14 pensieri su “UNIFIL: quarantasette anni di mandato tradito

  1. Una cosa sono gli accordi commerciali dei singoli paesi (discutibili) che rispondono a logiche commerciali, un’altra è quella di dare legittimità istituzionale a chi ha preso il potere con la forza o con elezioni farsa (vedi Iran, Venezuela o Russia). Ripeto: a che titolo questi siedono al loro seggio all’ONU? Dovrebbe essere rimosso il loro diritto di voto e ed il loro status trasformato in osservatore.

    1. Cosa significa a logiche commerciali? Se tratti con una certa autorità per fare degli accordi sul loro territorio e non solo, significa che la stai legittimando anche come istituzione. Perché devi rispondere alle loro regole e leggi, fatte osservare da quella autorità.
      La Russia è membro permanente, così come la Cina che addirittura non permette nemmeno elezioni farsa. Come si fa ad escluderli ora? Solo con la forza oppure gli altri Paesi democratici dovrebbero abbandonare l’Onu di loro volontà.
      Alla fine cambierebbe qualcosa? I Paesi democratici se si riunissero tra di loro non farebbe cambiare le sorti di quelli autoritari, senza interventi diretti.

  2. Qualcuno ricorda Srebrenica nel 1995? 8350 persone uccise sotto gli occhi dei Caschi Blue olandesi che non mossero un dito. L’inutilità delle missioni ONU è palese.

    1. Già, l’ennesima infamia dell’Onu. E approfitto di questo richiamo per ricordare il seguito di questa storia, riportando il testo di un mio post del dicembre 2006 (questo non lo posso linkare perché pubblicato su una piattaforma che da molti anni non esiste più).

      Ve lo ricordate il massacro di Srebrenica dell’11 luglio 1995? Ve li ricordate quegli 8-10.000 civili rastrellati, torturati, massacrati e poi buttati nelle fosse comuni? Ve li ricordate i caschi blu olandesi delle “forze” Onu rimasti lì a guardare senza intervenire? Bene, ora sono stati premiati. No, non per qualcos’altro. Non per qualche eroica azione compiuta nel frattempo, no: proprio per quella cosa lì sono stati premiati. Non erano stati personalmente i soldati, naturalmente, a scegliere di non intervenire: la responsabilità va attribuita alle inadeguate regole d’ingaggio, all’armamento insufficiente, alla mancanza di copertura aerea, alla scarsa decisione della Nato, al mancato intervento del quartier generale dell’Onu a Zagabria; a qualcuno, tuttavia (come ai superstiti del massacro, per esempio, o ai parenti delle vittime), il conferimento addirittura di una onorificenza è sembrato un tantino eccessivo, ma non al governo olandese, che ha conferito 500 medaglie e scoperto una lapide.
      Chissà, forse allora c’è qualche speranza anche per i nostri soldati che stanno guardando gli hezbollah che si riarmano a tutto spiano per andare a distruggere Israele, che non fanno pattugliamenti notturni perché è pericoloso, che non istituiscono posti di blocco perché non è previsto, che non fermano i terroristi perché non è compito loro. Se poi i francesi manterranno la loro promessa di sparare agli aerei israeliani costretti a compiere voli di ricognizione per ovviare, almeno in parte, ai mancati interventi delle truppe Onu, vuoi vedere che ci scappa anche un Nobel per la pace?

  3. Corretto, nella fretta avevo semplificato (erano implicitamente escluse le monarchie parlamentari). Preciso il senso del commento: esaminando i paesi dove non si tengono elezioni libere e multipartito (vedi per esempio la mia lista) la domanda resta: a quale titolo queste persone proclamano di rappresentare un paese o un popolo presso l’ONU?

    1. Sì, si era capito naturalmente, ma siccome sono notoriamente una gran rompi@@, e siccome, come canta il Poeta, “il maestro è nell’anima, e nell’anima per sempre resterà” anche quando va in pensione, ho sentito l’incontenibile necessità di puntualizzare…

  4. Ah, dimenticavo: in merito all’ultima vicenda che ho ricordato, nel numero del 5 agosto 2001 del manifesto possiamo leggere: “L’intera vicenda dei videotape è stata largamente usata dal governo Sharon per cercare di gettare discredito sulle forze dell’Onu mai gradite ad Israele come qualsiasi forza internazionale in grado di limitare o di testimoniare sui suoi crimini.”
    Se non soffrite di acidità di stomaco potete provare a leggere l’intero allucinante articolo qui:
    https://ilmanifesto.it/archivio/2001011959

