3 pensieri su “Il Myanmar è l’Ucraina dell’Asia: intervista a Cecilia Brighi

  1. Analisi lucidissima e completa. La Birmania è solo un tassello della sovversione descritta, perché di questo si tratta. Interessante sarebbe raccordare in maniera organica tutti i paesi del mondo che vivono guerre, talvolta poco “reclamizzate” dai media e associarle alla presenza di risorse, di qualsivoglia tipo. E allora si vedrebbe anche l’altra faccia del soft-power “sporco” oltre che del power violento, alla russa maniera. Infine, sarebbe ancor più chiara la crisi del cosiddetto Occidente. Concludo con una domanda: ma l’attuale establishment americano ha chiaro tutto ciò?

    1. L’establishment americano probabilmente pensa di poter tirare acqua al suo mulino. Il problema dell’Europa è che deve diventare indipendente dall’America perché non sempre (e lo stiamo vedendo in Ucraina) gli interessi coincidono.

      1. Gli interessi non coincidono nemmeno tra gli Stati europei che di fatto non vogliono un’Europa con più poteri decisionali e ognuno guarda al proprio piccolo tornaconto. Questo va ovviamente a vantaggio delle grandi potenze economiche e militari mondiali.

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