Un’estate molto dura per gli ucraini, che rimangono vittime di disorganizzazioni militari francamente inspiegabili dopo due anni e mezzo di guerra.
Il resto nella lucida analisi di Majakovsk.
Camillo
Consueto riassunto settimanale: In breve, va sottolineata la difficoltà ucraina a Donetsk e in particolare nel settore del fronte a nord-ovest di Avdiivka.
La caduta (praticamente senza combattere) di Ocheretyne, dovuta a una serie di errori ucraini, non ha solo permesso ai russi di prendere un sistema fortificato, ma anche di salire a pari quota altimetrica e sviluppare attacchi con un ampio ventaglio di possibilità.
Va detto che è stato registrato anche un cambio tattico da parte russa. Invece di cercare di attaccare le fortificazioni più deboli, vengono presi di mira i settori del fronte presidiati da unità più deboli.
Gli attacchi russi in questa zona, morfologicamente composta da colline, valli, fiumi e laghi, filari di alberi e piccoli villaggi molto vicini, vengono effettuati con piccoli gruppi di fanti in avanscoperta che si muovono nascosti nella vegetazione, segnalano le posizioni ad artiglieri e droni, poi provano a sbarcare a livello di plotone, con la copertura data dall’arsenale russo sopra citato, e una volta sbarcati, iniziano l’attacco di fanteria. Tattica che ha dato indubbiamente i suoi frutti in questo settore.
Parlerò di Donetsk nel paragrafo relativo.
Fronte di Kharkhiv
A Kharkiv si registra un lento consolidamento di posizioni a Vovchansk da parte degli ucraini, che ormai sono stabilmente oltre via Soborna. Il complesso industriale è ancora sotto controllo russo e probabilmente ancora isolato (i soldati russi sono riforniti tramite droni). Attaccarlo, vista la tipologia degli edifici, è senz’altro un’impresa complessa, e gli ucraini si limitano a colpirlo ogni tanto con droni e artiglieria. Nessuno sa, tra l’altro, quanti siano i soldati russi presenti, ma non si ritiene siano in gran numero.

Più a ovest si combatte soprattutto nella zona di Hlyboke, dove i russi confermano posizioni nelle fattorie a nord del villaggio. Non credo sia un recupero di terreno, ma piuttosto che la “zona grigia” fosse stata sovrastimata in precedenza. Questo settore del fronte rimane tutto sommato statico.

Fronte di Kupyansk-Svatove-Kreminna
Unifico i 3 fronti perchè sono poche cose da rilevare, la più importante è la cattura di Pischane da parte russa. Russi cercano di sfruttare questa breccia nel sistema collianare per avanzare verso l’Oskil e magari risalire verso Kupyansk, cosa che è ancora lontana. Tutto sommato settore è stato piuttosto tranquUnifico i tre fronti perché ci sono poche cose da rilevare. La più importante è la cattura di Pischane da parte russa. I russi cercano di sfruttare questa breccia nel sistema collinare per avanzare verso l’Oskil e magari risalire verso Kupyansk, anche se ciò è ancora lontano. Tutto sommato, il settore è stato piuttosto tranquillo questa settimana.illo questa settimana.

Nel settore di Svatove, movimenti limitati da parte russa e qualche attacco fallito sopratutto nella zona di Andrivka

mentre a Kreminna russi hanno recuperato un pò di terreno in zona Chervonopopivka, e continuano ad attaccare Makivka. Qualche attacco anche a zona Terny, ma con nessun successo.
Nelle foreste di Serebrianka invece da registrare la pressione ucraina (Azov), nelle zone paludose verso il fiume Severtskij Donets

Fronte di Siversk
Il giallo riguarda la situazione a Ivano-Darivka, dove sicuramente ci sono scontri tra ucraini e russi. Gli ucraini sono attestati sul sistema collinare dietro il villaggio, che arriva fino a Spirne (confermato in mano ucraina nonostante alcuni fantasiosi claim pro-russi).
Le geolocalizzazioni contrastanti tra russi nel villaggio e russi che bombardano il villaggio dimostrano come la zona sia molto fluida e che probabilmente i russi non riescano ad ancorarsi al villaggio stesso.
Più a sud-ovest, i russi conquistano Razdolivka e spingono nelle zone a nord del villaggio.

