I.
QUADRO GENERALE
A partire dalla fine della WW2 e per tutto il corso della Guerra Fredda la classificazione dei mari secondo l’interpretazione unilaterale dei legulei del Cremlino specializzati in Diritto del Mare e della Navigazione Marittima comprendeva tre categorie, vale a dire, mari chiusi, mari aperti e mari interni: tra questi ultimi, secondo Mosca, andavano inclusi il Mar Nero ed il Mar Baltico nei quali, relativamente alle marine militari, avrebbero potuto accedervi tanto in tempo di pace quanto in tempo di guerra, unicamente le navi militari dei paesi affacciati su quei mari, escludendo tutti gli altri. Nella fattispecie per il Mare Baltico significava le navi da guerra di URSS, Polonia, Germania Orientale, Finlandia, Svezia, Danimarca e Germania Occidentale.
Le pretese russe furono sempre seccamente rigettate tanto che nel 1971, al fine di ribadire il proprio dritto alla libera navigazione ed al pieno accesso ai mari giuridicamente internazionali, gli USA e la NATO diedero inizio alla serie di esercitazioni BALTOPS, che perdura tutt’ora e che vede annualmente l’ingresso nel Baltico di importanti forze aeronavali della NATO.
È chiaro che l’intenzione di Mosca era quella di capitalizzare una rendita di posizione, trasformando il Baltico in una specie di “lago sovietico” in tempo di pace ovvero in una specie di bastione inespugnabile in tempo di guerra una volta estromesse le piccole marine danese e tedesca occidentale ed incasellate nella loro neutralità quelle finlandese e svedese.

Per raggiungere questo obiettivo Mosca produsse varie iniziative a partire dalla proposta di Kruschev, lanciata il 7 giugno 1957 durante una sua visita di stato in Finlandia, di “neutralizzare” il Mar Baltico, chiudendolo alle potenze esterne: progetto subito rilanciato da Polonia e DDR ed ovviamente respinto seccamente dai paesi occidentali. Era la proposta del cosiddetto “mare di pace” cui ben presto (Riga, 1959) seguì quella di una regione nordica denuclearizzata (NWFZ), che dietro il paravento di un’area balto-scandinava libera da armi nucleari (ossia l’abboccamento che una NWFZ non sarebbe stata bersaglio di attacchi nucleari in caso di guerra), nascondeva l’intento di depotenziare le garanzie di Sicurezza americane verso l’Europa settentrionale fino a svuotarle, lasciando però inalterate le capacità offensive sovietiche
Mosca infatti aveva in corso un massiccio buildup nucleare nella propria regione sub-artica con l’obiettivo di trasformare la penisola di Kola nel bastione strategico della propria deterrenza, facendone la base dei propri SLBN nonché il baricentro della Flotta del Nord, che dagli anni ’60 ebbe la priorità sulle altre flotte. È chiaro quindi come le reiterate proposte di Mosca sulla neutralizzazione e denuclearizzazione della regione balto-scandinava non fossero altro che propaganda interessata a dividere l’Europa da Washington seminando dubbi e coltivando malumori nelle opinioni pubbliche occidentali, relativamente all’operato dei rispettivi governi.
Che Mosca giocasse sporco è confermato, oltre che dalla militarizzazione di Kola, anche dalla presenza nel Baltico di circa 50 sottomarini classe Whiskey almeno una parte dei quali armati di siluri nucleari, nonché dal dispiegamento dalla fine degli anni ’70 di sei SLBN classe Golf II dotati di missili balistici SS-N-5 con testata da 1MT e raggio di 1.650 km. Il tutto mentre dal Cremlino veniva esposto ai movimenti pacifisti occidentali lo specchietto delle allodole del “mare di pace”, della Scandinavia denuclearizzata e del disarmo in nome della concordia mondiale.
Al di là delle utopie degli sprovveduti occidentali, che non a caso Lenin aveva definito come “utili idioti”, l’obiettivo sovietico era quello di mantenere l’assoluta supremazia nel Baltico attraverso una sorta di guerra ibrida ante litteram, vale a dire un mix di politica, propaganda ed intimidazioni militari sia palesi che occulte.
