
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo commento di Yoda (@politicaperjedi.bsky.social) in risposta all‘articolo di Claudio Pavoni pubblicato su InOltre di ieri. E ci farebbe molto piacere aprire un dibattito serio sui mali che affliggono la Capitale.
Caro Claudio Pavoni,
oggi sullo stimatissimo e libero blog Inoltre lei bacchetta il sindaco Gualtieri perché ricorre a un sistema automatizzato per le sanzioni ai veicoli in doppia fila.
Di traffico e illegalità spicciola a Roma si muore, letteralmente. Roma si è relegata a un umiliante ruolo di inseguitrice rispetto alle capitali più moderne ed efficienti. Se escludiamo il suo stupefacente patrimonio culturale e monumentale, Roma è costretta a recuperare un gap pauroso di infrastrutture, servizi, cultura civica rispetto a qualsiasi altra metropoli europea.
Gualtieri non è un sindaco carismatico, ma non è stato con le mani in mano. Ha cominciato con infrastrutture importantissime, in primis il termovalorizzatore che è un gigantesco passo avanti per il rientro di Roma nella normalità e legalità ambientale. Poi la linea C, nuove linee tranviarie (incredibilmente osteggiate da potenti stakeholder cittadini), riqualificazione di piazze e strade. Nel mentre ha eliminato i cumuli di spazzatura lasciati in eredità dalla Raggi e ha riportato i vigili in strada.
Le multe alla doppia fila arrivano dopo tre anni, e arrivano al momento giusto. Adesso a Roma anche i romani devono fare la loro. Le nuove tecnologie vanno adottate con giudizio e senza accanimento, e non ho dubbi – conoscendo un po’ Gualtieri – che così sarà. Si annuncino in anticipo le strade oggetto di vigilanza, si faccia la dovuta comunicazione e prevenzione. Ma poi è giusto che si ponga fine allo sconcio per il quale le strade di Roma sono di fatto un enorme parcheggio a cielo aperto per la strepitosa flotta di circa due milioni di veicoli (oltre ai motocicli) che i romani si sono abituati a usare per qualsiasi spostamento, o semplicemente perché piove. La sosta irregolare è una piaga indegna e una minaccia per la sicurezza stradale, in una città dove muoiono 150 persone all’anno sulle strade.
Adesso basta argomenti piagnoni con le quali troppa politica locale populista ha lisciato per decenni il pelo agli elettori. Il sindaco sfida i romani su un terreno rischioso, quello della legalità e del rispetto per la loro città. Questa sua iniziativa va seguita, commentata, se necessario giudicata nella sua attuazione e corretta di eventuali errori; ma non boicottata né irrisa, perché il benessere e la qualità della vita dei cittadini romani passano per la loro capacità di osservare le stesse regole di civiltà che rendono belle e vivibili città di gran lunga meno fortunate di Roma.
Con stima. Yoda
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