Fronte di Bakhmut
Situazione sostanzialmente calma. I russi probabilmente stanno preparando riserve per tentare un attacco verso Chasiv Yar, cosa che, come detto più volte, è decisamente poco agevole viste le altimetrie. Da registrare un attacco verso Hryhorivka, dove forse i russi vogliono cercare di prendere altro terreno vicino al canale prima di provare ad avanzare sulle colline di Chasiv Yar (ma potrebbe essere una congettura, ed il movimento solo un assestamento di zona).

Fronte di Horlivka
I rinforzi ucraini mandati in zona sembrano aver fermato l’avanzata russa sia verso il centro di New York che a Druzba. È anche probabile che i russi stiano cercando di pareggiare il fronte, come i movimenti a Zalizne sembrano dimostrare.
In sostanza, i russi vogliono cercare di unire la zona di Zalizne, Druzba e quella di New York per avere un fronte compatto prima di tentare nuove avanzate. In questo senso, anche l’allargamento del saliente di New York conferma questa tendenza.
Da seguire anche il movimento russo verso Panteleimonivka, che potrebbe mettere in serio pericolo le posizioni di Oleksandropil.

Fronte di Donetsk
Ne ho già parlato nell’incipit iniziale: la situazione è critica per gli ucraini nella zona nord-ovest di Avdiivka. I russi sono a meno di 20 km da Provosk (credo che l’obiettivo sia avvicinarsi, magari per un assedio invernale) e hanno di fatto scavalcato la linea difensiva allestita dagli ucraini lungo i bacini idrici nella zona di Prohres e Vovche.
Questo dà la possibilità ai russi sia di avanzare lungo la direttrice della ferrovia, in terreno (moderatamente) sopraelevato, sia di avanzare dietro la linea difensiva ucraina dei bacini idrici verso nord, portandola al collasso.

Più a sud continua la battaglia per Krasnohorivka, che almeno per la parte centrale del villaggio è agli sgoccioli. I russi avanzano lentamente ma in modo costante nella cittadina, in un contesto di urban warfare.
Da registrare anche l’avanzata russa fino a Maksymilyanivka, nella zona di Marinka.

Fronte di Vulhedar
Ho spostato la zona di Novomykhailivka e Kostyantynivka nel fronte di Vulhedar perché ormai le considero complementari a quest’ultimo.
Proprio su Kostyantynivka i russi hanno tentato, con risultati disastrosi in termini di mezzi persi, un grande attacco corazzato. La zona è morfologicamente diversa dalle colline di Donetsk; qui, come conformazione, siamo già nelle piane di Zaporizhzhia, con pochi rilievi, pochi filari, boschi, valli e distanze enormi. Anche la distanza tra i villaggi è molto ampia. Pertanto, la tattica adottata dai russi a Donetsk non può essere applicata qui, e si usa il solito “pugno corazzato” già impiegato in altri luoghi (come a Vulhedar stesso).
Interrompere l’autostrada tra Kostyantynivka e Vulhedar è un obiettivo russo, non solo per questioni logistiche, ma anche per poterla percorrere all’inverso e fiancheggiare Vulhedar, che frontalmente si è dimostrata imprendibile. Alle considerazioni morfologiche di cui sopra va aggiunto che Vulhedar ha imponenti palazzi molto alti che offrono una vasta visione sulla zona.
Va segnalato che gli attacchi a Vodyane e Kostyantynivka indicano che le linee di controllo russe sono ormai vicine alla zona dell’autostrada e che i russi tenteranno ulteriori assalti di grande intensità, vista l’importanza di Vulhedar (e della ferrovia) come snodo logistico per il futuro

Fronte di Zaporizha e Kherson
I fronti sono ormai da ritenere secondari, con scontri sostanzialmente posizionali.
Da registrare polemiche e opinioni differenti riguardo all’annuncio ufficiale della fine della testa di ponte di Krynky, su cui il mio giudizio è sempre stato negativo (e chi mi segue sa per quali motivi).
That’s all, folks!

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