2 pensieri su “Zelensky costruisce una strategia, l’Europa gestisce relazioni (ed elettorati)”

  1. Io ritengo che mai si debba gioire per lo scoppio di un conflitto armato nemmeno quando questo (il conflitto, la guerra) ha solide basi giuridiche (sopravvivenza di uno Stato; contenimento di una minaccia; protezione del libero commercio) tali da collocarlo nel novero del male minore. Fatta la debita premessa, devo onestamente affermare che io sono favorevole all’azione intrapresa da USA e Israele contro il regime iraniano, così come sono favorevole a sostenere in ogni modo, anche attivamente sul campo, la difesa dell’Ucraìna.

    Si deve quindi riconoscere che, dal 2014 (inizio della guerra ibrida russa in Ucraìna e relativa annessione della Crimea), l’evoluzione del panorama internazionale e delle dinamiche geopolitico- economiche non possono essere ignorate, pena l’esclusione dal consesso internazionale (inteso come peso politico di uno Stato sovrano) o, peggio, la perdita della propria sovranità.
    Non mi addentro a cercare spiegazioni del come e perché gli USA non abbiano coinvolto i paesi del blocco occidentale (ragiono ancora in blocchi contrapposti, è l’età, che ci volete fare!!) UE compresa, posso solo osservare che ora la Storia ha dato alla UE (ma anche al nostro Paese) una seconda possibilità: fare la cosa giusta sul panorama internazionale, una scelta di campo netta ma soprattutto la reale possibilità di agire a difesa dei propri interessi economici, politici e per la difesa della propria autonomia.

    Speravo fossero finiti i discorsi del tipo “cosa la UE vuole diventare” invece la realtà è una doccia gelata!! Vedo un comportamento da bambino dispettoso (nei confronti di Trump) che vuole rendere “pan per focaccia” quando invece la cosa più giusta da fare sarebbe di inviare gli assetti militari necessari: cacciamine in primis.

    La Storia bussa ma l’Europa è sorda o fa finta di esserlo

  2. Diciamo anche che Ucraina e Israele non possono fare a meno della capacità bellica degli Usa e del necessario bisogno immediato di difesa efficace senza interruzioni contro gli attacchi dei nemici pressocché quotidiani, qualunque sia il presidente e il governo in carica.
    L’Europa è unita ancora per il momento in un’alleanza transatlantica, godendo di maggiore protezione ed ha anche una certa capacità autonoma di produzione di armi considerando le grandi risorse a disposizione dopotutto e quelle di Ucraina e Israele non sono paragonabili essendo Stati più piccoli e con minore popolazione.
    Inoltre essere coinvolti in una guerra ibrida e di attentati sporadici, ed essere invece attaccati direttamente con missili e droni esplosivi su palazzi residenziali e infrastrutture è tutta un’altra cosa. L’impatto è diretto, devastante, non sottovalutabile e capisci che la tua sopravvivenza è a rischio. Questo nei Paesi europei non è ancora accaduto e quindi non si percepisce la gravità di ciò che avviene altrove, anche se in realtà si dovrebbe senza dubbi comprendere provando a cambiare la situazione con azioni concrete. Le frasi di condanna non hanno mai risolto qualcosa.

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