L’UNRWA nasce, con le migliori intenzioni, l’8 dicembre del 1949 per sostenere il soccorso e lo sviluppo umano dei rifugiati palestinesi ma con 2 pecche di base: quella di aver dotato i palestinesi di un’agenzia a sé facendone un caso unico (di tutti gli altri rifugiati del mondo si occupa l’UNHCR); quella di conferire lo status di rifugiati a tutti i discendenti, compresi i bambini legalmente adottati o persone cittadine di altri paesi da più generazioni che di “rifugiato” non hanno nulla.
Differenza con l’UNHRC
A differenza dell’UNHCR, che opera per fare sì che i rifugiati trovino una sistemazione e cessino di essere rifugiati, l’UNRWA deve la sua esistenza al mantenimento dello status di rifugiato che infatti estende a livello ereditario. In breve, mentre per gli altri rifugiati del mondo le soluzioni politiche sono auspicabili, per l’UNRWA la creazione di uno stato palestinese minerebbe la sua ragione di esistere e ricevere fondi. Quale dipendente opererebbe per il dissolvimento del proprio datore di lavoro?
Vulnerabilità
Malgrado l’enorme supporto umanitario che negli anni l’UNRWA ha portato alla popolazione palestinese, la sua peculiarità rispetto ad altre agenzie dell’ONU l’ha resa vulnerabile, fino a farne strumento di Hamas. Per comprendere come si è espressa questa vulnerabilità riassumiamo i punti salienti delle controversie degli ultimi 20 anni.
Le controversie
Il primo campanello di allarme di una certa risonanza risale all’ottobre 2004, quando l’allora commissario generale dell’UNRWA Peter Hansen dichiarò in un’intervista al canale canadese CBC TV di essere sicuro che ci fossero membri di Hamas sul libro paga dell’UNRWA e di non considerarlo un crimine. Le sue parole suscitarono sdegno e spinsero il segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, a non rinnovargli l’incarico. A destare oltraggio non era stato solo il fatto che Hansen aveva aggiunto che i sostenitori di Hamas tra il personale dell’UNRWA potevano ammontare a circa il 30% dell’organico, ma il suo non considerarlo un crimine (sebbene Hamas fosse già considerata un’organizzazione terroristica da numerosi Paesi). L’affermazione era indicativa di due questioni: la prima che – attraverso il personale – Hamas aveva, se non il controllo, certamente presa all’interno dell’agenzia; la seconda, che ai vertici esisteva una mentalità se non connivente quantomeno tollerante rispetto ad un’organizzazione che nel suo manifesto ambiva alla distruzione dello Stato d’Israele.
Contro quella mentalità, qualche anno dopo, nel 2009, James G. Lindsay, ex consigliere generale dell’UNRWA e collega ricercatore del Washington Institute for Near East Policy, pubblicò un rapporto in cui criticava le pratiche dell’UNRWA concludendo che l’agenzia non stava estromettendo i terroristi dalle sue fila.
“L’UNRWA ha adottato pochissimi passi per individuare ed eliminare i terroristi dalle fila del suo staff o dai suoi beneficiari, e nessun passo per impedire ai membri di organizzazioni come Hamas di unirsi al suo staff. L’UNRWA non effettua controlli di sicurezza prima dell’assunzione e non monitora il comportamento durante il tempo libero per garantire il rispetto delle norme antiterrorismo dell’organizzazione.”
Controllo del settore scolastico
Nello stesso anno, l’europarlamentare Paul van Buitenen chiedeva alla commisione del parlamento europeo chiarimenti sulle presunte connessioni tra Hamas e l’UNRWA per quanto riguardava l’educazione.
“Suhil el-Hindi ha vinto le elezioni del comitato dei lavoratori dell’UNRWA tenutesi il 14 giugno 2006. Suhel el-Hindi è il capo del settore insegnanti nelle scuole dell’UNRWA e si identifica apertamente come rappresentante di Hamas. Controlla il curriculum delle scuole dell’UNRWA, l’assunzione degli insegnanti in quelle scuole ed i campi estivi… Quali conseguenze avrà per il sostegno finanziario dell’UE all’UNRWA?”
