacrificio, un po’ meno a chi, nei posti alti di comando, ha pensato che l’unica opzione fossero quei bombardamenti a tappeto che hanno sbriciolato Gaza con donne, anziani e bambini. Un’azione che ha messo l’esistenza di Israele in pericolo, e minato per molti decenni la sua immagine internazionale, facendo proprio il gioco di Hamas.
Vedo che la narrativa di hamas ha colpito ancora. E un sacco di gente è ben felice di lasciarsene colpire.
In diversi casi l’esercito israeliano ha tentato di avvertire la popolazione che avrebbe colpito certe aree ed edifici. L’evacuazione completa non poteva essere certo garantita da Israele e nemmeno gli avvertimenti a un certo punto ad essere onesti, perché si fa solo un favore al nemico nel trasferire armamenti sistemati in un’area o in un edificio e riposizionarsi altrove.
In altri casi i bombardamenti hanno probabilmente causato delle vittime, come purtroppo accade in guerra. Questo però non possiamo stabilirlo affidandoci solo ai numeri e alle dichiarazioni di un gruppo terroristico.
Impensabile poi che Israele avrebbe sacrificato ulteriori vite dei propri soldati non utilizzando mezzi corazzati e aerei.
Quando Hamas lanciava razzi sulle città israeliane e faceva attentati, nessuno si domandava tra i buonisti e i pacifisti perché non avesse avvertito.
La scusa della “resistenza” ovviamente, sempre per gli allocchi.
Grazie Iuri Maria Prado.
Il sacrificio dei ragazzi Israeliani è straziante, insensato e disconosciuto.
Grazie per avere memoria di loro e per condividerla.
Nadia Mai