Bottom line up front (BLUF): gli Stati Uniti e i loro alleati continuano ad annunciare l’eliminazione delle restrizioni di colpire il territorio russo con le loro armi. Sono solo annunci che non hanno portato a nessuna azione concreta. Questo dibattito lunare ha consentito ai russi di riorganizzare alcuni dei loro assetti, eliminando così la possibilità di colpirli duramente qualora le restrizioni dovessero cadere.
Ultimamente sono circolate notizie secondo cui gli statunitensi e i britannici avrebbero autorizzato gli ucraini all’uso di armi a lungo raggio sul territorio russo (https://x.com/juliegraceb/status/1833491171428987257), la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: di nuovo?
Già perché è da maggio che l’amministrazione statunitense annuncia di voler togliere alcune restrizioni sull’impiego delle armi a lungo raggio da parte degli ucraini (https://www.defensenews.com/global/the-americas/2024/07/02/how-us-strike-curbs-for-ukraine-morphed-from-caveats-to-common-sense/). Così come lo ha annunciato il neo Primo Ministro britannico (https://news.sky.com/story/keir-starmer-gives-go-ahead-for-british-missiles-to-be-used-in-strikes-against-targets-inside-russia-13176370). Però gli effetti di tutto questo sono stati nulli, dato che, come si può immaginare, nessuna restrizione è stata tolta, gli annunci sono stati sempre corretti e le autorizzazioni sbandierate si sono perse nella burocrazia. Sola una cosa è stata modificata: l’impiego dei GMLRS

Queste armi, con una gittata di 70 km, per il peso dell’esplosivo trasportato sono tecnicamente classificabili come proiettili di artiglieria, i quali non hanno mai sofferto di alcuna restrizione specifica. Le granate occidentali da 155 mm, piovono sul territorio russo dal 2022, il problema è che l’artiglieria ha generalmente un impiego tattico, non è in grado di assolvere un ruolo strategico almeno finché la gittata rimane intorno ai 100 km. Alla fine, nonostante gli annunci, nessun governo occidentale ha autorizzato l’uso di armi a lunga distanza, ma questo rutilare di dichiarazioni politiche ha un costo. Come fa notare il Col. Markus Reisner dell’Esercito austriaco, i cacciabombardieri russi che tengono sotto pressione le linee ucraine con le loro bombe plananti, sono stati rischierati oltre i 300 km di distanza dal fronte, facendo sfumare così la possibilità di colpirli con i missili balistici ATACMS e con i missili Storm Shadow lanciati da aerei, che hanno una gittata massima compresa tra i 250 e i 300 km (https://www.nytimes.com/2024/09/12/world/europe/biden-ukraine-strike-russia.html). Così noi occidentali sembriamo voler condurre una guerra d’influenza, mettendo in guardia i russi circa le terribili conseguenze che potrebbero affrontare. I russi pragmaticamente ci credono quanto basta, si riorganizzano, spostano gli aerei e continuano a bombardare gli ucraini. Come sempre in guerra annunciare non serve a molto, parafrasando Yoda:” colpire o non colpire, non c’è annunciare”.

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