1 ha pensato a “L’immagine strappata: la fotografia a proprio uso e consumo”

  1. La foto del miliziano repubblicano scattata da Bob Capa e di cui non sappiamo se sia autentica o sia una “messa in posa”, dice, a mio parere, che non abbiamo bisogno di fotografie “vere”, ma del racconto che ne scaturisce, falso o autentico che sia. Qui la foto, anche se non autentica, per volere “illegittimo” del fotografo è diventata “scarto”, perde efficacia? Risponderei di no.

    Tutti i condizionamenti “soggettivi” del fotografo e di chi utilizza l’immagine impoveriscono o arricchiscono un’immagine? Dopo Duchamp risponderei “dipende”, così come non vedo un legame causale tra utilizzare immagini impropriamente e non saper metter mano al “mondo reale”.

    Mettere in posa il miliziano, se mai è accaduto, toglie valore all’immagine? A volte la finzione è più efficace del vero, come certi film surclassano dei documentari sullo stessa tema. Però si obietterà la differenza tra film e documentario è dichiarata, non si inganna lo spettatore… Un gioco di scatole cinesi 🙂

    Articolo stimolante: grazie.

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