3 pensieri su “Viaggio psichiatrico-fantascientifico nella mente di un antisemita

  1. Prova a riscriverla perché si vede e si sente lontano un miglio che è inventata. Sei da denuncia. Prima o poi riusciremo a farti curare. Sei pericolosa. Sei da TSO.

  2. Ha fatto il ritratto preciso sputato di uno che commenta da Nicola Porro, che evidentemente non deve avere un lavoro visto il tempo che dedica a imperversare a tutto campo, indipendentemente dal fatto che l’articolo del momento abbia o no a che fare con gli ebrei o con Israele. Segnalo solo un errore: quelli addestrati dal Mossad non erano delfini bensì squali: quelli mandati a Sharm el Sheikh ad attaccare i bagnanti per rovinare il turismo dell’Egitto. Poi ci sono i topi liberati a Gerusalemme est addestrati a infestare selettivamente le case degli arabi, lo sparviero spia del Mossad catturato in Egitto con l’inconfondibile anello alla zampa – perché è ovvio che le spie del Mossad abbiano un segno inconfondibile, se no come si farebbe a riconoscerle? – arrestato, incarcerato, interrogato, e lui si è rifiutato di rispondere (sic!) dimostrando così irrefutabilmente di essere una spia del Mossad (in effetti quale spia del Mossad si metterebbe a rispondere a un interrogatorio da parte del nemico!). Poi sono sicura che debba esserci ancora qualcos’altro ma sul momento non m viene in mente.
    Eccellente articolo comunque.

  3. È l\’antica storia di Caino e Abele. Il figlio che si crede negletto trova un\’unica soluzione al proprio tormento: uccidere il figlio prediletto. Ma l\’assassinio non estingue l\’odio, anzi aggiunge senso di colpa che deve riversare sulla vittima \”che lo ha costretto al fratricidio\”. Così si perpetua il male da millenni. Nadia Mai

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