L’editoriale di Ander Bruckestand
L’intervento di Guido Crosetto alla festa del Fatto Putiniano mi fa sorgere un paio di riflessioni:
1. La balla, pronunciata da Peter Gomez, delle trattative di pace interrotte dagli inglesi deve finire. Le condizioni poste all’Ucraina – disarmo quasi totale e diritto di veto della Russia ad un qualunque aiuto occidentale all’Ucraina – erano inaccettabili. Poi ci fu Bucha.
La difficoltà di alcuni nostri politici a controbattere a questa balla, ripetuta in continuazione dai filorussi, ha dell’incredibile. Per chi fosse interessato, qui c’è una bella live di BallDontLie in cui il tema viene trattato in maniera molto approfondita Pace in Ucraina? – Parte 2: Perché gli ucraini combattono
2. “Nessuno ha mai pensato che l’Ucraina potesse sconfiggere la Russia”. L’Ucraina da sola no, ma l’Ucraina supportata come si deve dall’Occidente (dal punto di vista militare e non solo), può sconfiggere la Russia eccome. Si è visto a Kharkiv e Kherson.
Oltre al supporto militare (in primis munizioni di artiglieria), umanitario ed economico, l’aiuto più concreto che l’Occidente potrebbe dare all’Ucraina (e a se stesso) consiste nello smantellare la rete di spie russe e di quinte colonne che sta indebolendo l’Occidente dall’interno, compreso il supporto all’Ucraina, tramite la più estesa e pervasiva campagna di disinformazione della storia dell’uomo.
La Russia sta combattendo da anni una guerra cognitiva contro l’Occidente, e la classe politica italiana attuale è il prodotto anche di questa guerra, che ha avuto il suo culmine negli anni pre-pandemia e che, tramite la disinformazione via internet (social e non solo), ha contribuito a plasmare il pensiero di molta della classe dirigente occidentale. Qua sotto un esempio scelto a caso.

L’infatuazione filorussa del mondo sovranista è il risultato di azioni sistematiche di infowar e guerra cognitiva condotte per anni dai servizi segreti russi. Il vero problema è pensare che in questa guerra che la Russia sta conducendo contro l’Occidente (l’Ucraina è solo la linea del fronte), la sconfitta russa sia 1) impossibile; 2) non auspicabile. E, soprattutto, pensare stupidamente che non siamo in guerra contro la Russia.
Una volta rimosse queste zavorre intellettuali, possiamo renderci conto molto chiaramente dei danni che il veleno russista sta producendo all’interno delle nostre società. Ed agire di conseguenza: da un lato supportando l’Ucraina in tutti i modi possibili e senza tentennamenti idioti e masochistici; dall’altro, impedendo alla propaganda russa di metastatizzare in Occidente.
Non stiamo facendo né l’una e né l’altra cosa.
Bacheca di bordo: Una classe politica incapace di comprendere il conflitto russo-ucraino
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