Relativamente a queste ultime, quelle cioè attuate in forme non visibili e che 30 anni più tardi si sarebbero evolute negli scenari proxy, erano state elaborate da Mosca sotto forma di attacchi non convenzionali realizzati attraverso vari strumenti e modalità offensive. Una di queste riguarda l’intrusione di sommergibili, minisommergibili e droni sottomarini (UUV) di cui la Svezia è stata per tutti gli anni ’80 un bersaglio prioritario da parte degli Stranamore del Cremlino.
La violazione delle acque territoriali svedesi è una abitudine che Mosca porta avanti infatti dall’inizio degli anni ’60: dapprima in forma sporadica e limitata alle acque esterne e quindi, a partire dagli anni ’80 con modalità frequenti ed aggressive al punto da configurare una verrà e propria campagna sistematica ai danni della democrazia svedese.
A stabilirlo, nelle sue conclusioni del 26 aprile 1983, è stata una commissione governativa appositamente nominata da Olof Palme per indagare sulle intrusioni sottomarine, la quale ha ritenuto in base ai dati reperiti sui vari eventi avvenuti fino a quel momento, che fosse stata l’URSS a perpetrare quelle intrusioni a scopo di spionaggio o di addestramento operativo.
Le ragioni alla base di queste attività ostili, perpetrate sia dal governo sovietico sia da quello russo quasi senza soluzione di continuità rimangono ancora oggi in parte indefinite anche se comprese basicamente in due grandi insiemi causali: quello delle motivazioni politiche e quello delle motivazioni militari.
Indipendentemente dalle une e dalle altre nelle prossime righe proveremo a sintetizzare le violazioni dei confini marittimi svedesi avvenute a partire dagli anni ’80 di cui si è giunti a conoscenza, tratte da tre fonti principali:
?La relazione di Milton Leitenberg, Soviet Submarines Operations in Swedish Waters 1980-1986, Washington 1987
?il rapporto della RAND Corporation del gennaio 1990, di Gordon McCormick titolato Stranger Than Fiction: Soviet Submarine Operations in Swedish Waters
?il più recente paper di Nils-Ove Jansson del gennaio 2016 dal titolo Submarine Intrusions in Swedish Waters. Past and Present.
Quello che segue dunque, è l’elenco delle principali intrusioni o ritenute tali di mezzi insidiosi, identificati come russi con ragionevole certezza o almeno con buona probabilità, nelle acque territoriali svedesi. Da notare come gli episodi descritti siano inferiori rispetto ai rilevamenti effettivi e questo in quanto non sempre è stato possibile reperire un minimo di documentazione, trattandosi in molti casi di episodi minori oppure rimasti privi di rilevanza mediatica oppure ancora in quanto duplicazioni del medesimo evento protrattosi per più giorni e quindi rilevato più volte.

II.
REPERTORIO DEGLI EVENTI
ANNO 1980
1980
Anno nuovo, metodi nuovi. Il 1980 inaugura un atteggiamento decisamente più spregiudicato ed aggressivo degli intrusori nelle acque svedesi rispetto a quello più cauto, fugace e sporadico dei 10 anni precedenti. I mezzi intrusori non abbandonano la posizione una volta individuati ma persistono ed evadono raggiungendo un nuovo punto di stazionamento, sovente agendo in formazioni comprendenti più battelli. L’impressione è che vogliano terminare la missione. A livello numerico su un totale di 118 intrusioni, quelle sottomarine sono ancora limitate (11) rispetto a quelle attuate da mezzi aerei e dal naviglio di superficie.
12 marzo 1980
Il primo dei molti incidenti che avrebbero coinvolto sottomarini russi in acque svedesi avviene tra le isole Blekinge di fronte alla base navale di Karlskrona. L’avvistamento avviene in acque territoriali svedesi da parte di un cacciamine che lo nota mentre si trova a distanza ravvicinata del cacciatorpedinere Halland, il quale sgancia immediatamente cariche di profondità di avvertimento. Il sottomarino si dilegua in acque internazionali da dove però dapprima traccia aggressivamente l’Halland col proprio sonar attivo e quindi rientra in acque svedesi. L’Halland spara nuovamente una carica di avvertimento che indice questa volta l’intruso ad allontanarsi. Da notare come gli ordini del comandante della base di Karlskrona fossero di usare fuoco non-letale per indurre il sottomarino ad allontanarsi.
