6 pensieri su “Zelensky, quando non hai carte ma vinci la partita”

  1. Anzitutto concordo con l’articolo del Sig. D’Andrea che sottolinea l’incapacità del pensiero strategico di Trump (io lo traduco in questo modo). Però….!! Ma….!! La condotta delle operazioni militari nel Golfo non spetta certo a POTUS, tantomeno la loro pianificazione ed esecuzione. Quindi credo sia giusto dare una bella strigliata ai soloni stellati che hanno partorito un’azione bellica senza prendere in considerazione tre aspetti: l’uso massiccio di droni, il coinvolgimento dei paesi del Golfo quale punto di pressione geopolitica ed il blocco dello Stretto di Hormuz facendo ricorso alle mine marittime. Non oso immaginare i danni per la US-NAVY di una simile superficialità nel Mar Cinese Meridionale o nella difesa della “prima catena di isole”

  2. Descrizione perfetta della rozzezza ignorante, arrogante e presuntuosa del POTUS, non da ultimo autolesionista. Ma mancano due analogie, quella del “Las Vegas’ Gambler” e del pistolero che entra nel saloon del Far West. In una manciata di mesi ha conseguito un successo “strabiliante”: distruggere i rapporti con i Paesi tradizionalmente alleati, in prospettiva agevolare la Russia, ma sopratutto la Cina. E all’interno del suo Paese forse si sta svegliando qualcuno, meglio tardi che mai. Sorprendente, infine, come in Iran stia combattendo contro un regime che è apertamente supportato dalla Russia mentre in Ucraina stia continuando ad appoggiare, di fatto, Putin. Un comportamento del genere avrebbe bisogno di un supporto psichiatrico.

    1. Non credo stia continuando ad appoggiare Putin, gli americani comunque continuano ad offrire agli ucraini supporto logistico e d’intelligence e i russi lo sanno. Ma Putin non può scontrarsi direttamente con gli americani e così sembra pensarlo anche Trump nei confronti dei russi, forse sopravvalutando la loro capacità militare o ritenendo troppo dispendioso e rischioso farlo.
      Questo non si può escludere a priori.
      Non dimentichiamo poi che dietro c’è anche la Cina a supporto dei russi e i problemi potrebbero moltiplicarsi nel caso.

      1. Convengo, resta però il fatto che il solo tergiversare, prendere tempo, centellinare il supporto “materiale”, accusare Zelensky un giorno sì e l’altro pure è un gioco a tutto oggettivo favore di Putin. Non da ultimo, intelligence USA a prescindere, chi fornisce il vero e concreto supporto in ambito militare sono gli inglesi, maestri nella pianificazione e condotta delle operazioni, ben superiori agli americani che vi sopperiscono con i mezzi.

    2. Certamente appare un atteggiamento oltre l’ambiguo, pretendendo dall’Ucraina condizioni più favorevoli alla Russia con la fretta di voler concludere il conflitto e dedicarsi agli affari che gli interessano personalmente e principalmente prima del resto.
      Della figura e delle azioni discutibili di Trump se n’è discusso anche qui, non ti puoi fidare completamente, ma lui non può nemmeno ignorare certi fatti e non può agire sempre da solo senza consultare qualcuno del suo esecutivo.
      Poi può essere un tentativo per non portare la Russia troppo vicina all’orbita della Cina, in modo da non rendersela troppo nemica isolando la seconda e avere dei vantaggi sul piano energetico oltre che geopolitico.
      Gli europei e gli inglesi è importante che diano una grande mano soprattutto perché questo conflitto riguarda noi e il futuro dell’Europa.

    3. Dimenticavo di scrivere che a essere estremamente sospettosi, c’è poi quella questione degli Epstein files e il presunto rapporto di Trump tra essi e il ruolo della Russia in merito, come hanno ampiamente scritto anche qui su Inoltre.
      Ipotesi suggestive ma al momento non si può parlare di fatti incontestabili.
      Certo Trump non ha dimostrato molta chiarezza e trasparenza sulla questione, ma così anche i democratici in passato. Magari in futuro verrà fuori qualcos’altro di più chiaro.

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