

Se ne sono andate con dignità, con coraggio, insieme come avevano vissuto e liberamente. Hanno deciso che il loro lungo viaggio in questa vita era finito e che non avrebbero potuto esistere l’una senza l’altra e hanno destinato i loro beni a istituzioni meritevoli.
Una lezione non solo da parte di due donne che hanno segnato il costume italiano per molti anni, in una televisione che entrava in tutte le famiglie e ne determinava il pensiero e il gusto, facendo crescere quell’Italia che ancora sceglieva tra Don Camillo e Peppone chi l’avrebbe governata.
Hanno potuto compiere questa scelta perché vivevano in un Paese, la Germania, nel quale c’è una legge che consente il suicidio assistito, chiara e assolutamente rispettosa della volontà dell’individuo di decidere della propria vita.
In Italia, la legge sull’eutanasia ha dovuto approdare in Parlamento per volontà della Corte e sta seguendo il suo iter in sottotono, essendo il dibattito politico particolarmente concentrato sulla finanziaria. Quello che però emerge è il solito “pasticcio all’italiana”, fatto di compromessi e di ammiccamenti a una parte o all’altra dell’arco politico, su un tema la cui importanza richiederebbe ben altro.
Come giustamente ha sottolineato Marco Cappato, da anni infaticabile promotore di diritti e in particolare di una legge sul fine vita, si rischia di tornare indietro di trent’anni, sottraendo quel poco di margine che l’assenza di una legge nazionale aveva lasciato a chi decide di porre fine alla propria sofferenza, di poterlo fare.
Un pensiero grato, quindi, alle gemelle Kessler non solo per averci ricordato un’Italia operosa e gentile, che sognava attraverso le loro lunghe gambe e la loro perfetta sincronia, ma per aver dato un messaggio con la loro scelta di libertà che speriamo anche da noi qualcuno — qualche politico, gli stessi a cui si è rivolta Laura Santi prima di morire nel suo appello — ascolti con serietà e con il rispetto che questo tema merita.
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Difficile aspettarsi stravolgimenti, impennate, prese di coscienza da parte di un Paese che ha abolito il delitto d’onore solo pochi decenni fa.