Bottom line up front (BLUF): gli ucraini hanno condotto un’infiltrazione per interdire la zona a sudovest di Kursk, al fine di fissare nell’area più forze russe possibili.
Cosa sta succedendo a Kursk? È la manovra napoleonica che svolta la guerra? La penetrazione corazzata che porterà gli ucraini a Mosca? I russi sposteranno le loro riserve dall’Ucraina occupata per contrastare l’attacco? Secondo me niente di tutto questo, ma prima di arrivare alle mie opinioni e congetture, intendiamoci sui termini e cerchiamo di dare un contesto alle azioni militari. Per prima cosa alcune definizioni, analizziamo le due manovre militari che più si avvicinano a quello che sappiamo sull’azione di Kursk, cioè la penetrazione e l’infiltrazione.
La penetrazione è “una forma di manovra in cui una forza attaccante cerca di rompere le difese nemiche su un fronte ristretto per interrompere il sistema difensivo. Distruggere la continuità della difesa consente il successivo isolamento e la sconfitta del nemico. La penetrazione si estende dalla zona di contatto con il nemico attraverso le principali posizioni difensive fino all’area di supporto nemica”
(https://www.moore.army.mil/Infantry/DoctrineSupplement/ATP3-21.8/chapter_04/section_02/page_0040/index.html).
L’infiltrazione invece “è una forma di manovra in cui una forza attaccante effettua un movimento non rilevato attraverso un’area controllata dalle forze nemiche. L’obiettivo è occupare una posizione di vantaggio dietro le linee nemiche esponendo solo piccoli elementi amici alla risposta della difesa. Per infiltrarsi, la forza evita il rilevamento e l’ingaggio. Poiché questo requisito limita le dimensioni della forza infiltrata, esse da sole raramente possono sconfiggere un nemico, l’infiltrazione viene normalmente utilizzata insieme e in supporto ad altre forme di manovra”
(https://www.moore.army.mil/Infantry/DoctrineSupplement/ATP3-21.8/chapter_04/section_02/page_0040/index.html).
Girano molte notizie su ciò che sta accadendo, per ora sappiamo che i video e le immagini disponibili riguardano la conquista di villaggi o posizioni entro i 10 km dal confine
(https://x.com/front_ukrainian/status/1822316504165081203?s=46&t=msTFByf9f6Ft236HJZAZQA) oppure attacchi a colonne russe nell’Oblast di Kursk più in profondità anche se L’ISW considera come sotto controllo ucraino una vasta porzione di territorio russo, intorno ai 30 km dal confine
(https://www.understandingwar.org/backgrounder/russian-offensive-campaign-assessment-august-10-2024). Non abbiamo prove di combattimenti per la conquista di porzioni di territorio, né del controllo ucraino così lontano dal confine, ci sono però notizie circa imboscate e bombardamenti nella zona. Ovviamente i dati disponibili non raccontano tutto, ma a giudicare dalla risposta russa (riportato dallo stesso ISW) e da quello che militarmente avrebbe senso fare, ci si può sbilanciare nel fare alcune congetture. Gli ucraini hanno condotto un’infiltrazione nell’oblast di Kursk principalmente usando forze leggere cioè senza veicoli corazzati e obici semoventi, queste forze in un primo momento hanno aggirato le postazioni difensive nemiche e attaccato le zone logistiche o i centri comando alle loro spalle, questo ha creato caos nel dispositivo militare russo e ha consentito una penetrazione da parte di forze ucraine (forse una brigata meccanizzata) che hanno occupato alcuni villaggi in prossimità del confine, questa azione ha consentito la cattura dei prigionieri che abbiamo osservato nei primi due giorni. Mentre avveniva ciò, piccoli elementi ucraini appiedati o con veicoli ruotati si spingevano in profondità e direzionavano il fuoco missilistico terrestre verso obiettivi d’interesse, come la colonna russa distrutta a 28 km dal confine e così via
(https://www.youtube.com/watch?v=G90pYuavnDA). I russi hanno identificato la minaccia e stanno rispondendo mobilitando forze diverse da quelle impiegate sul fronte ucraino, questo è testimoniato dal fatto che in Donbass continuano a condurre le stesse operazioni che portano avanti da mesi, conquistando alcuni piccoli insediamenti nell’area di Kupiansk. E quindi a cosa serve tutto questo?
