5 pensieri su ““Vai a leggere i commenti su internet”

  1. La guerra ibrida di cui Marta Ottaviani parla in dettaglio nel suo “Brigate Russe” a mio avviso è forse lo strumento più efficace che Putin ha messo in gioco a partire dalla fabbrica di troll installata ancora a Sanpietroburgo da Prigozhin. Certo avvisaglie di questo sistema con metodi diversi, sono presenti anche prima. Il fatto è che funzionano. E Putin lo sa bene. Non tutti hanno voglia e tempo e magari a volte anche interesse ad andare oltre.

    1. Assolutamente d’accordo. Le armi più potenti sono quelle dell’informazione. Anche più di quelle nucleari. In Russia lo sanno bene.

  2. Mi è capitato di leggere i commenti su siti cinesi: bellissimi. Armonia pura. Meglio tenersi la nostra democrazia. D’altronde anche Facebook con la brexit ha fatto un buon lavoro con cambridge analytica e la sua propaganda Pro leave. Credo non ci sia una soluzione. Siamo tutti soggetti a questo tipo di propaganda. Tik tok né un altro esempio. Il tik tok cinese è ben diverso da quello occidentale. Promuove contenuti diversi. Il problema dei nostri dati di cui le multinazionali sono in possesso e che forniscono poi ai relativi governi è un grosso problema ma irrisolvibile. Poi se vogliamo dire che la propaganda americana è buona perché noi siamo suoi alleati. È un po’ come era il discorso del 5G quando dovevamo decidere se utilizzare quello cinese o quello americano (che però non era ancora pronto): quale scegliere? Bisogna vedere se si può essere spiati dai cinesi o dagli americani. Comunque chi possiede quella tecnologia è in grado di spiarci. Mi ricordo le rivelazioni di WikiLeaks, venne fuori che Berlusconi la Merkel e Sarkozy erano spiati dagli USA evidentemente pensavano fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Personalmente credo che il problema più urgente ritengo sia la creazione di un esercito europeo ma credo che non succederà mai. Al di là delle belle parole e delle promesse. Se qualche coglione si fa influenzare dalla grossolana propaganda russa ce ne faremo una ragione. Conosco personalmente una persona che è soggetto a tale tipo di propaganda; non ci si può far niente, è vero però che credendo a queste fake news ha finito per infiltrarsi in un gruppo ai limiti della legalità ed ha anche subito una perquisizione della polizia. Però rimane un coglione tipi di persone che ci sono sempre stati anche se l’effetto moltiplicatore dei social media ne ha fatto aumentare il numero.

    1. Discorso fuori tema, in realtà.

      In ogni caso la separazione fra pubblico e privato che c’è in Occidente è un punto dirimente. Facebook non è “degli USA”, ma “di Zuckerberg”. Non si può dire altrettanto di TikTok, che come giustamente noti in Cina è vietato. Altro discorso ancora sono le possibili sovrapposizioni tra pubblico e privato, ma credo sia chiara la differenza tra un sistema autoritario in cui tale sovrapposizione è strutturale e fisiologica ed un sistema democratico in cui tale sovrapposizione è occasionale e patologica.

      Questo fa sì che un social creato negli USA possa essere utilizzato da attori stranieri per danneggiare gli USA stessi. Il punto è questo. Anche il coinvolgimento della Russia e di putiniani a stelle e strisce nello scandalo di Cambridge Analytica, che ha avuto come principale beneficiario Trump, ne è la dimostrazione.

      Detto questo, l’articolo parla di tutt’altro, ovvero del ruolo dei commenti su internet nella guerra ibrida. Che è un terreno su cui la Russia è anni luce davanti agli USA e all’Europa.
      Il fatto che Sarkozy ed altri, secondo Wikileaks (fonte sulla cui affidabilità è opportuno esercitare un sano scetticismo), siano stati spiati dagli USA, non c’entra granché.

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