
Mentre iniziava Ecomondo, la fiera Italiana dell’ambiente, Trump surclassava Harris e diventava il 47esimo Presidente degli Stati Uniti, ritornando alla Casa Bianca. Ed il mondo ha paura. Tralasciando analisi più generali, mi focalizzo su quello della green economy, che più che aver paura, è proprio terrorizzato. E anche la Cop29, che si apre molto sottotono in questi giorni, nell’assenza dei principali leader mondiali e nel generale disinteresse dei media, pare in attesa di un qualche segnale da Washington.
Basta leggere dichiarazioni, articoli ed analisi di ambientalisti e giornali di settore. È un terrore giustificato, o c’è molto pregiudizio? Faccio una premessa, su un aspetto che avevo avuto già modo di sottolineare: anche la Harris, nella sua campagna elettorale, aveva tirato fortemente il freno a mano sul “green deal”, cercando quasi di non parlarne, o almeno di farlo il meno possibile. Il motivo è abbastanza chiaro, e i risultati elettorali (non solo americani, a dire il vero), hanno evidenziato una certa stanchezza, per non dire fastidio, verso gli estremisti green.
Trump, per la cronaca, entrerà in carica da gennaio. E’ stato fortemente supportato dalle aziende dell’oil & gas, vero, ma il suo sostenitore chiave è stato Elon Musk. Trump, da businessman qual è, ha infatti molto ammorbidito le sue posizioni sulle auto elettriche per dire, fino a definirsi un “sostenitore” delle stesse. Basta che siano made in USA.
Trump ha anche promesso, se rieletto, di cancellare in qualche modo l’Inflation Reduction Act, la principale legge sul clima di Biden. Peccato che ormai molti progetti siano partiti/finanziati, e non si possa tornare indietro, e soprattutto molti di questi siano in Stati controllati dai Repubblicani. Anche qui credo che alla fine prevarrà il pragmatismo.
Quello che immagino è che Trump ridurrà di molto nuovi incentivi al settore, questo sì, ma non tanto e non solo per avversione alle rinnovabili, ma semplicemente per una visione molto meno ideologica della questione. Inoltre, i dazi sui prodotti cinesi (questi sì mi aspetto saranno una promessa che manterrà), non sarebbero coerenti con incentivi ai settori in cui di quei prodotti sono monopolisti. Piuttosto (e qui mi aspetto Musk all’opera) i finanziamenti saranno dirottati eventualmente su fabbriche e start up per rendere più competitive le aziende USA nel settore.
Perché dico questo? Semplicemente perché nella sua precedente esperienza come Presidente, Trump non aveva ostacolato la crescita delle rinnovabili: tra il 2016 e il 2020 la capacità eolica è cresciuta del 45%, quella solare è più che raddoppiata. E per inciso, sotto Biden/Harris (ed Obama prima) la produzione di petrolio e gas da fracking è esplosa a livelli record.
In sintesi: la campagna elettorale è finita. Vedremo i fatti, ma i precedenti non inducono al terrore, a meno che non si sia accecati dall’ideologia, non si rappresentino società cinesi negli USA o non si creda che le energie rinnovabili debbano vivere sempre e solo di sussidi.
In questo senso invito a leggere ed ascoltare Draghi: quando dice che la presidenza Trump sicuramente porterà dei cambiamenti, aggiunge non necessariamente negativi. Se ad esempio portassero finalmente l’Europa ad uscire dalla logica degli incentivi alle rinnovabili in termini di energia prodotta, che spinge speculazioni ed aumento dei costi, verso un approccio più pragmatico ed industriale, allora no, non sarebbe tutto negativo ma, anzi, un cambiamento positivo. Se invece continueremo sul percorso intrapreso, incentivando fotovoltaici, eolici e la nuova frontiera delle batterie (quasi tutti soldi che vanno in Cina o alla finanza, con poche ricadute industriali in EU), come stiamo facendo oggi, finiremo per schiantarci. E non saremo nemmeno tanto verdi, a dirla tutta.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Continuare ad approfondire evitando l’ideologia e l’informazione preconfezionata e monodirezionale è già encomiabile nell’impegno. Dunque interessante l’articolo. Grazie
Grazie Fabio quello è il nostro intento