18 settembre 1980
Presso le isola di Utö e Huvudskär a SE di Stoccolma, non lontano dalla base navale di Musko, un rimorchiatore avvista davanti a sé un sottomarino in emersione che viene immediatamente identificato dai marinai del rimorchiatore come un classe Whiskey, ben 50 dei quali erano allora in forza alla Flotta del Baltico. Vengono quindi allertati un elicottero ASW ed il caccia Halland, che dopo avere stabilito contatto sonar, depone una carica di profondità di avvertimento che probabilmente induce il Whiskey ad allontanarsi verso le acque internazionali. La caccia comunque prosegue per alcuni giorni venendo dichiarata conclusa il 9/10.

23 settembre 1980
Nella parte esterna dell’arcipelago di Stoccolma, circa nelle stesse acque dell’intrusione del 18 settembre, da parte di un sottomarino e di un elicottero ASW svedesi vengono rilevate nuove tracce sonar attribuibili ad un paio di contatti.
Visto il persistere dell’intrusione viene allertato il cacciatorpedinere svedese Halland che spara un razzo antisom non lontano dal sottomarino intrusore. Uno dei due contatti si allontana verso le acque internazionali mentre il secondo inizia un gioco a rimpiattino con l’Halland mantenendosi in acque svedesi. Vengono deposte numerose cariche ma senza risultati visibili.
L’incidente viene dichiarato ufficialmente concluso il 6 ottobre.

ANNO 1981
1981
È l’anno che vede Brezhnev in visita a Berlino preceduto dalla solita conciliante retorica: “la strada della pace non è quella del confronto ostile ma dei passi che aiutano le persone ad avvicinarsi, a normalizzare il clima internazionale e rimuovere quegli ostacoli che generano reciproca diffidenza, pregiudizio e paura.” Sarà per questo che nel corso dell’anno verranno rilevate comunque oltre 100 violazioni dello spazio svedese, attuate perlopiù con mezzi aerei (49); ancora relativamente limitate quelle sottomarine (12), ma il trend è in ascesa. Sarà per lo stesso motivo che il 4 settembre ha luogo la Zapad 81, considerata la più grande esercitazione aeronavale sovietica, con l’ingresso nel Baltico della portaerei v/STOL Kiev, della portaelicotteri Leningrado e di altre 60 navi da guerra comprese molte unità anfibie impegnate in sbarchi in Polonia. L’esercitazione ha sottintesi scopi intimidatori nei confronti di Solidarnosc
.
Gennaio 1981
Un sottomarino viene avvistato a S di Sandhammaren, sulla costa orientale della Scania.
Febbraio 1981
Un sottomarino viene rilevato nuovamente a Utö nella stessa area dell’intrusione del settembre 1980.
Marzo 1981
Viene rilevata presenza sottomarina tra le isole dell’arcipelago di Göteborg.
Maggio 1981
Nel corso di una presunta intrusione vengono fatte esplodere cariche di profondità al largo del faro di Hävringe, nel Södermanland. Poco dopo un ulteriore avvistamento avviene poco più a sud, al largo del faro di Gustaf Dahléns.
13 maggio 1981
Un elicottero ASW svedese in pattugliamento sopra Ronneby sulla costa nella Scania ad ovest di Karlskrona, fa calare sulla coperta di un sottomarino il proprio sonar ad immersione, che rimane danneggiato.
Giugno 1981
Ennesimo contatto rilevato a Utö. L’elicottero chiamato ad intervenire lancia in mare il proprio sonar ad immersione, che però rimane impigliato nel sottomarino.
Ottobre 1981
Un sottomarino viene individuato al largo di Stenshuvd, nella Scania.
28 ottobre 1981
È il giorno del celebre episodio noto come Whiskey on the rocks.
L’avvistamento avvenne in mattinata da parte di un pescatore: si trattava del sommergibile sovietico U-137 (S-363) classe Whiskey, identificato nell’area militare ristretta del Gåsefjärden ad E di Karlskrona, dove si era intrufolato fin dalla serata precedente. Sennonché durante una manovra rimane incagliato su una roccia affiorante che lo costringe a riemergere palesandosi alla vista.
Viene quindi inviato a bordo un ufficiale svedese, che riceve dal comandante russo spiegazioni deboli e contraddittorie che inducono le autorità svedesi a convocarlo a terra per interrogarlo alla presenza di personale dell’ambasciata sovietica, con successivo disincaglio del Whiskey da parte di un rimorchiatore svedese e la sua restituzione alla marina russa.