  5. Cambiando scenario geografico e politico, ma restando sempre in tema ONU, mi permetto di ricordare un episodio che forse non tutti conoscono: nel gennaio 1994 il generale Dallaire, comandante delle forze ONU in Ruanda, inviò a Kofi Annan, all’epoca capo delle missioni di pace dell’ONU, l’informazione che era imminente la messa in atto di un genocidio: Kofi Annan scelse di non intervenire. Tre anni e mezzo (e un milione di morti) più tardi Kofi Annan, diventato nel frattempo segretario generale dell’ONU, impedì al generale Dallaire di testimoniare in proposito (a chi volesse saperne di più sul genocidio in Ruanda, suggerisco il bellissimo e agghiacciante “Desideriamo informarla che domani verremo uccisi con le nostre famiglie” di Philip Gourevitch, Einaudi).
    Tutti invece sanno, ma forse non tutti ricordano, la parte avuta da Kofi Annan in quello che a Durban doveva essere un convegno internazionale sul razzismo e si trasformò in un’orgia di razzismo e di odio antiisraeliano e antisemita.
    E poi c’è stato il “massacro di Jenin” per il quale il signor Kofi Annan ha ripetutamente invocato una commissione d’inchiesta salvo poi smettere immediatamente di chiederla non appena è risultato chiaro che non c’era stato nessun massacro di cui incolpare Israele, e poi c’è stato Oil for food, e poi ci sono stati gli abusi sessuali e gli stupri dei caschi blu su donne e bambine in Africa occidentale e in Congo, e poi… E tutto questo solo durante il regno di Sua Maestà Kofi Annan I.
    Tornando invece all’UNIFIL, è forse il caso di ricordare che anni fa (ma ignoro se quello sia stato l’unico caso), in un momento in cui la situazione in Libano era diventata particolarmente calda, i nostri eroi si sono rifugiati in Israele, da dove hanno svolto un’intensa attività di monitoraggio, come ho documentato qui…
    https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2015/10/25/israele-nove-10/
    (sì, lo so, continuo a invadervi con le cose mie, ma tanto lo so che siete buoni e mi perdonerete)
    Magari, volendo proprio insistere, si potrebbe ricordare anche quella volta che nell’ottobre del 2000, poco dopo il ritiro israeliano dalla fascia di sicurezza in Libano, una banda di terroristi hetzbollah munita delle insegne dell’Onu, attraversa il confine del Libano, penetra illegalmente in territorio israeliano e rapisce, per ucciderli, tre soldati israeliani. E l’Onu contempla lo spettacolo. Non senza fare niente però: mentre contemplano e ammirano lo spettacolo provvedono anche a filmarlo. Israele lo viene a sapere. E l’Onu? Nega. Nega per un anno intero. Poi finalmente, messa alle strette, si decide ad ammettere che sì, il filmato effettivamente c’è, ma Israele non lo può vedere. E perché? Perché in tal caso potrebbe riconoscere i terroristi, e allora dove andrebbe a finire la preziosissima neutralità e imparzialità dell’Onu, se adottasse un atteggiamento tale da favorire una delle parti in causa? Alla fine, dopo un lungo tira e molla, ne concedono la visione, ma una sola volta e senza la possibilità di registrarlo, ossia senza lasciare in mano a Israele la minima prova.

    1. Analisi lucidissima e, purtroppo, necessaria. Avendo lavorato come cooperante in Africa per ONG italiane e internazionali in Angola, Repubblica Centrafricana, Congo, Mozambico e Burundi, ho potuto toccare con mano l’ambiguità e la sostanziale inefficacia dell’apparato ONU. Spesso, quella che viene spacciata per ‘neutralità’ è un immobilismo che non solo non risolve i conflitti, ma finisce per aggravare i danni alle popolazioni locali. La mia esperienza in questi Paesi conferma che, dietro la facciata diplomatica, si cela un’autoconservazione burocratica capace di sacrificare sistematicamente la verità sull’altare del quieto vivere politico.

  6. L’Onu non vive di propria autonomia, è il complesso di tutte le nazioni al mondo che permettono la sua esistenza e continuazione; compresi i Paesi democratici e occidentali che per anni hanno sorvolato e sorvolano sui diritti e sulle politiche di certi Paesi autoritari per convenienza politica e interessi economici necessari al proprio sviluppo e alla crescita.
    E anche per non intraprendere azioni militari e guerre costose non solo a livello economico e umano, ma anche di immagine e consenso presso parte dell’opinione pubblica interna.
    Si sono portati avanti compromessi e accordi instabili per non dover compiere scelte difficili e incerte nei risultati.

  7. Il problema è di base. Queste persone siedono all’ONU senza avere avuto un mandato popolare per cui non si capisce a che titolo rappresentino il loro paese. Stessa cosa per Russia, Corea del Nord, Venezuela, etc.

    Capisco che ai tempi della creazione dell’ONU non ci fosse scelta (moltissime erano monarchie), ma la realtà è che noi accettiamo, come pari, entità che hanno “sequestrato” un paese, di fatto accettando un crimine che dovrebbe essere perseguito dalla Corte Penale Internazionale.

    1. Mi scusi, ma non credo che citare le monarchie in questo contesto, come se monarchia fosse sinonimo di assolutismo o addirittura terrorismo, sia corretto: non direi che Svezia, Norvegia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda ecc., che sono tuttora monarchie, siano l’esatto equivalente del Qatar. Dall’altra parte, oltretutto, cioè delle repubbliche, abbiamo roba come Afghanistan, Pakistan, Iran, corea del nord…

    2. Di fatto abbiamo legittimato e legittimiamo quelle leadership attraverso accordi commerciali, investimenti e altro per il nostro interesse e i nostri bisogni interni.
      Propone di fare la guerra a tutti quei Paesi condotti da dittature altrimenti? A parole sembra tutto facile.

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