9 pensieri su “Ultim’ora. Le dimissioni di Starmer e il precedente che dovrebbe preoccupare l’Europa

  1. Alessandra, come al solito leggo con estrema attenzione gli articoli oltre che gli interventi su SpinOff. Vorrei sottolineare quanto dicevi relativamente all’importanza per coloro che vogliono sovvertire il sistema di avere ancora un controllo sui media che si combinano con le campagne sui social media con una sorta di effetto a tenaglia.

  2. Viviamo un mondo meraviglioso. Domanda a Chat-GPT:

    “Cosa intende per ‘ingressi netti’ l’autrice di questo post?”

    Al di là dell’evidente narrativa truffaldina, si hanno subito i riscontri. E’ finita, il mondo è cambiato. Radicalmente.

  3. Singolare che la pressione mediatica venga tirata in ballo quando usata contro i Labour, perché ricordo uno Starmer inginocchiato per la vicenda di George Floyd ad uso e consumo dell’elettorato labour, e altri svariati esempi di campagne labour, di Reform e altri per attrarre consensi. E se la matematica puo’ dare ragione sul numero degli immigrati arrivati di recente, sembra fin troppo manipolatorio quando ill tema è il fallimento delle politiche di integrazione. Ma è da tempo che certi temi vengono sottaciuti per pace sociale: io a Lewsham pero’ ho visto il tribunale della Sharia e Lewsham è su territorio UK non altrove. Denigrare il malcontento della popolazione tacciandolo di essere propaganda filo putiniana è esattamente altrettanto manipolatorio quando non ridicolo… io ho vissuto per 7 mesi a Reading l’anno scorso e di sera era impossibile uscire se non in gruppo. Tutto finto vero? Tutto propaganda vero? Questo modo di affrontare quello che preoccupa i cittadini nella reale vita quotidiana, denigrandolo come manipolazione è molto pericoloso. A Genova la vita reale porta i cittadini a farsi giustizia da soli. Quando il cittadino che non vive nei quartieri chic londinesi e non si può permettere molto, ha paura diventa ingestibile. Vogliamo correre questo rischio?

    1. Parole sante. Aggiungerei che a quello Starmer che si è platealmente inginocchiato per un criminale che non riusciva a respirare perché quello è l’effetto della droga di cui era strafatto, non è passato neanche per l’anticamera del cervello di fare un piccolissimo inchino per Henry Nowak, innocente e innocuo, accoltellato, sanguinante, moribondo, che ha detto quattro volte sono stato pugnalato e nove volte non riesco a respirare, e ammanettato dalla polizia perché fra un inglese bianco e un immigrato pigmentato, del primo si preferisce credere che stia mentendo.

    2. Senza minimizzare ciò che ha scritto su certi episodi che riguardano l’esperienza quotidiana di chiunque probabilmente, non si possono comunque imputare a Starmer tutti i problemi dell’immigrazione e dell’integrazione di certi individui.
      I conservatori sono stati al potere per 15 anni, hanno promosso e raggiunto la Brexit senza dimostrare in seguito che la situazione sarebbe radicalmente cambiata. E’ a loro che vanno rivolte le maggiori critiche, compreso Farage che da dietro le quinte ha influenzato certe decisioni dei conservatori per non perdere consensi nei suoi confronti (invano direi) e ha fomentato una propaganda informativa anche col sostegno del regime russo, che ha interesse ad alimentare tensioni non sempre giustificate per dividere le democrazie europee. Non solo il Regno Unito.
      Il Labour poi potrebbe avere una politica generalmente meno stringente sull’immigrazione e sui controlli all’interno, ma non può avere tutte le responsabilità dato che governa da poco.

  4. Direi che se la pressione mediatica e dei social è stata in grado di influenzare le scelte dei membri del Labour senza pensare e provare a controbatterla efficacemente con una propaganda di partito diretta ad elettori e cittadini, allora il principale problema risiede in quel suddetto partito.
    Anche Starmer ha delle responsabilità nei confronti di quei membri del partito, perché non è stato in grado di ergersi come leader con una sua agenda trascinando con sé il partito più o meno unito. O è stato abbandonato col passare del tempo dai suoi alleati interni, non credendo più nel suo programma.
    Senza contare che è almeno da un anno che i malumori risiedono all’interno del partito, per via di politiche fiscali ed economiche non totalmente condivise ed approvate.
    Anche la stretta sull’immigrazione può avere influito e per le motivazioni contrarie a quelle della destra, perché una posizione troppo dura su questo tema potrebbe avere irritato membri del partito ed elettori preoccupati per le sorti degli immigrati.
    Infine aggiungo che ogni governo dei principali Paesi occidentali sia di destra che di sinistra subisce una propaganda informativa e mediatica fatta di mezze verità, narrazioni più o meno verosimili e disinformazione. Basta vedere Trump e la sua cerchia costantemente smentiti dai fatti attraverso media e social quasi giornalmente, eppure il blocco rimane unito e quasi impermeabile alle critiche. Fino al prossimo esito delle elezioni chiaramente o di evidenze nella realtà non ignorabili.
    Quindi bisogna dedurre che il problema principale della crisi del Labour era ed è soprattutto interno.

  5. beh in Italia una volta tanto fummo precursori: Casaleggio e il suo movimento 5 Stelle, creato dal nulla e alimentato appunto da algoritmi.

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