Durante gli otto giorni di incagliamento da parte svedese vengono misurati i livelli di radioattività del sommergibile, ritrovandoli su valori anomali in prossimità del tubo lanciasiluri di sinistra, segno della presenza a bordo di siluri con testata nucleare: cosa poi confermata anni dopo dall’ufficiale politico sovietico di bordo.
Secondo gli svedesi l’intrusione sarebbe avvenuta al fine di recuperare un team di incursori subacquei rilasciati due giorni prima da un altro sottomarino sovietico.

ANNO 1982
1982
È l’anno della grande aggressione non convenzionale sovietica alla Svezia, che si vede sottoposta ad un fuoco di fila di almeno 52 intrusioni sottomarine accertate, probabili e possibili, oltre a 30 violazioni commesse da naviglio di superficie e 28 da mezzi aerei, queste ultime in calo rispetto agli anni precedenti. È anche l’anno delle proteste ufficiali svedesi contro Mosca, dell’insediamento del governo di Olof Palme (settembre), nonché della nomina della Commissione Governativa sulle intrusioni (21/10).
.
Giugno 1982
Un sottomarino viene avvistato al largo di Sandhamm, nell’arcipelago di Stoccolma.
Giugno 1982
Prolungata serie di contatti a N di Kvarken, protrattasi per diversi giorni. La regione è quella delle isole Åland, caratterizzata da un fondale di soli 25m.
Giugno 1982
Nuovo avvistamento di un sottomarino, questa volta al largo di Väddö, nell’arcipelago di Stoccolma. Vengono fatti decollare elicotteri che sganciano cariche di profondità. Un ennesimo contatto, a N di Väddö avverrà pochi giorni più tardi, in luglio, verosimilmente relativo allo stesso battello.
Giugno 1982
L’intrusione questa volta avviene in acque territoriali finlandesi all’interno dell’arcipelago delle Åland. L’avvistamento avviene da una vedetta della Guardia Costiera che sgancia cariche di profondità. Questo incidente risulta l’unico documentato dalle autorità finlandesi, che all’epoca mantenevano uno stretto riserbo sulla questione.
Agosto 1982
Numerosi contatti rilevati presso Landsort, al largo dell’arcipelago di Stoccolma. Segue una vasta operazione ASW.
6 ottobre 1982
Un sottomarino straniero viene avvistato nelle acque della base svedese di Hårsfjärden a SE di Stoccolma, sede della scuola navale di Berga e di una importa te installazione radar sull’isola di Muskö. Inizia la caccia antisom con uso di mine e fino a 44 cariche di profondità che si protrae per tre settimane senza risultati. Altri avvistamenti seguono il primo, compreso il rilevamento sul fondale della base di tracce parallele attribuibili alla propulsione caterpillar di almeno un sottomarino tascabile cingolato.
Viene quindi istituita una commissione governativa di inchiesta che al termine dei lavori (26/4/83) conferma l’avvenuta incursione, attribuibile probabilmente ad un sottomarino-madre in grado di trasportarne uno tascabile.

Metà ottobre 1982
Si conclude la caccia a sottomarino di Hårsfjärden. In realtà come emergerà in seguito dal rapporto della commissione di inchiesta (26/4/83) nello stesso periodo avrebbero violato le acque svedesi fino ad altri cinque sottomarini, due dei quali tascabili, che si sarebbero introdotti nell’arcipelago di Stoccolma, arrivando in un caso fino a lambire la spiaggia. L’incursione avrebbe avuto scopi militari legati alla presenza di diverse navi americane nel porto di Stoccolma e si sarebbe estesa su una superficie più vasta di quella delimitata dagli avvistamenti.
ANNO 1983
1983
L’anno 1983 vede una frequenza di intrusioni nelle acque svedesi paragonabile a quella del 1982, quantificabile a 25 certe e circa 60 tra probabili e possibili. Nel corso dell’anno si assiste ad avvistamenti di sottomarini nel pressi di basi navali, in zone considerate di sicurezza ed addirittura in aree interessate a manovre navali, suscitando le proteste del governo svedese verso Mosca, ovviamente rimaste inascoltate quando non sprezzantemente respinte.
.
20 Aprile 1983
Al largo di Ronneby, presso la base navale di Karlskrona viene avvistata la falsa torre un sottomarino sconosciuto.