L’istruzione è il settore di attività più importante dell’UNRWA. Gestisce uno dei sistemi scolastici più grandi del Medio Oriente, che comprende 711 scuole elementari e preparatorie, otto scuole professionali e tecniche e due istituti di formazione degli insegnanti. È stato il principale fornitore di istruzione di base ai bambini rifugiati palestinesi dal 1950. Il ruolo fondamentale dell’UNRWA nell’educazione dei giovani palestinesi fa comprendere quanto pericolose potessero essere le infiltrazioni di Hamas nel suo interno.
Controllo del sindacato
Nel 2013, Jonathan Dahoah-Halevi, ricercatore senior sul Medio Oriente e l’Islam radicale presso il Centro per gli affari pubblici di Gerusalemme, affermò che “il sindacato dei lavoratori dell’UNRWA era stato “controllato in pratica da Hamas per molti anni.” Il documento, dal titolo:
ESPORRE E RIFORMARE L’UNRWA
metteva in luce come si fosse a conoscenza che l’acquiescenza nel consentire a personale vicino ad Hamas di formare una fetta consistente degli organici dell’UNRWA avesse portato ad un reindirizzamento dei fondi verso cause lontane da quelle umanitarie e metteva in guardia gli Stati Uniti dal continuare ad elargire ingenti somme all’UNRWA fino a quando l’organizzazione non fosse stata ristrutturata:
“Non ci sono scuse perché gli Stati Uniti continuino a finanziare in modo sfrenato l’UNRWA, soprattutto date le implicazioni legali e il fatto che i fondi vengono utilizzati per reclutare illegalmente e indottrinare bambini palestinesi innocenti alla violenza suicida-omicida.”
Nello stesso rapporto veniva anche posta l’attenzione sul fatto che Hamas utilizzasse i fondi dell’UNRWA per creare testi didattici che fomentano odio verso Israele e che i campi estivi allestiti per ragazzi spesso si trasformavano in veri e propri campi di addestramento alla Jihad.
Incitamento suoi social media
Malgrado l’iniziativa per riformare l’UNRWA, annunciata dal Centro per la ricerca politica sul Vicino Oriente nel marzo 2014, nell’ottobre 2015, almeno dieci dipendenti dell’UNRWA utilizzarono i social media per incitare palestinesi ad attacchi contro israeliani. Uno di questi, su Facebook, invitava ad “accoltellare cani sionisti“. Il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite affermò che più di 90 pagine Facebook che violavano le regole dei social media dell’UNRWA erano state rimosse.
Pochi mesi prima, nell’agosto 2014, diversi senatori statunitensi avevano chiesto un’indagine sulla presunta partecipazione dell’UNRWA al conflitto Gaza-Israele del 2014, accusando l’UNRWA di essere complice di Hamas. I senatori scrissero che i contribuenti americani “meritano di sapere se l’UNRWA sta adempiendo alla sua missione o prendendo posizione in questo tragico conflitto”.
Il portavoce del Dipartimento di Stato Edgar Vasquez dichiarò al Jerusalem Post:
“La comunità internazionale non può accettare una situazione in cui le Nazioni Unite – le sue strutture, il suo personale e coloro che protegge – vengono usate come scudi per militanti e gruppi terroristici.”
Nel dicembre del 2019, dopo l’uccisione da parte di Hamas di alcuni palestinesi accusati di essere spie d’Israele, l’allora portavoce dell’UNRWA, Chris Gunness scrisse un poemetto natalizio in cui celebrava la morte dei traditori che pendevano dai lampioni. Non certo un esempio eccelso di neutralità umanitaria.


Il suo account fu sospeso (non sappiamo se specificatamente per quel tweet) tanto che qualche tempo dopo dovette crearne un altro (@MyanmarAProject).
Sospensione dei fondi
In quel periodo, durante l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti sospesero i fondi all’UNRWA. Il Segretario di Stato Mike Pompeo definì l’agenzia “un ostacolo per la pace”.
Nel 2021 fu la volta della UE a minacciare di trattenere 20 milioni di euro in aiuti all’UNRWA a meno che non fossero state apportate modifiche immediate al curriculum educativo. Secondo la risoluzione, il Parlamento europeo era “preoccupato per l’incitamento all’odio e la violenza insegnati nei libri di testo scolastici palestinesi e utilizzati nelle scuole dall’UNRWA.”
