Il Senato americano ha votato poche ore fa con 67 voti a favore e 27 contrari, facendo un ulteriore passo avanti verso il passaggio finale del pacchetto da 95,3 miliardi di dollari di aiuti all’Ucraina ma non solo. Il pacchetto comprende 60 miliardi di dollari per l’Ucraina; 14 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza per Israele; 9 miliardi di dollari in assistenza umanitaria per Gaza, Cisgiordania e Ucraina; e 4,8 miliardi di dollari per sostenere gli alleati nell’Indo-Pacifico.
La notizia è particolarmente rilevante se la si mette in relazione con la “sparata” di Trump, che ha incitato gli avversari della Nato ad attaccare quei paesi membri che non rispettano i parametri economici previsti dall’alleanza e dimostra che le informazioni che circolano sono spesso distanti dal piano della realtà. Ha scritto Frank Gardner sul sito della BBC: “Trump intendeva davvero quello che ha detto? Probabilmente no. Questa è il tipico stile Trump. Dì qualcosa di provocatorio, cattura i titoli dei giornali, indigna i tuoi critici ed emoziona i tuoi fan”.
Impariamo tutti a distinguere tra quello che si legge e si ascolta e quello che avviene nella realtà. Diamo tempo al tempo prima di dare per buone previsioni che in genere sono tutte catastrofiste. Anche perché molte di queste previsioni ed analisi sono spesso dolose e dettate da una propaganda che vorrebbe vincere la propria guerra senza combatterla. E quale migliore scenario di un Occidente che parte già sconfitto?
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Mi soffermerei sul concetto che i 90 e passa miliardi di dollari sono spesi per acquistare materiale che andrà in gran parte a sostituire quello che le FFAA americane dirottano verso gli alleati, di fatto rimpiazzando e ammodernando l’arsenale USA, ma soprattutto andranno acomprare americano.
In quest’ottica, a mio modesto parere, si deve leggere la posizione dei senatori GOP, che alla fine hanno preferito, intelligentemente, seguire gli umori del loro elettorato e dei loro grandi elettori, spesso aziende della Difesa piuttosto che non inseguire la fedeltà ad un ex Presidente il cui destino politico è ancora in discussione.
È per questo che mi aspetto un andamento simile alla Camera, e non sono pessimista.
Non voglio essere catastrofista ma se il passaggio al Senato è stato agevole e abbastanza prevedibile, quello alla Camera dei rappresentanti non è altrettanto scontato.
1982 ci si lamentava che paesi europei della NATO non spendevano il 3% del PIL come da accordi del 1978. Si prospettava anche la disintegrazione della NATO. Insomma cicli e ricicli storici. https://www.nato.int/docu/review/articles/2022/07/14/the-1982-summit-and-after-a-personal-view/index.html