24 Aprile 1983
Nuovo avvistamento di un sottomarino, questa volta nelle acque del Nämndöfjärden, non lontano dalla base navale di Muskö.
26 Aprile 1983
Avvistamento di un oggetto cilindrico lungo approssimativamente 6m in emersione presso la spiaggia Lilla Värtan, piccola baia nei pressi di Stoccolma.
L’oggetto che scompare dopo pochi secondi verrà poi identificato 10 anni più tardi come un modello tascabile Triton 2, in forza al distaccamento spetsnaz navali di Baltijsk, presso Kaliningrad. Il mezzo, oltre ai due piloti è in grado di trasportare una squadra di quattro incursori subacquei con equipaggiamento completo ma necessita di una nave madre oppure di un sottomarino in grado di trasportarlo.

28 aprile 1983
Avvistamento sospetto di periscopi ed altre tracce nel Sundsvall, sul Golfo di Botnia a circa 200 miglia a N di Stoccolma. Nei giorni successivi gli avvistamenti si susseguono e dal 5 maggio inizia una caccia serrata ASW con mezzi navali ed aerei che si conclude il 10 maggio.
4 maggio 1983
Avvistamento non confermato a a Törefjärden, a nord di Luleå. praticamente all’apice del Golfo di Botnia. Vengono quindi deposte cariche di profondità per snidare l’intruso, ma senza risultato. Potrebbe trattarsi del sottomarino avvistato a Sundsvall il 28/4 in navigazione verso N.
5 Maggio 1983
Al largo di Sundsvall, un elicottero avvista un sottomarino non identificato, ma deve trattenere l’attacco per il sopraggiungere in area di una imbarcazioni civile con giornalisti a bordo. È plausibile si tratti dello stesso sottomarino individuato nel Törefjärden ed ora in uscita dal Golfo di Botnia dopo un tour ricognitivo/addestrativo di una settimana. La caccia ASW, con deposizione di mine antisom prosegue per diversi giorni con motovedette ed elicotteri e vengono fatte esplodere cariche di profondità (7/5) nel Klingerfiärden. Il Golfo di Botnia era solitamente frequentato dai sottomarini sovietici classe Golf dotati di missili nucleari nonché dai britannici Oberon, a caccia dei Golf.
9 maggio 1983
È ancora la base di Muskö ad attirare l’attenzione degli ignoti intrusi, che nuovamente vengono avvistati nelle acque territoriali antistanti.
10 maggio 1983
L’avvistamento questa volta avviene al largo dell’isola di Mälsten a sud di Stoccolma da parte di un ufficiale sette uomini di una postazione di artiglieria costiera svedese.
Il sottomarino, identificato come classe Whiskey, viene visto affiorare e quindi reimmergersi subito dopo.
L’emersione improvvisa potrebbe essere stata causata per evitare una secca presente nelle vicinanze.
11 maggio 1983
Viene dichiarata conclusa senza risultati la caccia al sottomarino nel Sundsvall. Le autorità militari svedesi confermano si sia trattato di due mezzi sovietici di cui in sottomarino tascabile.
17 luglio 1983
Il 1983 è un anno di frequenti avvistamenti che si susseguono con regolarità: entro dicembre se ne conteranno ben 25. Quello del 17/7 avviene nel Sundsvall, rilevata da segnatura acustica.
29 luglio 1983
Ad essere violate in questa occasione sono le acque antistanti Törefjärden, all’apice settentrionale del Golfo di Botnia. L’incidente, che causa una battuta di caccia ASW, si protrae fino al 2 agosto.
Fine agosto 1983
Davanti alla base di Karlskrona inizia una importante battuta di caccia ASW, volta a stanare un contatto rilevato nelle acque della baia. La caccia si protrae per circa un mese e vengono fatte esplodere cariche di profondità ma senza risultato.
15 settembre 1983
Avvistamento di sottomarino al largo di Söderhamm sul Golfo di Botnia, circa 230 km a N di Stoccolma. L’avvistamento si ripete due giorni più tardi a Hudiksvall, 50 km a N di Söderhamm. In entrambi i casi vengono usate cariche di profondità.
22 settembre 1983
Ennesimo avvistamento, questa volta da parte di un sottomarino che si intromette in un gruppo di navi militari svedesi impegnate in una esercitazione. L’incidente si protrae fino al 3 ottobre.
