Il Cancelliere tedesco Scholz ha incontrato Xi Jinping nel suo ultimo giorno del viaggio a Pechino. La copertura stampa è stata planetaria quello che però analizzeremo qui è la visione cinese dell’incontro tra i due.
BBC Cina apre con “Attualmente UE sta avviando un’indagine compensativa sui nuovi veicoli energetici cinesi e la situazione tra Russia e Ucraina rimane tesa. Il mondo esterno presta attenzione a come Scholz discuterà con la Cina di questioni come la cooperazione economica e commerciale” e da questo già si evince che quello che preme a Pechino non è certo farsi dettare da Scholz o dall’EU le condizioni di un allentamento dell’allerta cui è stata di recente innalzata la politica economica europea verso la Cina. Anzi tutt’altro, Pechino pensa davvero di avere una possibilità di negoziare un accordo con EU che sia vantaggioso per entrambi. Di questa convinzione ci sono due responsabili, il primo è la visione cinese secondo cui un “no” è politicamente impossibile, cosa che induce tutti gli interlocutori cinesi a glissare sempre sulle richieste di intermediazione presso il “fraterno amico” che continua la sua guerra di espansione in Ucraina. Il secondo responsabile della convinzione cinese di riuscire a strappare accordi commerciali in EU è senza alcuna ombra di dubbio la visita di Scholz e il suo farsi avanti esercitando pressioni per un migliore accesso al mercato per le aziende tedesche in Cina. I colloqui con Xi hanno coronato un tour di tre giorni in Cina durante il quale Scholz ha camminato sul filo del rasoio, trasmettendo le crescenti preoccupazioni in Europa riguardo alle politiche economiche di Pechino e al sostegno alla Russia e promuovendo al tempo stesso legami commerciali con il maggiore partner commerciale della Germania. Questo è un elemento che ha in parte oscurato le precedenti dichiarazioni del cancelliere in cui ha esortato Xi a esercitare pressioni sulla Russia affinché ritiri le sue forze dall’Ucraina per poi passare direttamente a occuparsi degli interessi commerciali tedeschi. “La Cina non ha alcun conflitto di interessi “fondamentale” con la Germania”
dice Xi a Scholz e dice anche che nessuna delle due parti rappresenta una minaccia per la sicurezza dell’altra e che dovrebbero continuare a rafforzare i loro legami economici. A tal fine il vice premier cinese He Lifeng ha incontrato una delegazione economica tedesca che accompagna il cancelliere Scholz in visita in Cina con le due parti che si sono scambiate opinioni sull’approfondimento della cooperazione economica e commerciale tra Cina e Germania. Nelle dichiarazioni pubbliche in Cina il cancelliere non ha fornito sostegno all’agenda di riduzione dei rischi di Bruxelles e si è concentrato principalmente sugli interessi economici tedeschi. Intanto durante la visita di Scholz a Pechino UE lancia la prima indagine in assoluto sugli appalti nel settore dei dispositivi medici in Cina. Bruxelles ha avviato una serie di indagini nelle ultime settimane mentre cresce la frustrazione per le politiche di Pechino e i funzionari sono frustrati dalla mancanza di progressi sulla questione dopo averla sollevata spesso con le loro controparti cinesi.
Tutto questo danzare delle dichiarazioni di Scholz suggerisce l’impossibilità di tenere in equilibrio gli interessi tedeschi e quelli europei, mostra una spaccatura in seno all’Unione e incoraggia l’ambiguità cinese, l’unica capace di navigare in acque oscure.
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La vera preoccupazione, per la UE, ritengo sia l’incapacità di applicare un’azione comune in: politica estera, economia e difesa. I fatti dimostrano che ogni paese cerca di massimizzare i propri sforzi per raggiungere obiettivi nazionali anche a detrimento delle politiche UE e la Germania non è differente. Come non lo è stata l’Italia degli accordi sulla “nuova via della seta”.