2 pensieri su “Zerocalcare, Genova e il dovere di rileggere i propri miti

  1. Ineccepibile.
    Purtroppo, siamo pieni di eterni ragazzi, contestatori 40enni, giustizieri 50enni, in nome di una lotta puramente ideologica all’occidente, eterogenesi dei fini che culmina nella giustificazione della dittatura sol che sia antioccidentale, nella giustificazione dell’integralismo religioso islamico sol che sia contro la cultura cristiana, nella giustificazione della violenza purché sia rivolta contro noi stessi. Fenomeno dietro ai quali si cela un infantilismo ideologico di alcuni, e un “professionismo” ideologico di altri (non meno in malafede dei “poteri” contro cui si rivolgono).
    Fra l’incudine e il martello rimangono i proprietari delle auto, delle vetrine e delle case devastate, incendiate, occupate. Rimane una larga parte della popolazione, che appartiene al mondo di coloro che soffrono davvero le conseguenze di questo sistema economico e di potere, di coloro “che non arrivano a fine mese”, per i quali la politica, persa a disquisire sui temi della polarizzazione ideologica, fa ben poco di concreto. Le vere vittime degli eccessi del capitalismo, dimenticate in primis da quella parte politica che avrebbe nel proprio statuto la difesa del proletariato. Vittime che non protestano. Che, se scendessero in piazza, ne avrebbero tutte le ragioni. Che protestano non andando a votare, o votando per le estreme destre.
    Un film già visto, purtroppo, e che, nel nostro mondo tecnologico e “social”, potrebbe approdare a conseguenze ancor più catastrofiche di quelle viste nel ‘900.

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