27 settembre 1983
Anche in questo caso un incontro molto ravvicinato tra un funzionario svedese e tre sommozzatori sconosciuti, che si erano intrufolati in un campo minato subacqueo steso a protezione delle posizioni di un reparto di artiglieria costiera sull’isola di Lerskär ad est di Kapellskär, penisola all’imboccatura del Golfo di Botnia. Il funzionario, avvicinandosi ai sommozzatori, uno dei quali aveva già preso terra, riesce a notare alcuni particolari nell’equipaggiamento che poi sarà in grado di descrivere. Vedendolo avvicinarsi, i tre sconosciuti sommozzatori si rituffano e scompaiono nelle acque. Il successivo confronto tra l’equipaggiamento descritto dal funzionario e quello in dotazione agli spetsnaz navali sovietici, porta gli inquirenti ad identificarli come tali, probabilmente incaricati di monitorare estensione e caratteristiche del campo minato.

ANNO 1984
1984
Nell’anno 1984 prosegue il trend discendente degli avvistamenti sottomarini accertati rispetto al massimo raggiunto nel 1982: alla fine se ne conteranno circa 20. Rimane però elevata la categoria degli incidenti non accertati bensì probabili e possibili (circa 50) entro le acque territoriali svedesi. Scendono ai minimi storici i rapporti tra i governi svedese e sovietico che riceve da Stoccolma una nuova protesta formale relativamente ad una grave violazione dello spazio aereo svedese nel corso della quale un caccia di Mosca aveva pericolosamente pedinato un Airbus della Scanair (26/8). Intrusioni di questo tipo si ripeteranno più volte, raggiungendo le 24 alla fine dell’anno. Nel 1984 raggiungono il loro apice storico le attività in Atlantico della Flotta sovietica del nord.
.
9 febbraio 1984
Nuovo rilevamento nella baia di Karlskrona dove viene captata da idrofoni sonar ed osservazioni visive la presenza di sottomarini. Inizia una caccia che prosegue per molti giorni, con detonazione di 22 cariche di profondità ma senza risultati visibili. Le successive analisi confermeranno la presenza di quattro diversi segnali: sottomarini (probabilmente tre), minisommergibili, veicoli a propulsione subacquea (DPV) e sommozzatori.
Maggio 1984
Caso di contatto sonar rilevato da un dragamine svedese in esercitazione ASW assieme ad altre unità navali ed elicotteri. Il rilevamento conferma la presenza di un veicolo non identificato in movimento di oltre 28m nonché dei vortici prodotti da una propulsione ad elica. La traccia viene in seguito attribuita ad un sottomarino tascabile.
29 settembre 1984
Quasi un incontro ravvicinato del terzo tipo, quello avvenuto 29 settembre 1984 tra un oggetto sommergibile ed un pescatore a bordo della sua barca al largo della base navale di Karlskrona.
L’impatto con l’oggetto in navigazione sotto il pelo dell’acqua sbalza fuori bordo il pescatore, che tuttavia riesce a rimanere aggrappato alla barca per poi risalirvi.
Nella denuncia rilasciata alla polizia, descrive quindi un oggetto lungo circa 2-3 munito di un bulbo vetrato entro il quale era visibile il pilota.
Il rapporto viene attenzionato dal Marinens Analysgrupp della marina svedese, che lo recepisce attendibile per via della superficie esterna dell’oggetto descritta dal pescatore come a buccia d’arancia: particolare che lo identifica come uno dei mezzi Triton I rivestiti di poliestere GRP, in forza alla brigata spetsnaz di Baltijsk.

ANNO 1985
1985
L’anno 1985 vede un calo delle intrusioni accertate, passate a 15 rispetto alle 20 del 1984 e soprattutto alle 25 del 1983. Tale riduzione è in parte dovuto all’inverno 1984/85 particolarmente freddo con conseguenti ripercussioni sulla navigabilità del Baltico e del Golfo di Botnia in certa misura gelato e cosparso di lastroni di ghiaccio. Ne deriva un ritardo nella campagna di intrusioni che, tranne nelle acque del sud e dell’ovest, inizia a maggio. Nel mese di giugno avviene una grave violazione da parte dell’aviazione strategica sovietica che viola con un bombardiere Tu 16 lo spazio aereo svedese sopra l’isola di Götland.
