

La nascita di un nuovo giornale per me significa due cose.
La prima è che nonostante tutte le critiche che riceve (se le merita, eh) iniziative come InOltre News dicono che l’informazione in Italia merita ancora speranza.
La seconda è che evidentemente non è necessario che chi collabora oppure lavora per queste testate debba essere per forza un professionista: può avere la stessa capacità, etica, competenza e impegno dei giornalisti integrati nel sistema dei media, pur facendo altro nel proprio lavoro.
Grazie grazie, infine, per aver creduto in una “missione impossibile” non solo utile, ma che restituisce dignità e alternative a un giornalismo che vorrei ridiventasse il lavoro che mi ha conquistato al liceo – e al quale ho dedicato tutta la vita.
Stefano Tenedini
Caro Stefano, lasciami dire che hai colto perfettamente lo spirito che anima il progetto InOltre. Un progetto che viaggia su due gambe: contenuti e metodo.
I contenuti sono quelli della difesa dei valori occidentali e della democrazia liberale. In Italia facciamo parte di una stretta cerchia ma non siamo gli unici e ci sono voci autorevolissime che hanno mezzi immensamente superiori ai nostri.
Ma, a dirla tutta, è il metodo che ci rende davvero orgogliosi. C’è un’Italia pensante, capace di analizzare e scrivere con profondità, che però resta per lo più invisibile. E allora ci siamo detti: proviamo a spostare il baricentro, a dimostrare che autorevolezza e credibilità sono qualità che possono emergere ovunque ci sia competenza, passione, ironia e onestà intellettuale.
Il nostro piccolo esperimento parte da qui: dalla noia per un circuito mediatico autoreferenziale che da anni ruota attorno agli stessi trenta volti, alle stesse firme, alle stesse opinioni. Non per sfiducia o disistima (a volte ci sono anche quelle) ma per la semplice constatazione che la realtà è più ampia, più varia, più interessante del recinto in cui è stata costretta.
Eravamo anche stanchi di quella balla suprema che il giornalismo sia un mestiere “neutrale”. Ogni giornalista – anche il più rigoroso – guarda il mondo da un punto di vista, con una propria formazione, sensibilità, e sistema di valori. Fingere che non sia così non è segno di obiettività, ma di ipocrisia da furbastri. Il nostro obiettivo non è eliminare il punto di vista ma dichiararlo e apparecchiarlo a tavola in bella vista.
La neutralità ostentata, la ppppprofessionalità non sono affatto sinonimo di imparzialità. Si può essere imparziali – cioè onesti, verificando le fonti, rispettando i fatti – pur avendo un orientamento valoriale chiaro. È anzi quello il giornalismo più autentico: quello che dichiara la propria prospettiva e si assume la responsabilità di sostenerla con la massima tensione possibile verso rigore e trasparenza.
InOltre vuole essere questo: un laboratorio aperto dove chi ha qualcosa d’interessante da dire, chi sente il bisogno di condividere le proprie idee possa farlo in piena libertà. Un luogo dove il giornalismo torni a essere anche un’autentica passione civile
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Sono stata beneficata, a mia insaputa, con l’iscrizione a InOltre e condivido appieno il plauso espresso dal Sig. Tenedini.
“Si vendono più giornalisti che giornali” citazione da Luigi Mascheroni, è un’affermazione purtroppo realistica, ma che non riguarda InOltre. Grazie per il vostro lavoro e la vostra passione.
P.S. Ultimamente non compaiono più i commenti dei lettori. È una nuova decisione della redazione o un procedimento scorretto da parte di chi commenta?
Grazie.
Nadia MAI
Questa volta è comparso. Probabilmente imperizia mia.