Dopo l’ingresso dell’IDF a Gaza il governo israeliano ha accusato 12 dipendenti dell’UNRWA di avere preso parte all’assalto di Hamas del 7 ottobre fornendo i nominativi, il ruolo svolto e come era stato possibile identificarli (in alcuni casi, secondo il New York Times, attraverso la geolocalizzazione dei cellulari in territorio israliano durante l’attacco, in altri, attraverso chat online). Le accuse hanno spinto gli Stati Uniti e diversi altri paesi ad interrompere le donazioni all’UNRWA e le Nazioni Unite ad aprire un’inchiesta.
Infine, a febbraio è avvenuto il ritrovamento del data center di Hamas sotto il quartier generale dell’agenzia dell’Onu e si è scoperto che era collegato ad esso e alimentato attraverso la stessa rete elettrica.
Alcuni giorni dopo, l’europarlamentare svedese David Lega, membro del Comitato Affari Esteri e Diritti Umani nel corso della relazione della commissione al parlamento europeo ha elencato alcuni dei fatti più salienti degli ultimi mesi riferendo del canale telegram dei dipendenti dell’Unrwa, con migliaia di utenti, in cui si celebrava liberamente la strage del 7 ottobre; dei rapporti a disposizione della commissione che mostrano che circa 1200 dipendenti dell’UNRWA sono membri attivi di gruppi jihadisti; il data center di Hamas e quello dell’UNRWA l’uno sotto l’altro, alimentati dalla stessa corrente.
“Non ho mai sentito parlare di un fallimento più grande riguardo a qualsiasi progetto di aiuto umanitario”.
David Lega concludeva che i palestinesi hanno bisogno di un’organizzazione che si occupi delle loro necessità e non di una in cui si celebra il terrorismo; una in cui la totalità del personale si preoccupi del loro benessere non una nella quale oltre 1.000 dipendenti affiliati a gruppi terroristici; una alla quale l’Unione Europea possa affidare i fondi sapendo che sono usati per la popolazione.
“Dovrebbe l’UNRWA continuare ad operare? Se sì, di quante altre prove avremmo bisogno? A che punto si deciderà che è abbastanza? Esiste un limite?”
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Grazie. Informazioni preziose su argomenti che la gente comune come me non conosce. Nadia Mai
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Grazie.
Bellissimo articolo ma veramente terrificante (UNRWA va cancellata)la nostra incapacità nell avere una reazione forte decisa e soprattutto efficace una volta che si presenta un problema gigantesco come questo.
Non ci vogliono inchieste lunghe e inutili da quanto i fatti e le dichiarazioni sono evidenti…ci vuole solo di trovare una soluzione sicuramente non facile ma obbligatoria perché direi che così non si può più andare avanti
Grazie, purtroppo all’interno dell’Onu ci sono personaggi come Martin Griffiths ( nominato da Guterres) che a tutt’oggi, cioè dopo la strage del 7 ottobre, sostengono pubblicamente che Hamas non è un gruppo terrorista ma un “movimento politico”.
Siamo innanzi ad una mentalità di accondiscendenza al terrorismo ai vertici dell’Onu decisamente inquietante.
Ah però mi dai un altra notizia così tranquilla tranquilla (la notizia ?)
Ma quindi ha questo punto possiamo tranquillamente dare per totalmente compromesso e da rifondare Onu poiché hanno sicuramente implicazioni (soldi ?) con Hamas e mi sa più in generale con tutte le dittature (vedi calorosa stretta di mano a Lavrov)
Senno giuro (se non per soldi) non riesco a capire come persone che vivono come noi possano appoggiare personaggi che apertamente ci minacciano di morte o sottomissione.
Scusa se mi dilungo ma pensavo ad un esempio calzante…Ghali che dal palco parla di genocidio ed implicitamente appoggia Hamas ma si rende conto o no che con quel completino azzurro che aveva all Ariston a Gaza non dura 5 minuti vivo.
Cortocircuiti cerebrali che non riuscirò mai completamente ha capire ?