.
25 marzo 1985
Al largo di Göteborg inizia una operazione ASW che si protrae per tre giorni, fino al 28/3.
12 aprile 1985
A seguito di diverse segnalazioni, viene effettuata a Karlsamm nel sud della Scania, 45km ad O di Karlskrona, una operazione antisom che termina il giorno successivo e che vede l’utilizzo di cariche di profondità.
26 giugno 1985
Individuazione strumentale a mezzo idrofoni e/o altri ausili tecnici di una presenza sospetta nel Gullmarsfiärden, nelle acque dello Skagerrak a N di Göteborg. Viene lanciata una operazione ASW.
Giugno-luglio 1985
Osservatori riferiscono l’attività di subacquei nelle acque di Galö, presso la base navale di Muscö. La presenza di subacquei implica necessariamente quella di sottomarini tascabili e quindi quella di sottomarini ordinari ovvero di navi-madre al largo. L’operazione ASW non porta risultati.
8 luglio 1985
Presso Öregrund e Gräsö, nello stretto di Bottenhavert 115 km a N di Stoccolma testimoni riferiscono l’avvistamento ottico della torre di un sottomarino non identificato.
20 agosto 1985
Operazione ASW al largo di Karlskrona dove, a seguito di numerose tracce strumentali, appare in corso l’intrusione di un sottomarino tascabile ed uno ordinario. Vengono usate cariche di profondità. L’operazione si chiude il 23 agosto.
20 agosto 1985
Le acque di Göteborg nuovamente teatro di un avvistamento ottico: in questo caso la falsa torre di un sottomarino in movimento. La contemporanea operazione ASW a Karlskrona preclude la caccia al sottomarino, che quindi non può essere rilevato strumentalmente
Settembre 1985
Una grande operazione ASW viene avviata nel corso di settembre, nelle acque dell’arcipelago di Stoccolma, finendo per estendersi anche a quelle antistanti Karlskrona.
Ottobre 1985
Un grave incidente di superficie coinvolge la nave da intelligence svedese Orion, che viene speronata da un dragamine sovietico nel corso di una serie di manovre azzardate che avevano l’intento di allontanarla da un tratto di acque giuridicamente contestate all’altezza dell’isola svedese di Götland. Un incidente simile si ripeterà nel novembre 1986.
Fine ottobre-inizio novembre 1985
Nuova operazione ASW tra le isole dell’arcipelago di Stoccolma ed in particolare presso il Djurö-Kanohlmsfjärden ed attorno all’isola dinVaxolm: obiettivo, da uno a tre sottomarini, chiaramente identificati mediante strumentazione tecnica. L’analisi successiva riconosce con elevata probabilità la presenza di battelli classe Whiskey, peraltro in forza anche alla marina polacca, allora ancora parte del Patto di Varsavia.
ANNO 1986
1986
È l’anno del consolidamento del potere di Gorbachev dopo il XXVII Congresso del PCUS, ma è anche l’anno del disastro di Chernobyl che contribuirà alla rimodulazione dei rapporti est-ovest in fatto di armamenti strategici nucleari. Rimane quindi numericamente stazionario il numero delle intrusioni sottomarine in acque svedesi, 15 delle quali rilevate fino a settembre.
.
Giugno 1986
Al largo di Klintehamnsviken sull’isola di Gotland viene avvistato un periscopio in emersione che rimane visibile per un breve periodo; dopodiché il veicolo sottomarino scompare in un punto profondo 16 metri. La successiva prospezione del fondale da parte della marina svedese rileva tracce a doppio binario attribuibili ad un minisommergibile cingolato.
Giugno 1986
Il Cremlino introduce nuove restrizioni unilaterali relative alla fascia di mare conteso con la Svezia all’altezza dell’isola di Götland, proibendo ai pescatori svedesi l’utilizzo economico dell’area. Seguiranno numerosi incidenti con i pescherecci svedesi, che si vedranno abbordati e trainati a forza fuori zona e con le attrezzature da pesca distrutte. Un accordo con la Svezia verrà trovato solo nel 1988, con l’assegnazione a Stoccolma del 75% delle acque contese.
