
Proposta ai romani: lanciare una colletta per fornire il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, di un ufficio di comunicazione degno del suo ruolo. L’iniziativa è diventata indispensabile dopo l’ultima apparizione del primo cittadino sui telefonini dei romani.
Intanto partiamo dalle prime parole che Gualtieri pronuncia con l’aria di chi sta facendo una furbata in un video messo in rete dal suo ufficio stampa: “Questo video potrebbe non piacervi”, esordisce tutto soddisfatto del batticuore che vuole suscitare in chi giudica già un successone quando da un ente o da un personaggio pubblico non arriva nessuna notizia, tanto si sa che, quando arrivano sono invariabilmente brutte.
Quindi bravo Gualtieri in formato thrilling, uno a zero e palla al centro. Ma non è tutto: il sindaco uno spiraglio di speranza ai suoi cittadini vuole lasciarglielo. Quindi aggiunge:” Oppure potrebbe piacervi molto”.
È il momento in cui la telecamera che lo sta riprendendo si sposta dal sindaco per inquadrare l’oggetto tecnologico che a suo dire potrebbe anche piacere molto ai romani. Si tratta di una sorta di periscopio, fissato sul tetto di una macchina della polizia locale, che già dall’aspetto smerigliato lascia intendere che è dotato di intelligenza artificiale.
“Abbiamo previsto che ne siano dotate venti auto, di quelle che girano per ispezionare la città”, annuncia Gualtieri, che intanto è passato a spiegare la funzione del “periscopio”.
È infallibile- dice- Grazie all’intelligenza artificiale, mentre l’auto procede, è in grado di fotografare le targhe di tutte le macchine posteggiate e di rilevare immediatamente quelle in doppia fila o con l’assicurazione scaduta”.
Insomma, siamo di fronte al passaggio, in un solo colpo, dal vigile con il casco bianco coloniale, che minaccia con carta e penna, al grande fratello in formato asfalto.
Veniamo allora alle due ipotesi del sindaco “non piacere o piacere molto”.
Partiamo dal “piacere molto”: non c’è alcun dubbio che non ci sia romano che non si scandalizzi e non abbia a lamentarsi per il caos che contraddistingue le strade della città. Non parliamo poi del terrore di essere vittima di un incidente provocato da un’auto senza assicurazione.
Ma veniamo al “non piacere”: non ci vuole il senso civico in uso a Stoccolma per capire che le regole sono indispensabili per gli uomini, figuriamoci per le automobili. E che rispettarle è nell’interesse di tutti. Esattamente come le sanzioni sono necessarie a ricordarlo ai distratti.
Fin qui tutto chiaro. Ma a questo punto lo sguardo, o la telecamera, deve tornare a inquadrare il sindaco per formulargli una domanda: ma lei, signor Gualtieri (che abbiamo pure votato) che cosa ha fatto finora per fare sì che i suoi cittadini siano messi in grado di rispettare le regole? Lo ha spiegato all’intelligenza artificiale, che ora vuole scagliare contro i suoi amministrati, che i romani sarebbero felicissimi di parcheggiare la loro auto civilmente, invece di doversi impiccare nella inutile ricerca di un posto anche quando devono raggiungere un ospedale, avere un anziano a bordo, o portare i figli a scuola?
Alzi la mano chi una volta non è stato costretto a una sosta in seconda fila e poi non ha tirato un sospiro di sollievo per non essere stato multato.
Certo che non si può continuare a vivere nel caos. Ma operare per uscirne era, ed è, il suo compito, caro sindaco.
A noi il peso un po’ inquietante di entrare nel mirino della sua intelligenza artificiale.
A lei il dovere di inventarsi un piano parcheggi che vada di pari passo con la nuova musica che ha deciso di suonare. O pensa di cavarsela semplicemente suonandole ai suoi concittadini?
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