3 pensieri su “Sentiremo sempre più parlare di stile cinese”

  1. Nel 2008 andai a Chongqing, passando per Shanghai, dove mi feci un giro in centro col MAGLEV. Al ritorno, a Fiumicino, Leonardo da Vinci Express (povero Leonardo….) cancellato, sporco per sciopero, disastro italico. Un signore chiacchiera con me.. “È stato in Cina? Le avranno steso il tappeto rosso”… Io “questi ci mangiano vivi, altro che tappeto rosso!”.

  2. Aggiungerei un fatto che già succede da qualche decennio ma che nessuno nei Paesi occidentali che sono anticolnialisti e abbattono i simboli della colonizzazione sette-ottocentesca ossera, nota, critica: Che la Cina si è già comprata mezza Africa e si sta allargando sempre più.

    1. Vivevo in Somalia a metà degli anni ’80, e i cinesi costruivano strade che, a differenza di quelle fatte dagli italiani, non venivano smangiate dalla sabbia nel giro di un paio d’anni, e acquedotti, e gli abitanti del quartiere di Mogadiscio servito dall’acquedotto fatto dai cinesi potevano permettersi, unici fra il milione e 200.000 abitanti della città, di bere l’acqua del rubinetto senza bollirla. Hanno cominciato così, poi è venuto tutto il resto.

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