Credo che gli ucraini stiano tentando d’interdire la zona che si trova a sud est di Kursk (Vedi mappa), interdire significa rallentare o impedire l’uso di una certa area al nemico
(https://www.moore.army.mil/Infantry/199th/CATD/MTFC/Content/PDF/MTFC-StudentBattlebook.pdf).
Rendere insicura quest’area di confine non cambierà le sorti della guerra in Donbass o altrove in Ucraina, ma rappresenta comunque una minaccia di livello operativo per i russi. In sostanza sebbene i collegamenti tra Kursk e Belgorod non siano così fondamentali per le forze russe in Ucraina, un’azione in quest’area costringe la Russia ad una risposta, sia perché si parla di territorio russo, sia perché limita la libertà di movimento delle forze del settore più a sud (da Belgorod fino a Kupiansk). Si consideri inoltre che la città ucraina di Sumy è circondata da terreno compartimentato (colline e foreste), ma dopo il confine russo si aprono pianure e un terreno relativamente aperto fino a Kursk, interdire quest’area può costringere i russi a schierare delle unità di presidio in zone aperte più facilmente colpibili dall’artiglieria. Inoltre le strade est-ovest tra Sumi e Kursk sono poche e a bassa portata (la più grande è una strada regionale mentre l’autostrada E 38 passa molto più a nord), ogni attacco corazzato in quest’area avrebbe le sue linee di rifornimento canalizzate su poche strade e quindi facile preda dell’interdizione da parte del fuoco di artiglieria. Per questo i russi non hanno predisposto grosse difese fisse in quest’area, dato che qualsiasi penetrazione corazzata si potrebbe fermare semplicemente bloccando le poche strade est-ovest. D’altra parte i russi si trovano di fronte un terreno compartimentato in cui la difesa è largamente favorita, forse questo è il motivo del mancato ulteriore attacco russo di cui si parlava 2 mesi fa proprio in direzione di Sumy. Visto tutto questo ritengo che lo scopo degli ucraini sia fissare più forze possibili nell’area a sud di Kursk, l’obiettivo primario è attirarle e distruggerle con il fuoco, quello secondario (quando le unità russe cominceranno a scavare trincee e postazioni) sarà quello di fissarle, cioè tenerle lì. Se l’azione andrà bene gli ucraini obbligheranno i russi a costruire delle fortificazioni in una zona non d’interesse per la manovra ucraina e a tenere delle unità di presidio che dovranno essere rifornite e non saranno impiegabili su fronti più importanti come il Donbass. Se dovessi indovinare la missione di queste forze ucraine la riassumerei così: tramite un’infiltrazione in direzione dell’abitato di Kursk, interdire con il fuoco e con azioni di sabotaggio le vie di comunicazione e le unità russe che conducono movimenti logistici tra Kursk e Belgorod, al fine di fissare le forze nemiche nella zona obiettivo.
Ritengo quindi che gli ucraini continueranno ad operare per qualche settimana intorno a Kursk evitando lo scontro diretto finché potranno, per poi sganciarsi e rientrare nei loro confini, al che il fuoco di artiglieria ucraino diventerà più intenso forse anche con l’aiuto di CAS (Close Air Support) usando munizionamento stand off rispetto ai sistemi antiaerei portatili. I russi finiranno per avere delle unità lì che non produrranno alcun vantaggio tattico od operativo, ma che saranno fissate dall’azione ucraina. Il metro per misurare il successo ucraino in questa azione che, come dice Maja, è stata ben condotta fin ora (https://www.inoltrenews.it/2024/08/08/cosa-sta-succedendo-a-kursk-ucraina/), risiede nel delta delle unità impiegate. Se con poche forse leggere riusciranno a tenere in zona per qualche mese unità pesanti più numerose allora gli ucraini avranno conseguito un successo tattico.
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1 pensato su “Tu chiamale se vuoi infiltrazioni. L’infiltrazione ucraina a Kursk”