4 pensieri su “I due pilastri della retorica degli “amici d’Israele”

  1. Il punto è che dopo quelle due affermazioni non c’è mai il punto, bensì l’aggiunta del fatidico MA. Che è il marchio di fabbrica dell’antisemita: Israele ha il diritto di esistere MA. Israele ha il diritto di difendersi MA. Il terrorismo è brutto MA. Hamas ha fatto cose orribili MA. E dietro quel MA viene qualunque cosa, letteralmente qualunque, Israele abbia fatto o abbia intenzione di fare per difendersi.

  2. Non sarà che chi afferma e conferma quelle due questioni indiscutibili, lo fa per ribadire ad Hamas, ai terroristi e chi li sostiene che non esistono discussioni su certi argomenti? Una mia ingenuità a crederlo?

  3. Gli “amici di Israele”, come me, difendono Israele e gli israeliani dagli attacchi dei “paladini” della Palestina Libera, che urlano “dal fiume al mare” senza sapere cosa significhi e giustificano il 7 ottobre. Io difendo Israele a prescindere e se mi disprezzi come amico me ne farò una ragione ma continuerò a farlo

  4. Forse il passo successivo degli «amici» sarà di sostenere che gli ebrei tutti hanno diritto di esistere, e magari anche di difendersi, ma «in maniera proporzionata».

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