

Lo sdegno selettivo per il gesto osceno di un soldato israeliano diventa, in certa stampa, materia narrativa: non più un episodio da condannare, ma la prova simbolica di una malvagità collettiva. Così il fatto sparisce dietro la confezione politica dell’accusa.
Molti quotidiani e siti di cosiddetta informazione si sono occupati della fotografia del soldato israeliano che infila una sigaretta nella bocca di una Madonna in statuetta.
Un gesto disgustoso, ovviamente. Ma il fatto di darne conto nel modo in cui certa stampa ha ritenuto di darne conto (il Corriere della Sera, per esempio, parla del “nuovo oltraggio di un soldato israeliano in Libano”), ecco, il fatto di darne conto in questo modo riesce a essere più disgustoso del gesto stesso.
Perché quella dicitura — “nuovo oltraggio” — è adoperata con l’intenzione o almeno con l’effetto di alludere a una specie di fenomeno sistematico, sulla scorta delle divagazioni del ministro degli Esteri, che prende un caso di violenza di strada contro una suora per dire che in Israele e nel sud del Libano le comunità dei cristiani sono sistematicamente oggetto dell’ostilità israeliana.
Ma un’altra osservazione è necessaria su questa faccenda, che poi è esemplare nel generale romanzo anti-israeliano e anti-ebraico che ormai da anni si va scrivendo sulla guerra che Hamas e Hezbollah hanno scatenato contro Israele, ma che in quel romanzo ha un titolo opposto, cioè la guerra che Israele avrebbe scatenato contro Gaza e contro il Libano.
E l’osservazione è questa: a Gaza e in Libano sono passati e hanno operato decine di migliaia, centinaia di migliaia di soldati israeliani. Ecco, c’è qualche seria ragione per pensare che tra di loro non possa esserci qualche criminale, qualche malvagio, qualche pazzo, qualche sadico?
Non ce n’erano negli eserciti sbarcati in Normandia? Non ce n’erano tra i militari alleati che risalivano l’Italia? Non ce n’erano tra i partigiani italiani? E non hanno commesso atrocità decisamente incomparabili a quella del soldato israeliano che si prende gioco in quel modo insultante — senza dubbio — di una statuetta?
La realtà è che lo sdegno per il “nuovo oltraggio” non ha niente a che fare con la tutela, non ha niente a che fare con il rispetto per quel simbolo religioso: ha tutto a che fare con la confezione dell’immagine della malvagità sionista.
Questo è il testo tratto da un video che potrete trovare su questi social:



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Ricordo foto di teste mozzate, anche di bambini, disposte ordinatamente in riga su un muretto, ognuna con una sigaretta in bocca. Sto aspettando grida di indignazione generale. Sono quasi trent’anni che le sto aspettando. E sapete perché non sono arrivate? Perché io quelle foto le conosco perché me le ha mandate un amico: nessun giornale le ha pubblicate. All’epoca leggevo regolarmente due quotidiani e due settimanali e frequentavo la rete, ma non le ho mai viste da nessuna parte. Esattamente come all’epoca della “strage di Jenin”, 3000 morti, fosse comuni, cadaveri spinti con le ruspe nelle fogne ecc., abbiamo mandato a tutti i giornali le testimonianze apparse su vari giornali arabi a proposito dei tubi dell’acqua (quei famosi tubi dell’acqua che venivano trovati segati per far morire di sete i poveri palestinesi) riempiti di esplosivo, gli zainetti dei bambini riempiti di esplosivo, i cadaveri minati, ecc., e la documentazione raccolta dall’Onu da cui risultavano 52 morti palestinesi di cui 42 combattenti, a fronte di 26 morti israeliani perché invece di bombardare andavano a perlustrare casa per casa, dove trovavano imboscate che li facevano saltare in aria. A tutti i giornali, dicevo: nessuno ha pubblicato una sola riga.
PS: più che malvagità sionista io direi perfidia giudaica: mi sembra decisamente più appropriato, perché non penserete mica che siano perfidi solo quelli che stanno su quella striscia di terra!