8 pensieri su “Zohran Mamdani o dell’ennesima infatuazione adolescenziale del PD

  1. Sarà che vivo le vicende del PD “da dentro” (benché solo come semplice militante “di base” nel minuscolo ambito di provincia nel quale vivo), ma trovo particolarmente fuori luogo la descrizione caricaturale che Lei ne fa nell’articolo e non posso non farle notare che il Partito Democratico è costituito, oltre che da alcune decine di migliaia di iscritti, anche da centinaia di amministratori locali che hanno a che fare quotidianamente con esponenti della società vivile, con Confindustria, Sindacati, rappresentanze sociali e del Terzo Settore impegnati, ogni giorno, ad affrontare tematiche che, evidentemente, passano in secondo piano rispetto a quella che è, per l’appunto, la caricatura che ne vien fatta nell’articolo.
    Per quel che mi riguarda, il riferimento a “persone che non sanno scegliere, che saltano da uno slogan all’altro, che preferiscono l’utopia al lavoro concreto, che sfarfalleggiano da una filosofia all’altra” è semplicemente un insulto e non avrebbe meritato risposta se non l’avessi letto su queste pagine che leggo con coinvolto interesse.

    1. E’ ciò che traspare dalle periodiche dichiarazioni della segretaria e dei principali esponenti del partito. A livello locale magari c’è un altro atteggiamento meno ideologico e più concreto e non viene percepito dal resto della popolazione a livello nazionale. Ma come detto, in quest’ultimo caso si vedono eccome l’inesperienza e l’impulsività dettata più dall’emotività e dall’istinto che dall’analisi seria dei temi da affrontare e delle proposte da mostrare.
      La prossima volta magari invece di fare le primarie del partito facendo votare chiunque, anche a chi non interessa nulla del partito, ed eleggendo improvvisati capi assemblea studenteschi, provate a migliorare la modalità di voto oltre che la selezione di candidati che devono preparati e credibili e non indirizzati come al solito dalla ristretta cerchia che guida il PD e i partiti precedenti ad esso da molto tempo.

    2. Non è Lanzieri che fa la caricatura del PD: è il PD che è una caricatura vivente. Provvedete voi “da dentro” a farne un organismo decente, e vedrà che a nessuno verrà più in mente di caricaturizzarlo.

      1. E’ evidente che gli argomenti che ho usato per rispondere alle affermazioni espresse dal Dott.Lanzieri non vengono considerate. Vorrei tanto che la definizione caricaturale dell’adeloscente inconcludente e farfallone venisse rivolta (per esempio – uno fra i tanti) a Mattia Palazzi che da sindaco di Mantova sta attuando politiche sociali e di governo che, evidentemente, non interessano a chi preferisce divulgare la narrazione espressa nell’articolo citato. E le garantisco che si tratta di esperienze di governo ben più che “decenti”.

      2. Quello che ho scritto rispondendo al dott.Lanzieri riguardava esattamente la mia intenzione di descrivere l’esistenza di un PD ben più che “decente” (per usare il Suo aggettivo) rispetto alle caricatura che permea l’articolo e potrei citare innumerevoli esperienze di governo locale come, per esempio (fra i tanti), la straordinaria esperienza di Mattia Palazzi che da sindaco di Mantova sta dando prova di governo attento e sociale che non potrebbe essere più lontano dalla caricatura espressa. Ma amen.

      3. Lanzieri e io abbiamo parlato del partito, della sua politica, delle sue scelte, dei suoi valori, dei suoi principi, e della sua dirigenza; lei ha parlato di singole specifiche persone e delle loro specifiche azioni: sono due cose totalmente diverse. Quelle persone di cui lei parla appartengono a un partito, non SONO il partito.

  2. È di ieri la dichiarazione di Elly Schlein: “Si torna a vincere con parole e programmi chiari!”. Quasi che avesse vinto lei, rectius il partito guidato da lei. Mentre, nella realtà, lei e la sua leadership non hanno vinto nulla, hanno solo ottenuto la conferma in qualche regione storicamente salda (meglio: sono riusciti, non senza timori fino all’ultimo e – in qualche caso – con percentuali risicate, ad allontanare il fantasma della sconfitta anche in quelle regioni). E Mamdani è solo l’ennesimo poster appeso in cameretta.

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