5 Novembre 1986
Il battello da intelligence svedese Orion si ritrova nuovamente coinvolto in un grave incidente in un settore di mare conteso tra Mosca e Stoccolma all’altezza dell’isola di Götland. Diversamente dallo speronamento dell’anno precedente, questa volta l’Orion viene agganciato da un cacciatorpediniere sovietico e fisicamente trascinato fuori dalle acque contestate.

ANNO 1987
1987-1991
Non risultano disponibili dati precisi sulle intrusioni avvenute nel quinquennio 1987-1991 che tuttavia, visto il clima di progressivo disgelo e distensione tra l’Occidente e la Russia di Gorbachev è plausibile siano state sensibilmente ridotte nei numeri pur se non azzerate e forse anche ammorbidite nell’approccio tattico. Nel 1987 Gorbachev introduce il concetto strategico di “ragionevole sufficienza” relativamente alle dimensioni della macchina militare sovietica: cosa che porta al passaggio dalla tradizionale “difesa offensiva” sovietica alla innovativa (per l’URSS) “difesa difensiva”..
.
Estate 1987
Nel 1987, nel corso di una verifica funzionale ai sensori magnetici di un campo minato, vengono rilevate sui fondali del Kappelhamnsviken, nella parte N di Götland tracce di cingoli analoghi a quelli rilevati nell’incursione allo Hårsfjärden di inizio ottobre 1982. Le tracce, numerose sono concentrate attorno ad un cavo sottomarino svedese per la rilevazione acustica posato nel 1986, che ad un certo punto aveva smesso di funzionare nella. Dalle simulazioni effettuate dalla marina svedese con un di un sottomarino tascabile cingolato. Un paio d’anni dopo viene rivelata l’esistenza di un modello di veicolo sottomarino sovietico in grado di produrre tracce analoghe a quelle di Hårsfjärden e Götland, ossia il Progetto 1839 DSRV.
22 settembre 1987
Nuova incursione di un sommozzatore sovietico, questa volta in navigazione emersa a bordo di un chariot, ossia di una specie di Siluro a Lenta Corsa (SLC) presso la città portuale di Norrköping, avvistato da un pescatore a bordo della sua barca. L’incursore era appena riemerso ma torna ad immergersi non appena vede avvicinarsi la barca. L’episodio avviene presso il faro di Nävekvarn, dove era presente un campo minato subacqueo, probabile obiettivo dell’incursione. Dalla descrizione viene dedotto che il mezzo, cavalcato dal sommozzatore, poteva essere un Siren, in forza alla brigata spetsnaz di Kaliningrad.
30 maggio 1988
Nuovo contatto sonar analogo a quello del maggio 1984 rilevato da un sottomarino svedese al largo del faro di Hävringe presso Oxelösund a NE di Nörrkoping. Il contatto viene classificato come “sottomarino” e provoca l’intervento degli elicotteri ASW svedesi che confermano il rilevamento. Il 2 giugno il cacciamine svedese Koster riesce a catturare l’immagine sonar del contatto. Vengono sparate granate e 32 cariche di profondità senza risultato a parte una forte turbolenza in superficie, prodotta probabilmente da uno sfiato d’aria compressa emessa dal sottomarino impegnato in manovra di fuga. Le successive analisi del segnale confermano la presenza di un veicolo di circa 30m con bassa falsa torre classificabile come un sottomarino tascabile, possibilmente un classe Piranha o Losos.
11 agosto 1990
Triton I nuovamente protagonista l’11/8/90 in un episodio che vede coinvolte due motobarche con a bordo quattro persone in procinto di attraccare alla spiaggia di un’isola dell’arcipelago di Stoccolma. La manovra viene interrotta da un oggetto navigante sotto il pelo dell’acqua che si intromette tra le due imbarcazioni causando turbolenza e prendendo poi il largo.
Dalla descrizione del mezzo, che disponeva di una superficie vetrata simile al cockpit di un F4 Wildcat, deriva la conclusione che anche il quel caso si fosse trattato di un tascabile Triton I.

Nota
Questo lavoro è un work in progress in quanto è ben lungi dall’essere completo. In tal senso potranno essere proposte versioni aggiornate via via che saranno reperite ulteriori informazioni sugli incidenti e violazioni.
Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Alla faccia del caciocavallo della distensione e del mare di pace (alias un mare di stronzate in salsa russa). Bellissimo reportage, non oso immaginare il lavoro per reperire i dati pubblicati. Bravo bravo e grazie 1000 di averlo condiviso